Pelletteria Zerotwonine, dopo la manifestazione di interesse ancora silenzio. E la cassa integrazione per i 25 lavoratori ancora non arriva

I lavoratori della Zerotwonine di Fucecchio (foto gonews.it)


Il futuro della Zerotwonine di via Masiano a Fucecchio, la pelletteria ex Marianelli e Mariangel da tempo in crisi, è sempre più incerto. Per l’azienda, riferisce Silvia Mozzorecchi della Filctem Cgil Empolese Valdelsa, si è infatti raffreddata la posizione del potenziale acquirente che aveva permesso l’accesso alla cassa integrazione straordinaria, con tanto di accordo in Provincia a Firenze. La manifestazione di interesse, infatti, non si è tuttora concretizzata.

L’azienda è fallita da agosto, ma i lavoratori non hanno ancora iniziato a riscuotere la cassa perché il Ministero non l’ha a oggi approvata. “Confidiamo lo facciano tra febbraio e marzo – spiega la Mozzorecchi – in ogni caso capite che queste persone non hanno uno stipendio da molti mesi ormai. Ancora non c’è stata né una ripartenza né totale né parziale, stupisce che il marchio Calvin Klein, principale cliente di questa azienda, si sia completamente disinteressato della questione”.

I 25 dipendenti stanno guardandosi attorno per reimpiegarsi, ma per la Mozzorecchi “questo significa un disperdere le conoscenze e la manualità acquisita, rischiando di perdere un’azienda strategica del settore, a due passi dalle concerie”.

“Siamo di fronte a un quadro più generale di aziende malgestite, di una grave crisi e di una mancanza di fiducia complessiva – è la chiosa della sindacalista – non è possibile che si sia lasciati soli nella gestione delle crisi aziendali del territorio. Le autorità locali devono spronare il Governo a occuparsi dei problemi delle persone. Tutti i politici, di qualsiasi colore, devo assumersi impegni nel salvare le aziende, rispondendo al loro elettorato. Il lavoro sia al primo posto della campagna elettorale per le amministrative. Ci sono centinaia di situazioni di questo tipo – conclude – in imprese piccolissime si licenziano magari due dipendenti su tre, oppure si arriva a chiedere ai lavoratori trasformazioni in cooperativa, riduzione dei diritti, rinunce a parte di stipendio, o di diventare a propria volta imprenditori per rilevare le aziende. Se i politici non capiscono questo, smettano di fare politica”.

“Forse non si ha il quadro della situazione – dichiara il collega della Filctem Cgil Giuseppe Dentato – il territorio si è trasformato. Serve un piano complessivo di rilancio del lavoro, altrimenti questa zona farà importanti passi indietro”.

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