
Ho letto sulla stampa locale della condanna (in primo grado) della Corte dei Conti nei confronti del Comune di Pontedera per avere sforato il patto di stabilità.
Se questa tesi fosse confermata – anche dopo il ricorso – si profilerebbero momenti molto difficili per gli stessi amministratori del Comune di Pontedera e si andrebbe a generare una preoccupazione in più anche per gli altri amministratori di enti locali. Io non sono in grado e non ho gli elementi per valutare tecnicamente la questione sollevata dalla Corte dei Conti ma di fronte a queste notizie mi viene spontanea una riflessione ed una preoccupazione.
Innanzitutto sono d’accordo nel considerare come tanti il patto di stabilità, che da diversi anni viene imposto ai Comuni, più che altro il patto di stupidità che ha il solo scopo di arrecare grosse difficoltà ai Comuni mettendo al repentaglio i tanti servizi importanti rivolti ai cittadini rappresentando così, al tempo stesso, una diminuzione di intervento che, più che facilitare la soluzione della crisi, tende ad aggravarla.
Di fronte ad una scelta di vita di amministratori che, con grande onestà intellettuale, tentano di realizzare il meglio per i propri cittadini – magari avvalendosi anche di interpretazioni più possibiliste delle ferree e schematiche disposizioni di legge e delle quantità infinite di circolari – questi non possono che avere il nostro plauso altro che la condanna della pubblica opinione come se fossero degli incapaci o peggio ancora inaffidabili con conseguenze importanti anche sul piano personale. La burocrazia, spesso complicata e contraddittoria, ha la meglio sui problemi veri: una brutta notizia per i cittadini!
Ritengo che questo tipo di vicende facciano solo male e spero che, per il futuro degli amministratori degli enti locali, il Parlamento – magari fino ad oggi troppo distratto da altre cose – intervenga in modo deciso per ridare agli amministratori locali quella dignità e quella tranquillità di cui debbono disporre per meglio amministrare.
Mi domando in questo scenario quali saranno le persone pronte al sacrificio per ricoprire in futuro incarichi amministrativi, con il reale rischio di imbattersi in persone totalmente incapaci e/o inesperti o addirittura in avventurieri con ben altri fini e ben altri scopi che non quello di amministrare per il bene e nell’interesse di una comunità.
Un conto è perseguire gli amministratori corrotti, cosa giusta e doverosa e che va fatta con molta determinazione, altra cosa è quella di lasciare in essere leggi e circolari ambigue che concedono un arbitrio importante ed eccessivo a chiunque abbia voglia di premiare il fiscalismo piuttosto che l’attenzione ai problemi seri e reali.
Spero proprio che il dibattito che si è aperto nel PD per arrivare alla nomina dei nuovi organismi dirigenti si riempia di contenuti seri e metta al centro anche il ruolo degli amministratori locali, cosa oggi di somma urgenza.
Renzo Macelloni, sindaco di Peccioli
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