Matteo Renzi verso Palazzo Chigi. La direzione PD vota la sua proposta, Letta va alle dimissioni. La moglie del sindaco Agnese: "Non sono una first lady"

Matteo Renzi alla direzione del PD a Roma

LA DIREZIONE DEL PD - L'intervento integrale di Renzi

 

Renzi verso Palazzo Chigi. Domani, venerdì 14 febbraio Letta sale al Quirinale per le dimissioni.
Ecco la staffetta che si pensava.

La direzione del Pd approva il documento che chiede una "fase nuova, con un nuovo esecutivo" con 136 voti a favore, 16 voti contrari e 2 astenuti.

"A seguito delle decisioni assunte oggi dalla Direzione nazionale del Partito Democratico, ho informato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, della mia volontà di recarmi domani al Quirinale per rassegnare le dimissioni da presidente del Consiglio dei ministri". Lo afferma il premier Enrico Letta.

Colpo di scena alla direzione del Pd: non c'è il premier Enrico Letta: 'Si decida con serenità'. Poi la cancellazione di una visita ufficiale in Gran Bretagna, prevista per il 24-25 febbraio prossimi.
E nel suo intervento Renzi ringrazia Letta per il suo lavoro, 'ma serve un cambio di fase, un nuovo governo fino al 2018'.

"Non faremo processo al governo, ma siamo in condizioni di aprire una pagina nuova", così Matteo Renzi nel suo intervento alla direzione Pd. "La direzione del Pd ringrazia il premier per il notevole lavoro svolto alla guida del governo". Il segretario illustra le due strade davanti al Pd. "La strada delle elezioni ha una suggestione e un fascino". "L'altra, quella di un nuovo governo, è una scelta azzardata ma può avere senso se hai il coraggio di dire alle realtà europee che l'obiettivo è il 2018 con riforme elettorali, costituzionali ed il tentativo di cambiare le regole a partire da una burocrazia opprimente". "Se l'Italia chiede un cambiamento radicale o questo cambiamento lo esprime il Pd o non lo farà nessuno. Vi chiedo tutti insieme di uscire dalla palude".

Alfano e ministri Ncd da Letta a p.Chigi
Dopo aver ascoltato l'intervento di Matteo Renzi alla Direzione del Pd, Angelino Alfano e i ministri di Ncd (Lupi, Quagliariello e Lorenzin), hanno raggiunto il premier Enrico Letta a palazzo Chigi. Dopo circa un'ora il vicepremier e la delegazione di Ncd hanno lasciato la sede del governo.

Sc, da Renzi risposta importante, dà chiarezza
"La relazione di Renzi ci ha dato una risposta molto importante. Chiedevamo chiarezza al Pd e chiarezza abbiamo avuto, soprattutto sulla linea di radicale cambiamento di cui c'è bisogno". Lo afferma Stefania Giannini, segretario di Scelta Civica.

Silvio Berlusconi incontrerà nella sede del partito a piazza San Lorenzo in Lucina i big di Fi per fare il punto della situazione alla luce dell'evoluzione della situazione politica. La riunione è prevista per le 19.

Parla la moglie di Renzi: " Non mi sono mai sentita first lady"

E' stato un giorno come tutti gli altri quello di Agnese Renzi. Al mattino lezione in una scuola fiorentina, poi a prendere le pagelle dei figli, dopo a casa a Pontassieve. La signora non ci tiene a fare la first lady. Non l'ha mai fatta da moglie del sindaco, non intende farla nel caso in cui il suo Matteo diventi premier.

Al Nazareno, a Roma, si discutevano le sorti del Paese, intanto, a Pontassieve, Agnese aiutava i bambini a fare i compiti. Prima che qualcuno suonasse al citofono: "Io first lady? Non so nulla. Non c'è niente di formalizzato. E poi, questo appellativo non mi corrisponde". Difficilmente Agnese si è mostrata accanto al marito. Quando lo ha fatto, si è tenuta a distanza da fotografi e giornalisti. Anche quando è andata ai 'raduni' renziani della Leopolda ha scelto la platea, preferibilmente le ultime file. Ora pare sia a un passo dal trasloco a Roma. Orgogliosa?

"L'aggettivo giusto non è orgogliosa, ma confusa, come molti italiani, immagino". Però scommette senza riserve sul marito. Se salirà a Palazzo Chigi "il suo impegno sarà totale, ci sarà la prova dei fatti, ci metterà l'anima e l'energia che mette nelle cose che fa".

Certo un po' di paura c'è: "Nella vita il meglio è nemico del buono", spiega Agnese citando un vecchio proverbio. Renzi vede Palazzo Chigi, ma ci entrerebbe senza passare dalle elezioni. Anche lui avrebbe preferito arrivarci col voto. "Nessuno avrebbe pensato o augurato questa situazione - dice Agnese - ma bisogna fare i conti con la realtà, non siamo sciolti dalle contingenze. E poi, i bravi nell'imprevisto sanno scegliere il meglio e lo vivono senza recriminare".

Ha parlato con il marito un attimo prima che iniziasse la direzione: "Doveva ancora pronunciare il discorso, non sapevo cosa avrebbe detto. E non so cosa succederà. Anzi, ora scusatemi, che torno in casa e vado a vedere come va a finire".

Il sacerdote: 'Da chierichetto già numero uno'

"Già da piccolo si capiva che Matteo Renzi sarebbe stato il numero uno": a dirlo è Don Giovanni Sassolini, sacerdote da cui serviva messa il giovane Matteo Renzi, oggi a 'Un Giorno da Pecora' ha raccontato com'era il Sindaco di Firenze da cherichetto. "Da giovane era compito, non faceva mai errori e aveva quel suo ciuffo un po' volante". E' vero che era un grande imitatore? "Sì, in uno spettacolo imitava alla perfezione Vittorio Sgarbi: ciondolava il capo qua e là, si toccava il ciuffo...era veramente eccezionale". C'è qualche particolare che ricorda del Renzi politico? "Prima di andare da Berlusconi, quando ancora non lo sapeva nessuno, mi disse a bassa voce che ci sarebbe andato. Doveva essere un segreto, invece il giorno dopo già lo sapevano tutti". Lei lo ha mai votato? "Sì, alle primarie". Secondo lei Matteo Renzi fa bene ad andare al governo? "Secondo me nemmeno lui pensava di arrivare fino a qui, deve decidere solo lui".

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