Mugnai e Ferri (Forza Italia): "Su Opa e Dmi il presidente Rossi deve riattivare il confronto tecnico per rafforzare la sanità sul territorio"

L'ospedale di Ponte a Niccheri

Il dibattito sul futuro del Dipartimento Materno Infantile, e quindi sul futuro dell’OPA, alla luce dell’attivazione del Nuovo Ospedale delle Apuane era partito bene. Così esordiscono i consiglieri regionali Ferri e Mugnai

La Regione aveva correttamente chiesto che fosse istituito dall’Asl n. 1 un tavolo tecnico, attorno al quale si sedessero tutti i soggetti interessati, che analizzasse approfonditamente la situazione, mettesse a confronto le posizioni anche diverse, valutasse pro e contro di ogni scelta e trovasse soluzioni adeguate da proporre.
Invero, però, quello che era parso a tutti un logico ed utile strumento non è mai partito, o meglio è stato stoppato praticamente subito. Perché?

E’ da questo interrogativo che deve svilupparsi una seria analisi, anche politica, della vicenda che stiamo vivendo ed è – almeno per noi – da lì che bisogna riprendere il ragionamento per evitare che si producano danni incalcolabili alla storia (quella buona) della sanità di un territorio, oltre che – ancor prima – alla gente (non solo del territorio) che ha beneficiato e beneficia di strutture e servizi che oggi sono di oggettiva eccellenza.

Una risposta che, purtroppo, ha alimentato dubbi sui reali intendimenti sottesi alla decisione di trasferire il DMI al NOA è arrivata, nelle settimana scorsa, dai primari Migliorini e Baratta. Le incertezze sulle prospettive future dell’OPA, in caso di "trasloco" del DMI, poi, non sono certo state superate (visto anche quanto accaduto in precedenza in tanti, troppi, casi) dall’intervento di questi giorni del Presidente Rossi.

I primari sono arrivati a sollevare, soltanto ora, pur di giustificare la posizione dell'Asl che vuole a spada tratta il trasferimento, difficoltà tecniche e problematiche inerenti i costi della sicurezza! Eppure, proprio Migliorini (che oggi definisce il trasferimento ‘assolutamente necessario a garanzia della sicurezza e della salute delle persone’) si sperticò, in occasione della chiusura del punto nascite di Pontremoli, per evidenziare la grande efficienza e la grande sicurezza del DMI.

Gli argomenti addotti dalla coppia di medici, improvvisamente tutt’altro che lusinghieri nei confronti nei confronti dell'attuale organizzazione dall'OPA-DMI, sono sembrati impallidire di fronte alle repliche che hanno logicamente e puntualmente suscitato. Sono, del resto, sembrate altrettanto deboli sia le risultanze del summit del PD sull'argomento, sia – come detto - l’esito della estemporanea conferenza stampa del Presidente Rossi: non si può agire "smontando" Montepepe e al contempo sostenere che si potenzierà l'OPA. Non ci può credere nessuno!

La partita è troppo delicata e troppo importante per pensare che sia digerita grazie a qualche, pur autorevole, rassicurazione. Il passato in questo senso insegna e le prospettive future ci invitano ad ulteriore attenzione e cautela.

Per tutto questo crediamo che sia davvero il minimo che la Regione e l'Asl ripartano dal tavolo tecnico che non si è mai voluto far decollare, il quale invece avrebbe potuto fare emergere (e può ancora farlo) dati di essenziale rilevanza ai fini del decidere. Bisogna che il confronto in quella sede, ed anche in Convegni che abbiano valenza, attori e contenuti tecnico-scientifici, ci sia per davvero, ed al più presto, e sia autentico, perché possa favorire la decisione politica più sensata e più utile alle comunità dell’Asl n. 1 e non solo.

Diversamente, una sola soluzione è possibile ed accettabile dal nostro territorio: che OPA e DMI restino insieme ed insieme – eventualmente - trovino un adeguato spazio in una autonoma, capiente ed attrezzata nuova struttura posta in prossimità del NOA.

Altre scelte significherebbero, inequivocabilmente – al di là di ciò che oggi cercano di raccontarci -, che si è deciso di smobilitare l'OPA (che, neanche troppo lentamente, perderebbe inevitabilmente il suo carattere di eccellenza e molte delle sue altissime professionalità) e di avere un DMI ridimensionato a non più di 1200 parti l'anno (contro i 1700 circa di oggi ed i 2000 che, sempre in occasione della chiusura del reparto di ostetricia di Pontremoli, si dichiarava essere l'obiettivo da raggiungere...).

Sarebbe un costo troppo alto, l'ennesimo, che il Presidente Rossi non ci può condannare a pagare e che il territorio non si può comunque permettere di subire.

Fonte: Ufficio Stampa

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