
"Abbiamo avuto modo di vedere la trasmissione video che nei giorni scorsi ha realizzato un reportage sul quartiere stazione ed abbiamo visto quelle immagini continuare a circolare e stimolare molte reazioni diverse, invitandoci a fare una riflessione.
Parliamo di una trasmissione che non è stata unicamente una ripresa video, una documentaristica neutra, ma ha avuto l'intenzione di fornire una lettura ed una rappresentazione ben precisa del quartiere, con inquadrature, volti, ritagli ben recitati a soggetto.
Non è la prima volta che assistiamo a tentativi di dare una rappresentazione mediatica del quartiere stazione, in questi anni è accaduto più volte, attraverso trasmissioni video o articoli di giornali, ed ogni volta l'Arci ha espresso la necessità di cautela e di un'assunzione di responsabilità collettiva.
Cautela perchè laddove si voglia provare o si voglia avere l'ambizione di rappresentare un quartiere, crediamo si debba garantire spazio e voce a tutte le anime del quartiere stesso, usando le dovute tutele.
La "Stazione" è un quartiere con alcune complessità, con tutte quelle complessità che le stazioni storicamente attraggono e circuitano, e probabilmente anche con qualche elemento in più dovuto alle molteplici culture diverse che ancora non hanno accordato i necessari compromessi del vivere insieme, ma è allo stesso tempo un quartiere dove esistono mille energie positive che sono fatte di cittadini, di associazioni, di soggetti pubblici e privati che provano a dar vita e ad animare il quartiere e che si confrontano con le complessità con l'obiettivo di migliorare la qualità della vita dei cittadini, provando insieme a vivere meglio. Un quartiere fatto di pontederesi storici e di nuovi cittadini, con un'identità dinamica ed in continua trasformazione.
Questa è la rappresentazione reale del quartiere stazione che amiamo e che conosciamo bene, perchè qui lavoriamo e passiamo molte ore delle nostre giornate, diurne e serali.
Talvolta le raffigurazioni mediatiche, come purtroppo anche in questo caso, sono rappresentazioni che forniscono un'unica chiave di lettura e che automaticamente soffocano e non danno voce e rappresentanza a tutte quelle energie positive che invece nel quartiere esistono e vogliono essere valorizzate e raccontate.
Colpiscono, o almeno hanno colpito noi, i commenti e le discussioni che la trasmissione ha generato sui social, accanto ai commenti più populisti abbiamo ascoltato le voci di alcuni cittadini del quartiere che dopo aver visto il reportage hanno chiesto perchè la telecamera abbia deliberatamente scelto di non inquadrare e non documentare la loro presenza, in piazza e nelle strade. Questo è un elemento che ci pare degno di nota e rileva paradossalmente senso di comunità, perchè sta a significare appartenenza, far parte di un quartiere e pretendere di esserne parte integrante, anche di una sua raffigurazione.
Per questo sottolineiamo la necessità di cautela, una rappresentazione falsata ed appiattita, rischia di fornire un'unica chiave di lettura di un quartiere, soffocando e togliendo voce alle mille realtà ed esperienze del territorio e diventando facile preda di strumentalizzazioni politiche di ogni genere a cui abbiamo assistito ahimè reiteratamente in questi ultimi anni.
Strumentalizzazioni politiche pericolosissime perchè hanno come unico risultato quello di acuire il conflitto e polverizzare le relazioni sociali, costruendo di fatto una barricata, con qualcuno che sta da una parte e qualcuno che sta dall'altra. Sono rappresentazioni e strumentalizzazioni politiche di conflitto che non fanno crescere ed hanno al contempo la capacità di dilaniare una comunità.
Allora ci sentiamo di fare un appello ad un senso di responsabilità collettiva, se abbiamo a cuore il bene della nostra comunità, la comunità dove viviamo, dove lavoriamo o dove facciamo volontariato, l'obiettivo a cui tutti insieme dobbiamo tendere è uno solo: provare a costruire una comunità più aperta, più solidale e molto più coesa, a partire anche dalla rappresentazione dell'altro, più rispettosa nei toni e nei linguaggi. Ecco, a nostro parere la rappresentazione che il reportage fa del quartiere stazione va in tutt'altra direzione".
Arci Valdera
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