
Ecco alcuni dei commenti politici sulla realizzazione della Moschea a Firenze:
Spinelli (MDP): “Discussione inadeguata, città ha bisogno di trovare soluzione effettiva”
“La città di Firenze ha bisogno di una moschea. La comunità di cittadini di religione musulmana non ha un logo in cui riunirsi e pregare. L'Amministrazione ha il dovere di collocare queste funzioni nelle strutture e nei luoghi più adeguati, così come accade per esigenze analoghe o di diversa natura insite in tutte le comunità. Sono favorevole al fatto che attorno a questo tema ci sia una discussione aperta alla cittadinanza, alla comunità islamica, alle amministrazioni coinvolte e limitrofe. Sono invece contraria al referendum per il semplice motivo che il rispetto delle diversità di culto è già previsto nell’articolo 19 della Costituzione. Non si è mai visto fare un referendum per la costruzione di un luogo di culto, di qualsiasi religione esso sia. Non dobbiamo inventarci niente: semplicemente rispettare la nostra Costituzione che così come tutela la professione delle diverse fedi religiose sancisce il dovere di rispettare le leggi del Paese in cui si vive. A Firenze ci stiamo annodando su di una controversia a mio avviso inadeguata rispetto al tema che abbiamo davanti e dunque alle complessità che la contemporaneità ci chiede di affrontare. Abbiamo la fortuna di avere un imam che dimostra capacità di relazione e ascolto nei confronti della città. Ma nonostante questo il tema della costruzione della moschea continua a non avere fine e a non trovare una soluzione effettiva”.
Alberti (Lega Nord): "Dietrofront clamoroso, Firenze città commissariata?"
“Il clamoroso cambio di rotta, peraltro da noi ripetutamente caldeggiato, del Sindaco Nardella sul tema dell’ubicazione della nuova moschea-afferma Jacopo Alberti, Consigliere regionale della Lega Nord-pone un serio dubbio sul fatto che il primo cittadino di Firenze non sia in qualche modo influenzato dal Sig. Matteo Renzi che, attualmente, non ha alcun incarico istituzionale.” “Se così fosse-prosegue il Consigliere-la cosa sarebbe alquanto grave e foriera di cattive notizie per i fiorentini che praticamente dovrebbero confrontarsi con un Sindaco “ombra”.” “D’altronde, dopo aver sostenuto a più riprese che l’ex caserma Gonzaga sarebbe stata idonea per ospitare il luogo di culto islamico-precisa Alberti-questa improvvisa retromarcia, dopo che l’ex Premier, aveva bocciato la predetta ipotesi, porta necessariamente a pensare che l’influenza renziana sia particolarmente rilevante nei confronti di Nardella, notoriamente delfino del candidato Segretario.” “Insomma-conclude Jacopo Alberti-siccome già in altre occasioni l’attuale Sindaco non era stato immune dalle sortite renziane, ci chiediamo, con amarezza, se il capoluogo regionale non sia una sorta di località in franchising che dipende in tutto per tutto dalla volontà altrui, cioè dalla Casa madre….”
Queste le dichiarazioni dei consiglieri del gruppo Articolo 1 – Movimento Democratici e Progressisti Alessio Rossi e Stefania Collesei
“Noi , come Articolo1, crediamo che sulla delicata vicenda della moschea vada riaffermato il ruolo fondamentale del Consiglio Comunale. La libertà di culto, come è sancito dalla nostra Costituzione, deve essere garantita e per questo sosteniamo il dialogo istituzionale che da tempo la comunità musulmana di Firenze porta avanti con l’Amministrazione Comunale per trovare il modo di realizzare la moschea.
L’Imam di Firenze, Izzedin Elzir, ha sempre lavorato per una soluzione condivisa. Il Sindaco ha fatto alcune proposte, ma il problema persiste, perché?
Perché secondo noi , è sbagliato il metodo.
La realizzazione della moschea a Firenze, deve tornare nelle aule del Consiglio Comunale, che ha presente tutte le questioni urbanistiche, che lavora per il dialogo interreligioso, perché è lì dove risiede la rappresentanza di tutta la cittadinanza , musulmani compresi.
