
C’è l’ok di Confartigianato alla nuova versione del Regolamento Unesco per la tutela ed il decoro del centro storico.
“Siamo storici sostenitori di Regolamento e Disciplinare Unesco: provvedimenti che, puntando al rispetto di ‘quote di toscanità’ o, in alternativa, esigendo garanzie di qualità, difendono il territorio anche in senso culturale e identitario, a tutto beneficio sia delle attività e produzioni tipicamente toscane che, grazie al meccanismo delle deroghe, delle aziende che fanno perno sull’alta qualità – commenta Jacopo Ferretti, segretario generale di Confartigianato – Questa nuova versione, inoltre, affronta anche una questione che ci sta molto a cuore: quella degli home restaurant, inserendoli tra le attività escluse”.
“Stiamo denunciando da tempo la leggerezza con cui i Palazzi stanno affrontando il social eating (e con esso, in genere, la sharing economy), avallando una deregulation normativa che svantaggia l’economia sana e non tutela il consumatore. La Regione Toscana, per esempio, sta addirittura regalando all’home restaurant un apposito ed elasticissimo articolo del nuovo Codice del Commercio che, per dirne solo alcune, non impone ai ristoratori ‘amatoriali’ neppure i fondamentali della sicurezza (come i corsi antincendio e pronto soccorso) e l’obbligo dei corsi di somministrazione (vedi Rec e Haccp). Siamo contenti che invece Palazzo Vecchio ne tenga conto” spiega Fabio Masini, responsabile delle categorie economiche dell’associazione.
Positiva per l’associazione degli artigiani fiorentini anche l’introduzione della tematizzazione merceologica di alcune vie (come Tornabuoni, Maggio, dei Fossi, Lungarno Corsini) che Confartigianato propone di applicare anche ad una parte dell’Oltrarno, sede per antonomasia dell’artigianato artistico e tradizionale.
Confartigianato torna inoltre a chiedere a Palazzo Vecchio l’applicazione del “metodo Unesco” anche a ciò che non è alimentare, studiando interventi che, dalla bancarella alla boutique, valorizzino la produzione e la vendita di prodotti di qualità che parlino della città.
Le perplessità dell’associazione (oltre che in elementi da subito evidenziati come la mancata blindatura normativa del provvedimento attaccabile in sede di ricorsi e l’inopportuna limitazione di attività tipiche e di alta gamma come pasticcerie, gelaterie e pizzerie artigianali di fatto equiparate ai kebab) stanno nel conflitto d’intenti tra il Regolamento e recenti provvedimenti della Giunta. Il riferimento va diretto alla Ztl lunga: “da una parte si protegge la fiorentinità, ma dall’altra se ne limita fortemente la fruibilità” conclude Ferretti.
Fonte: Confartigianato Firenze
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