
Sono 715 i bambini e gli adolescenti che hanno perso uno o entrambi i genitori in seguito a un evento traumatico o all’esito di un decorso oncologico, presi in carico dal 2007 ad oggi dagli esperti dell’Azienda sanitaria di Firenze impegnati ad aiutare chi è rimasto orfano ad elaborare il lutto cercando di far maturare una consapevolezza: se non si possono diminuire le tenebre, si può aumentare la luce.
Lucia Caligiani, direttrice della struttura di psiconcologia della Asl 10 e Isabella Lapi, a capo della struttura di salute mentale per l’infanzia e l’adolescenza della zona Sud-Est, da 7 anni esatti – proprio in questi giorni si festeggia l’avvio del centro – portano avanti un progetto di Assistenza al Lutto dei Bambini e degli Adolescenti che si chiama Alba ed appunto hanno potuto stare accanto a 251 minori che hanno perso un genitore in modo traumatico e a 464 che hanno dovuto fare i conti con la morte dell’adulto giunta alla fine di una dolorosa battaglia con il tumore.
Si tratta di un servizio pubblico unico in Italia, la cui originalità è data dall’impostazione tesa a prevenire le complicazioni del lutto. È una sfida che richiede competenze professionali e capacità di sopportare il carico di dolore a cui queste situazioni espongono.
Le esperte del centro Alba si trovano dunque innanzitutto a identificare il “lutto traumatico infantile”, vale a dire quella condizione in cui un bambino o un adolescente ha perso una persona amata in circostanze traumatiche e manifesta sintomi che denotano la sua difficoltà a superare il normale processo del lutto.
È una condizione che appare come una combinazione tra un lutto non risolto ed i disturbi da stress di una situazione post-traumatica, al punto tale da ledere le abilità del bambino e da compromettere le sue relazioni, o le sue possibilità di successo, in relazione al procedere della vita.
Intervenire in questo campo spesso significa anche dare un sostegno al genitore rimasto perché il suo dolore possa trovare sfogo senza divenire esso stesso un ulteriore motivo di difficoltà per i piccoli, non solo nella fase della perdita, ma anche, nel caso di malattie dal lungo decorso, nella fase della vicinanza e dell’assistenza al paziente.
Spesso questo aiuto va esteso anche all’intero ambiente adulto che circonda l’orfano: il resto della famiglia, le amicizie, la scuola. Perciò parte del lavoro consiste nella consulenza alle persone vicine, e spesso nella sensibilizzazione rivolta agli operatori e alla comunità.
In caso di necessità ci si può rivolgere dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13.30 alla dottoressa Lucia Caligiani (tel. 055-6936628) e il martedì e il giovedì dalle 9.30 alle 13 alla dottoressa Isabella Lapi (055-6936564).
Fonte: Ufficio stampa Az. Sanitaria Firenze
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