Corsinovi (FI): "Primarie inutili di PD e Centrodestra, se si sa già chi arriva primo. A Frenze non si faranno e forse nemmeno a Livorno"

Alessandro Corsinovi

"CANDIDATI   SINDACO DECISI DALL’ALTO:   INUTILE POLEMIZZARE,   VA BENE A TUTTI.     A Livorno nel PD la candidatura di   Ruggeri sembra sia stata decisa più a    Firenze che nella città Labronica.   A Firenze  invce è proprio è ufficiale : le primarie non ci saranno.    Dall'altra parte della barricata i dirigenti di  quasi tutte le formazioni di centrodestra   dicono che i candidati   sindaci non si scelgono con le primarie, e fanno intendere che non si scelgono neppure a livello locale. Queste teorie    stanno facendo scuola anche nel PD. Prevarrà   quindi la logica di scelte calate dall’alto.   Bene, prendiamo atto tutti quanti e andiamo  avanti cosi.    Vedremo se gli elettori apprezzeranno.

IL PIANO “B”   DI MATTEO.   Ufficialmente Matteo Renzi  si  ricandida  a sindaco di Firenze, ma lui il campione   delle primarie   alcune settimane fa ha fatto approvare con l'80% dei voti – (114 si', un no e 30 astenuti)- alla assemblea cittadina del Pd la   ratifica della sua ricandidatura a sindaco di Firenze per le elezioni di maggio.   E a Firenze Renzi non si presenterà   per la seconda volta a candidato sindaco solo con l'appoggio della lista del  PD e dei partiti alleati,   ma anche  con  almeno  un paio di altre liste   che lo sosterranno:  una  di  ex  forzisti   e    una di sinistra   magari con qualche   ex grillino  dissidente. Tutti   ovviamente per Matteo.      In queste ore i fedelissimi di Renzi  tengono pronto anche il cosiddetto   "piano B".  Se cadono le proposte contenute nell’accordo Renzi – Berlusconi,    Matteo   innesca la miccia per far deflagrare la legislatura.   Il   “piano B” prevede  che  se ci fosse davvero la crisi di governo e Renzi ottenesse   l'incarico  di andare  a   Palazzo Chigi,    abbandona l’idea di ricandidarsi a Sindaco di Firenze e nel Pd fiorentino sono pronti a fare    “primarie”  in   una settimana    per  trovare  comunque  un  altro candidato sindaco. Ovviamente renziano".

DUE ANIME IN UN NOCCIOLO?  NEMMENO PER SOGNO.   RENZI MINACCIA LETTA .    La conferme che Renzi e Letta non sono affatto “due anime in un nocciolo” coem qualcuno sosteneva,   arriva con le bordate di Matteo che ha replicato esantemente all’invito di Letta a ricercare una riforma elettorale che restituisca ai cittadini il diritto di scegliere i parlamentari.   L'intenzione del presidente del Consiglio   forse non era quella di   entrare in rotta di collisione ma alimenta la preoccupazione di Renzi   che l'accordo tra il Pd e   Berlusconi possa naufragare alla prova del   voto in Aula alla Camera.   Ecco che allora Renzi se ne esce con un "Basta con i professionisti della melina e della palude, se salta la legge la legislatura fallisce": questa si una   minaccia vera e propria che alza la posta e svela le sue vere intenzioni: tornare al voto anche nel periodo della presidenza italiana del semestre europeo.    Renzi  spara: “trovo pretestuoso che ora sulle preferenze polemizzi chi nel PD non ha mai preso voti riferendosi ad autorevolissimi dirigenti che dicevano mai con le preferenze".   E annuncia   che se gli fanno lo sgambetto con il voto segreto alla Camera    la legislatura sostanzialmente vede il proprio fallimento.  E torna   a far intravedere le elezioni anticipate anche   durante il semestre di presidenza   europea che spetta all’Italia. E si candida lui, ma non a Sindaco, bensi direttamente a fare il Presidente del Consiglio. Sempre però che il suo PD vinca le elezioni".

Alessandro Corsinovi, consigliere provinciale Pdl alla Provincia di Livorno

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