
Il Comitato d'area, formato da sindacati, enti locali e associazioni di categoria e coordinato dalla Provincia di Pisa, si è riunito nei giorni scorsi per parlare delle due vicende. Per il calzaturificio l'obiettivo è quello di difendere lavoro e produttività; per l'impianto calligiana tutelare l’ambiente e chiarire le responsabilità
Crisi Lorbac e vicenda depuratore di Ponte a Cappiano: su entrambi i fronti, il comitato d’area del Distretto industriale di Santa Croce (impegnato da tempo nell’elaborazione di un codice etico e nell’affermazione di principi di responsabilità sociale di impresa e di sistema) esprime forte preoccupazione e assume, a conclusione di una riunione urgente svoltasi nei giorni scorsi, una posizione unanime. Pochi e netti gli obiettivi da perseguire: la difesa del patrimonio occupazionale e produttivo nel primo caso; e, nel secondo, il superamento di qualsiasi criticità ambientale, con un doveroso approfondimento circa il quadro delle responsabilità.
Lorbac. La chiusura del calzaturificio suscita, per l’impatto frontale sui dipendenti e sulle loro famiglie, forte apprensione in tutte le componenti del comitato. Sindacati, associazioni di categoria ed enti locali sostengono la necessità di “continuare nel percorso di affiancamento alla risoluzione della vicenda aziendale al fine di tutelare i lavoratori interessati: attraverso una decisa iniziativa istituzionale, parallela a quelle che, anche autonomamente, verranno assunte dalle stesse organizzazioni sindacali”. Peraltro, “estremamente seria” viene definita anche la questione delle ricadute anche sul Distretto come polo manifatturiero. “La perdita di un’attività di prestigio come Lorbac (depositaria di esperienze e competenze maturate in decenni di formazione continua del personale) è un grosso impoverimento per il territorio: che conferma l’indispensabilità di un sistema di relazione forte tra soggetti diversi (istituzionali sindacali, imprenditoriali e categoriali), alla base del quale si è appunto sviluppato il modello Distretto nella nostra zona”. Il tal senso il comitato “Condivide integralmente il documento presentato dal vicesindaco di Castelfranco, assumendo l’impegno di seguire l’evoluzione della vicenda e di favorire, grazie allo scambio che al suo interno avviene, la ricerca di ogni possibilità di recuperare alla produzione l’azienda e il suo marchio”.
Depuratore. Parole chiare anche sul caso delle asserite immissioni nel canale Usciana (in notevoli quantità e in tempi prolungati) di rifiuti liquidi non adeguatamente trattati (e quindi inquinanti) provenienti dall’impianto di Ponte a Cappiano. Unanimi, da parte del comitato d’area, “la condanna dell’accaduto; la necessità di farsi carico, come sistema complessivo, del superamento di ogni criticità; la condivisione dei contenuti della lettera già inviata, agli organi competenti per il controllo, dal sindaco di Santa Croce, Osvaldo Ciaponi (a nome anche degli sindaci del Distretto)”. Nella lettera si chiedono in particolare: una tempestiva forte azione di verifica; una conseguente esaustiva informazione a istituzioni e cittadini, anche su eventuali iniziative risarcitorie, se e quando tecnicamente possibili; un “protocollo” di accertamenti che garantisca maggiore efficacia e che si fondi su una piena conoscenza delle realtà locali. “Operazioni scorrette recano un danno d’immagine a tutta l’area: l’irresponsabilità di alcuni mette a rischio la competenza, le capacità e gli standard etici di un modello di depurazione e smaltimento residui unico al mondo ed ovunque invidiatoci”.
Codice etico. Le posizioni assunte dal comitato – sottolinea il suo coordinatore, l’assessore alle attività produttive della Provincia di Pisa, Graziano Turini – “concretizzano quel percorso di autoregolamentazione che si è imboccato da tempo e che, dopo l’approvazione del ‘Patto per un Distretto funzionalmente autonomo e socialmente responsabile’ sta giungendo alla condivisione di un Codice Etico Distrettuale. Ringrazio, a nome della collettività, tutte le forze sociali, imprenditoriali e istituzionali impegnate in questo cammino, per la maturità che stanno dimostrando; spero che la Regione e lo Stato sappiano sostenere questo sistema in modo adeguato, nel momento in cui, venendo meno le Province, la governance distrettuale perderà il suo coordinamento storico”.
Fonte: Provincia di Pisa - ufficio stampa
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