Maleodoranza alla discarica di Casa Sartori, Regini: "Stop nel 2018, impianto controllato"

Una residente di via Botinaccio a Montespertoli negli scorsi giorni ha scritto alla redazione di gonews.it per segnalare il ripetersi delle maleodoranze dall'impianto di Casa Sartori. "Nonostante le innumerevoli promesse di chiusura che dovevano avverarsi lo scorso anno, attualmente è ancora in funzione e nonostante le ripetute segnalazioni e lamentele da parte di molti cittadini, gli odori che provengono dal suddetto impianto non cessano, obbligando gli abitanti del circondario non solo a non sostare all'esterno delle loro abitazioni, ma anche a chiudere le finestre. Anche la notte e con questo caldo è impossibile riposare".

Della situazione è ben informato il sindaco Giulio Mangani, che ha dichiarato: "Abbiamo ricevuto le segnalazioni e ogni giorno sollecitiamo Alia a prendere provvedimenti, ma il problema in questi giorni è il caldo estremo. Stiamo valutando la possibilità di chiedere la sospensione dei conferimenti in questo periodo".

La diretta interessata, l'azienda Alia che gestisce in eredità da Publiambiente il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti, ha risposto con una lunga e dettagliata nota in merito.

"Alia ha adottato dai giorni scorsi tutte le misure necessarie - messe a disposizione dalla tecnologia, da una corretta e scrupolosa gestione dell’impianto di discarica, nonché quanto riportato nel proprio piano di monitoraggio e controllo – per contrastare fino ai limiti tecnici ammissibili l’impatto olfattivo dell’impianto, anche in considerazione di eventi meteo straordinari come gli attuali. Sono evidenti infatti le gravi ricadute dovute alla straordinarietà delle condizioni meteo-climatiche a cui siamo sottoposti da più mesi, ed in particolare alle punte di caldo ed umidità che  si sono ripetute in maniera sistematica".

Nello specifico, si è verificato:
-    incremento massiccio dei prodotti di abbattimento delle maleodoranze, effettuato tramite aumento delle dosi e della frequenza di utilizzo dei prodotti liquidi e solidi, distribuiti anche direttamente sull’area in coltivazione; l’uso si è spinto anche nelle ore notturne, così da contrastare al massimo i noti fenomeni di inversione termica che - in questo periodo - hanno aumentate notevolmente sia la fascia temporale che la loro intensità;
-    si è modificata l’area coperta in maniera provvisoria utilizzando direttamente terra vegetale anziché FOS (Frazione Organica Stabilizzata di rifiuti);
-    si è ridotta, a limiti storici, la superficie di coltivazione della discarica che ad oggi risulta intorno agli 800 m2 (inferiore al dato prescritto di 1.000 m2 da utilizzarsi in condizioni straordinarie);
-    si è massimizzata l’estrazione del biogas, non solo attraverso l’aspirazione delle linee a servizio presso la centrale di cogenerazione, ma anche con l’adozione di un’ulteriore torcia dinamica, consentendo la massima estrazione e combustione del biogas;
-    si sono, infine, ridotti - in peso e su base mensile - i flussi di rifiuti conferiti di oltre il 30%.

Per la faccenda è stato interpellato anche il presidente di Alia Paolo Regini, ex presidente di Publiambiente e a conoscenza della situazione dell'impianto valdelsano.

“Ho sollecitato i nostri tecnici ad intraprendere tutto quanto possibile per superare il problema delle  maleodoranze - ha dichiarato il presidente di Alia Paolo Regini - al quale contribuisce non poco la particolare condizione meteo. Lo stop definitivo dei conferimenti di rifiuti indifferenziati alla discarica di Casa Sartori è previsto per l’inizio del 2018: i successivi 18 mesi serviranno per le attività necessarie a sistemare l’area, in modo da avere l’avvio della gestione post operativa dal 2020.

Discariche controllate di questo tipo hanno infatti un’attenta gestione cosiddetta 'post mortem', che prevede che negli anni prosegua sia la cogenerazione del biogas - finché questo sarà prodotto - sia la captazione ed il trattamento fisico-biologico del percolato,  finché anche questo cesserà. Per i  rifiuti da raccolta differenziata, nello specifico la frazione organica dei rifiuti solidi urbani (Forsu) ed i rifiuti verdi costituiti da sfalci e potature, continuerà invece regolarmente l’attività dell’impianto di compostaggio di Casa Sartori, situato a valle della discarica. L’attività di questo impianto – ha concluso Regini -  non dà origine a maleodoranze poiché si sviluppa all´interno di locali chiusi e mantenuti in depressione; le arie esauste prodotte dal processo sono trattate da uno specifico sistema di trattamento costituito da scrubber e biofiltro, tale da abbatterne tutte le molecole maleodoranti prima dell´immissione in atmosfera.”

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