
"Quattro milioni di euro. È l’ammontare dei finanziamenti erogati dalla Regione all’indirizzo dell’Unione dei Comuni della Valdera. Fin qui, nulla di male. Supportare un ente che mette insieme tanti piccoli Comuni e prova a farli lavorare in sinergia è senza dubbio sinonimo di buon operato per la Regione Toscana. Peccato, però, che i benefici sventolati all’alba della nascita dell’Unione, siano rimasti incastrati tra i proclami elettorali delle varie cariche politiche del territorio.
Perché quattro milioni sono tanti, ma in quasi un decennio di storia le manovre a favore dei cittadini ideate e messe in campo dall’Unione si contano sulle dita di una mano. Occorre precisare che nessuno ha intenzione di puntare il dito contro i dipendenti dell’Unione, che quotidianamente si adoperano per svolgere al meglio il loro lavoro. Il problema sta nell’organizzazione e nell’efficienza dell’ente.
Il concetto è semplice: se l’Unione rappresenta davvero un’eccellenza a livello regionale e non solo, per quale motivo in nove anni i Comuni di Crespina, Santa Maria a Monte, Ponsacco, Peccioli, Lajatico, Chianni e Terricciola hanno deciso di uscire dal “sistema”?
La domanda suona piuttosto banale, proprio perché è altrettanto scontata la risposta. L’Unione dei Comuni della Valdera è un concetto innovativo, ma in realtà è una macchina che viaggia a suon di denaro pubblico e non arriva da nessuna parte. I cittadini sono stanchi di questa politica, che prima li illude e poi li bastona. Di una classe dirigente che snocciola parole soffici, ma che è pronta a marciare sopra a tutto e tutti per la difesa dei propri interessi.
Meno parole, più azioni concrete. L’Unione utilizzi i fondi regionali per favorire la permanenza e la nascita di piccole imprese sul territorio. Si schieri a difesa degli imprenditori, sempre più tartassati da un sistema fiscale spietato e unica speranza per far ripartire l’economia locale e nazionale. Scommetta e creda con forza sulle eccellenze del territorio, dando una possibilità ai giovani che ancora sognano un Paese migliore. L’Unione faccia davvero l’Unione. A casa nostra. In Valdera. A fianco della gente. E non dei soliti “professori” in giacca e cravatta che ogni giorno ci mostrano tutto ciò che un buon amministratore pubblico non dovrebbe fare".
Matteo Arcenni, Centro Destra Valdera
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