
"Fallita la sua missione di recuperare, studiare e ricostruire la storia della produzione artistica locale e con essa l'identità del Paese"
"Riprendo l’argomento che ho già trattato nel dossier di un anno fa.
Desidero partire da “LA NAZIONE “ del 25 agosto 2013 che titola fra virgolette “ Così il museo della ceramica morirà”.Titolo ad effetto ma sbagliato perché il Museo è morto e sotterrato da tempo. La Fonduta dei 4 formaggi fra Museo, Archivio, Biblioteca e Ninnoli vari, viene cucinata a fuoco lento non per i tagli di spesa dovuti alla crisi finanziaria ma perché il Museo, fra i 4 formaggi, è quello che sa di Gorgonzola. L’odore è dovuto al fallimento di una delle due missioni cui era destinato. La prima era quella di recuperare, studiare e ricostruire la storia della ceramica di Montelupo e con essa l’identità del Paese, idea geniale. Iniziò nel 1973 con la scoperta e lo scavo del pozzo dei lavatoi e, passando per l’apertura del Museo del 1983 e dei successivi ampliamenti, si concluse dopo 30 anni nel 2003 con la pubblicazione de 5° ed ultimo volume della storia della ceramica di Montelupo. Onore al Gruppo Archeologico Montelupo, prima di tutti a Fabrizio Coli, e a Fausto Berti bravissimo studioso di storia e archeologia.
Oggi abbiamo in dotazione un grande patrimonio di oggetti e di sapere che ci qualifica a livello nazionale ed internazionale . Missione compiuta con successo. La seconda missione del Museo era quella di utilizzare questi risultati per propagandare la nostra comunità e le sue attività ceramiche, commerciali e turistiche. Questa missione è fallita. Il Museo ha sempre avuto pochi visitatori, non serve all’economia, nemmeno a quella del centro storico, ha costi enormi senza ricavi degni di nota e non riesce nemmeno a svolgere una funzione didattica per le scuole. La crisi mondiale c’entra poco. Mentre il nostro museo è deserto , Firenze è presa d’assalto. L’errore sta nell’impostazione scelta nel 2003-2004. La fase della ricerca era sostanzialmente finita e con essa il tipo di Museo funzionale a quella fase. Invece di usare la ceramica di Montelupo per raccontare la storia del Medioevo e del Rinascimento Fiorentino, si sono investiti altri 5 milioni di Euro ( che portano il totale dei 3 Musei a 17 miliardi di vecchie lire) in un mastodontico Museo di superficie doppio di quello vecchio ma con la stessa impostazione tradizionale da repertorio ceramologico.
La storia resta sullo sfondo, in lontananza. La “bottega” è più grande, più ricca e più bella ma la merce e il servizio sono gli stessi di prima: i clienti non potevano aumentare. La responsabilità principale non è del gestore-direttore ma degli ultimi due sindaci che hanno approvato l’impostazione sbagliata del Tecnico. E’ questo il “nocciolo politico” del problema, non le chiacchiere sui problemetti legati a chi paga o non paga il biglietto d’ingresso alla Fonduta, o i ragionamenti complicati sulla mente e sulla conoscenza. Fino ad ora nessun politico responsabile ha ammesso niente di tutto ciò. Purtroppo dal 2003 ad oggi si sono persi 10 anni e nemmeno PROUST col suo “pasticcino” tanto caro al sindaco Mori può aiutarci “Alla ricerca del tempo perduto” . Occorre cambiare strada, cambiare impostazione al Museo. Ma chi prenderà le decisioni necessarie? Non certo coloro che sono i responsabili del fallimento dopo 40 anni esatti (1973-2013). Quale o quali studiosi dovrebbero realizzarlo ? Non certo chi, nonostante il palese fallimento vorrebbe ancora raddoppiare la superficie del (museo/sbaglio) invece di raccontare la storia meravigliosa della “FABBRICA di FIRENZE” dal ‘400 al ‘600. E infine, con quale soldi modificare un investimento sbagliato di oltre 5 milioni di euro ? “ Ecco gli sprechi dei soldi pubblici” Quindi concludendo : M.A. B. –Anzi Molto Meglio Andare a Bere- al nuovo bar di piazza Vittorio Veneto".
Lelio Rossi, Consigliere Comunale Forza Italia – Montelupo Fiorentino
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