
Dopo le esperienze alle Filippine, a Malta e in Bulgaria, una nuova tappa nella carriera del samminiatese Zini dopo l'infortunio shock del 2015
Settemila chilometri in linea d'aria separano San Miniato da Ulaanbaatar, capitale della Mongolia. Settemila chilometri però non sono niente in confronto alla voglia di un ragazzo di tornare a giocare a calcio dopo un infortunio terribile che ha rischiato di compromettergli la carriera e il sogno di una vita. Federico Zini riparte dunque da Ulaanbaatar e dall'Ulaanbaatar City FC, e pazienza se le ore di volo di distanza sono più di dieci, da parte sua il quasi ventiquattrenne di San Donato di San Miniato metterà in campo il suo spirito di rivalsa un anno e quattro mesi da dimenticare.
A novembre 2015 Zini era impegnato in una partita con il Ceres Negros nelle Filippine quando all'improvviso la fortuna gli ha voltato le spalle: la rotula e il legamento hanno fatto crac e la riabilitazione è durata fino a poche settimane fa. Quando tutto sembrava ormai perso, è arrivata l'inaspettata chiamata dell'Ulaanbaatar. "Tutti mi sconsigliavano di continuare a giocare ma io non mi sono arreso. Con grande forza di volontà sono riuscito a realizzare il mio sogno di tornare a fare il mio lavoro di calciatore, ho voluto dimostrare che se uno crede veramente in qualcosa allora può farcela a ottenerla" racconta Zini, emozionato per la partenza per la Mongolia che avverrà il 20 marzo.
Secondo italiano a giocare nel campionato mongolo dopo le varie esperienze all'estero tra Malta, Bulgaria e Filippine (il primo è Mauro Boerchio, che sarà suo compagno), per un passaporto a metà tra Football Manager e un Atlante geografico. E non si pensi che in Asia non ci sia passione per il calcio, continua Zini: "La presentazione del Ceres Negros di quest'anno ha visto la partecipazione di più di tremila persone, numeri che da noi non hanno nemmeno in Serie A. Sono curioso di conoscere l'Ulaanbaatar City FC, ma mi hanno già presentato sulla pagina ufficiale e il capo ultrà mi ha salutato e rivolto un messaggio di benvenuto. Anche in Mongolia seguono tantissimo il mondo del pallone e i tifosi non fanno mai mancare il loro apporto".
Andrà da solo in Mongolia ma ha già programmato tutto: "Ho una clinica vicino alla mia residenza alla quale potrò appoggiarmi, la società non farà mancare nulla. Mi sono documentato molto prima di partire e sono euforico". La lingua non è un problema, da buon attaccante giramondo Zini parla inglese e spagnolo e saprà farsi capire da compagni e allenatore (lo spagnolo Manuel Retamero Fraile, un passato al Betis e al Valladolid).
"La squadra è competitiva e il calcio mongolo è un movimento in grandissima crescita, non vedo l'ora di iniziare dopo un periodo buio" conclude Zini, che avrà modo di lottare per un posto nella Champions League asiatica. Qualche anno fa quella competizione venne alzata da Marcello Lippi, un toscano che ha fatto fortuna anche in Asia. La speranza di Federico è che questa nuova esperienza gli porti gioie, per percorrere a dicembre - a campionato finito - quei settemila chilometri col sorriso.
Gianmarco Lotti
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