
Sabato 11 gennaio nella prestigiosa cornice della Sala del Trono del Palazzo Vescovile di San Miniato, S. E. Mons. Fausto Tardelli ha consegnato i premi Stella dell’Arte. Il premio ha una cadenza biennale ed è giunto quest’anno alla sua terza edizione. I riconoscimenti sono andati al Dipartimento di Architettura DIDA, Università degli Studi di Firenze, diretto dal Prof. Saverio Mecca per l’Architettura; al Maestro Gino Terreni per le Arti Visive; al Prof. Carlo Lapucci per la Letteratura; alla Fondazione Domenico Bartolucci per la Musica e al professor Masolino d’Amico per il Teatro.
Il premio è in collaborazione con la Fondazione Istituto Dramma Popolare e con la Cappella Musicale della Cattedrale.
Presente alla manifestazione anche la Professoressa Fiorella Capriati, Presidente Nazionale dell’Ucai, che ci ha onorato della sua presenza. Lettere e telefonate di adesione e congratulazioni all’iniziativa sono arrivate un po’ da tutte le sezioni UCAI italiane, in particolare dai Presidenti della sezione di Palermo, Fulvia Reys, e di Firenze, Maria Grazia Cojaniz. La sezione di Firenze era inoltre rappresentata dal Vice Presidente Ezio Andretti.
Ci sono, - ha detto Luca Macchi, presidente della sezione Ucai di San Miniato – almeno tre motivi per questo riconoscimento. Il primo è per esprimere un sentimento di gratitudine a chi si impegna nella realizzazione di opere e ai risultati raggiunti. Un modo per far sentire il nostro abbraccio. È indubbio che quando leggiamo, vediamo, ascoltiamo opere che hanno la consistenza dell’Arte, queste ci fanno stare bene, ci aiutano a mantenere la sintonia con noi stessi e con il mondo, ci aiutano a proseguire anche in momenti difficili. Opere che toccando le corde più sensibili del nostro animo ci fanno stare meglio e dunque un grazie a chi le ha realizzate. Come abbiamo pensato di dirlo questo nostro grazie. Prendendo una Stella e donandola a coloro che attraverso il loro lavoro ci hanno aiutato. La Stella che abbiamo preso è la Stella di marmo bianco e verde che domina dall’alto della Cattedrale di San Miniato. Questa è forse il manufatto posto all’esterno di un edificio che si trova più in alto del nostro Valdarno. Simboleggia, come sappiamo, la stella polare, riferimento e guida dei pellegrini, dei viandanti, dei fedeli.
Il Premio è giunto alla III edizione e con le Stelle che Mons. Tardelli ha consegnato sabato possiamo dire che ha iniziato a formarsi la costellazione dell’Arte. Il secondo motivo è dettato, per noi, da una ricerca di chiarezza. Poiché viviamo in un mondo dominato da un eccesso di immagini, di musiche, di parole, di messaggi che si sovrappongono e a volte si confondono. Si fa fatica a capire la via da seguire, ad orientarsi, a trovare e riconoscere ciò che ha un senso. Questo premio suddiviso per le varie discipline è un po’ un tentativo di separare i vari fili per seguirli distintamente. Non ultimo motivo, il rispondere all’esortazione alla “Missione Cultura” cui fa riferimento Mons. Tardelli nella sua Lettera Pastorale per il prossimo triennio.
La serata è andata avanti con un susseguirsi di emozioni con l’intervento di mons. Vescovo che ha rivolto ai premiati e ai presenti il suo saluto e ringraziamento. Parole di apprezzamento anche dalla Presidente Capriati. I premiati sono stati introdotti da brevi spot video a cura di Paolo Posarelli e dalla presentazione delle motivazioni pronunciate nell’ordine da Paolo Posarelli per l’Architettura, Sauro Mori per le Arti Visive, Marco Cipollini per la Letteratura, Carlo Fermalvento per la Musica, Don Piero Ciardella, Direttore del Dramma Popolare per il Teatro. Parole toccanti di ringraziamento da parte di tutti i premiati e applausi e apprezzamenti da parte del pubblico. Una testimonianza su Carlo Lapucci è venuta anche don Luciano Marrucci che ha ricordato gli anni del loro incontro. Terminata la cerimonia della consegna dei premi è stata la volta del concerto dei Solisti della Cappella Musicale della Cattedrale diretta da Carlo Fermalvento. Si sono esibiti Elisabetta Lombardo ed Benedetta Corti, soprano; Marco Rimicci, controtenore; Matteo Michi, tenore; Giorgio Marcello, basso. Sono state eseguite musiche di Thomas Luis de Victoria, Francis Poulenc, Domenico Bartolucci. Un ringraziamento a Alberto Parrini e Silvia Serrini per la preziosa collaborazione.
Fonte: Ufficio stampa
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