
Domani fra le 12.00 e le 12.30 una piccola delegazione di attivisti delle realtà che hanno condiviso e sottoscritto l'appello, si recherà all'Ufficio di Gabinetto della Prefettura per protocollare l'esposto rispetto alle revoche arbitrarie messe in atto dalle autorità verso i richiedenti asilo, per reperire rapidamente posti liberi per nuovi arrivi.
A nostro avviso tale sistema comporta una vera e propria violazione dei diritti dei richiedenti asilo, attraverso allontanamenti coatti e revoche senza un preavviso di almeno dieci giorni, tale da permettere agli ospiti un'uscita dignitosa dai progetti.
Allo stesso tempo, viene esasperata una tensione sociale già inasprita sul territorio, mettendo i cittadini in una condizione di conflittualità e di lotta tra gli ultimi.
Difatti spesso i richiedenti asilo che escono dai percorsi di accoglienza a seguito di revoche di massa vanno ad occupare posizioni di marginalità, senza possibilità di accesso ai servizi delle infrastrutture nel territorio; non hanno possibilità di trovare una dimora dignitosa e sono spesso costretti ad accedere a dormitori gestiti da associazioni di volontari o stabilirsi nei pressi di stazioni e giardini pubblici con il rischio di avvicinarsi a percorsi di illegalità.
Ci appelliamo alla Prefettura e alle altre autorità della Repubblica Italiana affinché agiscano nella piena tutela dei diritti di richiedenti asilo e di titolari di protezione, rispettandone la dignità e operando secondo principi di buona accoglienza.
Chiediamo quindi che venga subito interrotta la messa in atto di revoche arbitrarie, al fine di garantire agli ospiti la permanenza nei percorsi di accoglienza e salvaguardare la convivenza plurale e pacifica dalle crescenti diseguaglianze, oltre che dal rischio di #RaccoglieresenzAccogliere.
Fonte: Raccogliere senza accogliere prato
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