
«La notizia che in questi giorni è circolata sui vari giornali quotidiani cittadini, e non solo, circa l'apertura del Corridoio Vasariano all'accesso del ”Percorso del Principe” per i delegati del G7, preoccupa non poco anche perché se le notizie in merito sono state tempestive per il clamore mediatico che suscita l'ìiniziativa, purtroppo questa si sta rivelando inopportuna a causa della fragilità che il percorso rappresenta, non solo per i noti motivi della mancanza di uscite di sicurezza lungo tutto il tragitto del Corridoio (di quasi 800 metri), ma anche per i diversi punti "nevralgici" scoperti che il percorso presenta».
Questo l'inizio del testo di una accorata nota rivolta al Ministro Franceschini, al Prefetto, al Questore ed al Comando dei Vigili del Fuoco di Firenze, presentata con urgenza dal coordinatore regionale del sindacato Conf.sal-Unsa Beni culturali, Learco Nencetti.
«Ma la domanda che ci poniamo, sempre per una migliore interazione per la salvaguardia preventiva dei delegati del G7 e del personale coinvolto, riguardo ai vari punti “nevralgici” scoperti nel lungo percorso, è - prosegue Nencetti - a parte la mancanza di uscite di sicurezza (e l'allerta dei Vigili del Fuoco), come ben sappiamo, che esistono almeno altre tre situazioni a rischio da considerare, oltre a quanto può succedere in prossimità del luogo più sensibile: l'affaccio alla chiesa di Santa Felicita con la relativa sosta e la omonima Piazza.»
«Tendiamo la mano, senza formalismi - conclude Nencetti – e restiamo a disposizione facendo presente a chi è preposto al coordinamento dell'intelligence, dell'assoluta esigenza che vengano valutati tutti i possibili pericoli a migliore garanzia di sicurezza ed incolumità, non solo per i delegati del G7, dato che per questa occasione (come avverrà per la visita del Principe Carlo) l'apertura del Corridoio Vasariano può essere uno degli obiettivi più vulnerabili se non si conoscono a fondo i punti a rischio nelle immediate vicinanze del percorso obbligato».
Fonte: Confsal-Unsa Beni Culturali
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