Occorre ripartire da qui, un dibattito libero e approfondito in Consiglio Comunale da parte di chi amministra la città con un mandato da parte dei cittadini.
Vogliamo aiutare il Sindaco ad individuare una soluzione giusta, tenendo conto di tutti gli elementi, compresi i rapporti con i Comuni contermini e dei percorsi partecipativi già effettuati su alcuni contenitori.
Noi chiediamo che il governo cittadino di Firenze arrivi ad una soluzione condivisa in tempi brevi e le “interferenze” o “ingerenze” di altri soggetti, non solo non risultano gradite, ma nemmeno opportune.
La questione della moschea non si risolve con una discussione a distanza tra Renzi e Nardella.
Metteremo in campo tutti gli strumenti in nostro possesso per riportare la discussione in Consiglio Comunale coinvolgendo anche i quartieri”.
Cellai (FI): “Nardella venga domani a spiegare in consiglio comunale le sue scelte, se è ancora il sindaco di Firenze”
“Se Dario Nardella è ancora il sindaco di Firenze venga domani in consiglio comunale a spiegare se sarà la caserma ex Gonzaga il luogo scelto per il Ramadan. Cosa significa dire oggi 'valuteremo la possibilità di consentire lì la preghiera'? O le condizioni ci sono o non ci sono; oppure anche per questo dobbiamo aspettare il parere del suo predecessore Matteo Renzi?”. Questa la dichiarazione del capogruppo di Forza Italia Jacopo Cellai.
“Prima l'ex caserma viene individuata da Nardella come luogo per realizzare la moschea, poi Renzi dice 'no' e vengono fuori problemi tecnici; domani cosa dobbiamo aspettarci? Di questo passo dovremo chiedere a Renzi il via libera su qualunque cosa: aeroporto, stadio, linee del tram. Firenze non può essere perenne ostaggio del congresso PD” aggiunge il capogruppo azzurro.
“Il sindaco venga domani in consiglio comunale, il luogo dove è naturale prendere decisioni come questa, e dica chiaramente qual è la sua posizione” conclude Cellai.
Toccafondi, Nardella non sia sindaco targhe alterne
Non si può fare il sindaco a targhe alterne: si prende una decisione e si porta fino in fondo". Lo ha detto Gabriele Toccafondi (Ap), sottosegretario all'Istruzione, parlando del caso dell'ipotesi di moschea alla ex caserma Gonzaga di Firenze, ritirata dal sindaco Dario Nardella dopo il no arrivato dall'ex premier Matteo Renzi. "Si danno le ragioni, se sono valide e ci si crede si difendono fino in fondo", ha affermato Toccafondi, a margine della presentazione di due corsi formativi di Fism Toscana. In generale, secondo il sottosegretario, "i luoghi di culto ci devono essere, sono luoghi di pace, e ci deve essere integrazione. Alla comunità musulmana dobbiamo chiedere la reciprocità: ovvero, far sentire la loro voce per dire ai loro paesi di origine che la libertà di culto deve essere reciproca, penso ai tanti cristiani che nei loro paesi non possono neanche mettere un crocifisso al collo"
Pd a Fi: "Voi chiacchiere, noi avanti per soluzioni"
"C'è chi legge i titoli dei giornali e si affretta ad esprimere giudizi, e chi lavora giorno dopo giorno per risolvere i problemi della città. A Forza Italia che critica l'operato del sindaco Nardella sul tema del nuovo centro di preghiera della comunità islamica rispondiamo che andremo avanti insieme per cercare e trovare soluzioni che siano condivise con la comunità e con i cittadini di Firenze. Il resto sono chiacchiere e le lasciamo volentieri a loro". Così il capogruppo Pd in Comune Angelo Bassi. "Da parte nostra non possiamo che plaudire al grande senso di responsabilità del sindaco, che sta affrontando in prima persona un tema delicato e complesso con l'obiettivo di tutelare l'interesse comune. Mentre loro continuano a parlare noi continueremo a fare, per il bene di Firenze e nel rispetto dei diritti di tutti", aggiunge Bassi.
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