
La galleria Liba di Pontedera (Pisa) con il patrocinio del Comune di Pontedera, propone dall'11 marzo 2017 al 31 marzo 2017, le opere di Sergio Beragnoli dal ciclo “Strappi”, una mostra curata e presentata dal critico Antonio Vanni.
Sergio Beragnoli amava camminare nella campagna pistoiese, visitando vecchie case coloniche abbandonate. Dentro queste case, fra i ricordi delle famiglie contadine che le avevano abitate, ha scelto tratti d’intonaco per dargli nuova vita: da qui nascono gli strappi in mostra alla Liba. La tecnica dello strappo impone tempi di attesa, esperienza e una cura estrema nella realizzazione. Garze imbevute di colla solubile e alcool vengono applicate sulle superfici e fatte “tirare”, asciugare; quando la colla è asciutta, le garze vengono rimosse e con esse la superficie di intonaco che vi rimane attaccata.
Questo intonaco, infine, è appoggiato su una nuova tela e bagnato con acqua calda: il contenuto si trasferisce sul nuovo supporto e restituisce l’immagine originale. Una volta su tela, queste superfici di calce e colore diventano altro: invitano gli occhi a posarsi sulle infinite variazioni dei pigmenti e a seguire i patterns di tinte scure e luminose. Ci proiettano in una dimensione in cui segni, colori e superfici ingaggiano un dialogo e risuonano nella nostra coscienza.
Gli strappi di Sergio sono delle “macchine estetiche” - così le avrebbe definite il nostro co- mune Maestro e amico Arturo Carmassi - efficaci e molto raffinate: invitano la nostra immaginazione al viaggio. Sono strumenti di meditazione, qualificati dalle suggestioni dei materiali - i vecchi intonaci del mondo rurale contadino - e proiettati al futuro, all’esperienza sempre nuova di chi guarda. Gli strappi in mostra alla Galleria Liba sono gli ultimi lavori di Sergio Beragnoli, realizzati dalla seconda metà degli anni 90’ al 2014.
Sergio Beragnoli, artista artigiano, consapevole e scrupoloso erede di tradizioni antiche, realizzatore di incessanti innovazioni: in ogni lavoro, eseguito a suo nome o per tanti artisti contemporani come Arturo Carmassi, Luigi Ontani, Renato Ranaldi che hanno richiesto la sua competenza, Beragnoli onora l’intelligenza del fare, i valori della disciplina, della conoscenza dei materiali e delle tecniche. In ogni suo lavoro si riconoscono i lunghi anni di apprendistato in fonderia, di insegnamento e poi direzione della scuola d’arte a Pistoia, l’impegno etico, politico e intellettuale.
Le opere in mostra alla Liba sono lavori esemplari di Sergio: intensi, inclusivi, poetici, tecnicamente eccellenti. Ogni punto della superficie è attivato, senza ridondanze: l’artista non si firma, fa un passo indietro e guarda insieme a noi. Gli strappi non sono l’espressione di uno stato emotivo di chi crea, sono dei dispositivi che l’autore ha realizzato per coinvolgerci e farci sognare a suo fianco.
L’unica licenza dell’artista è fuori dalla tela, nei titoli. Beragnoli ed il suo curatore prediletto, Siliano Simoncini, hanno scelto e proposto nel tempo versi di poesie amate - Dante e Ovidio fra i preferiti - per accordare chi guarda, dando loro il tono all’esperienza e liberando l’immaginazione. Aver conosciuto e visto lavorare Sergio Beragnoli è un grande privilegio, reso ancora più prezioso dall’amicizia e dalle esperienze condivise insieme a casa di Arturo Carmassi con Alessandro Gamba. Grazie Alessandro per il tuo incessante lavoro di promozione e condivisione della cultura, grazie famiglia Beragnoli, per la vostra calda accoglienza, grazie a voi, amici della Liba! per questa occasione preziosa.
Fonte: Galleria Liba - Ufficio Stampa
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