
La donna ha raccontato la sua terribile esperienza agli studenti delle classi terze della scuola media 'Salvemini- La Pira'
"Sono a parlare con voi perché ho incontrato l'Aned, (l'associazione nazionale degli ex deportati politici di cui è la presidente onoraria n.d.r) e ho trovato la spinta per raccontare la mia esperienza». Inizia così la lucida e toccante testimonianza di Vera Michelin Salomon, la bella signora di 94 anni, che questa mattina, 2 febbraio, è intervenuta alla Sala Banti all'incontro organizzato dal Comune di Montemurlo con i ragazzi delle classi terze della scuola media “Salvemini- La Pira”, nell'ambito delle celebrazioni del “Giorno della Memoria".
Vera Salomon è una delle ultime testimoni della deportazione nazi-fascita. Aveva appena vent'anni quando arrivò a Roma e si unì nella resistenza non armata e in particolare all'organizzazione del Comitato studentesco di agitazione. Il 14 febbraio 1944, (dietro delazione) un commando di SS si presenta a casa sua e viene arrestata insieme ad un gruppo di amici, anch'essi impegnati nell'antifascismo.
Condannata a tre anni di carcere duro, da scontarsi in Germania, Vera è testimone a Regina Coeli, della selezione per la strage delle Fosse Ardeatine. A fine aprile, su un carro bestiame, arriva nel KZ di Dachau, e viene poi trasferita nella prigione di Stadelheim (Monaco) e quindi nel Frauen Zuchthaus di Aichach (Alta Baviera), dove sarà liberata dalle truppe americane il 29 aprile 1945. "Nel carcere eravamo donne di nazionalità diverse: russe, italiane, greche, tedesche - continua Vera- Quando arrivarono gli americani a liberarci eravamo così felici che volevamo festeggiare, ma non sapevamo cosa fare. Allora abbiamo intonato “L'internazionale” e ognuna di noi l'ha cantata nella sua lingua".
Un racconto molto lucido e toccante, che è stato introdotto dal saluto della presidente del consiglio, Antonella Baiano e dalla presentazione di Camilla Brunelli, direttrice del Museo sulla Deportazione e Resistenza di Prato. "Si può sempre uscire dall'ignoranza e scegliere la propria esistenza, se impegnarsi o stare a guardare.
Quando arrivai a Roma e mi unii alla lotta di liberazione avevo l'incoscienza dei miei vent'anni e la mia vita era piena di barriere culturali, ad esempio non sapevo nulla dei campi di concentramento.- aggiunge Vera Salomon, rivolgendosi ai ragazzi in sala, regalando loro una preziosa lezione di vita- Oggi non si può navigare in un mondo così tempestoso senza sforzarsi di capire, perché i “vecchi vizi” si ripetono sempre: la paura del diverso, l'incomprensione verso culture lontane, la chiusura nel nostro piccolo mondo. Ma l'antidoto esiste: cercate con la vostra capacità intellettuale di andare oltre le apparenze, leggete, studiate e non astraetevi dalla realtà che vi circonda. Approfittate del vostro cervello e non seguite solo gli istinti che portano a ripetere gli stessi sbagli".
La mattinata si è chiusa con la lettura di alcuni brani del libro “Destinatario sconosciuto” di Katherine Kressman Taylor con l'accompagnamento musicale degli studenti dell'indirizzo musicale. Questa sera, 2 febbraio, alle ore 8 sul canale della web tv della scuola media “Salvemini- La Pira” sarà possibile rivedere il video dell'incontro con Vera Salomon Michelin.
Fonte: Comune di Montemurlo - Ufficio Stampa
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