
Il viaggio della memoria inizia appena varcata la soglia del museo Marino Marini. E’ dalla stazione posta all’ingresso del Palazzo del Tau che il treno parte per non dimenticare. Si immette lungo i binari della tragedia e giunge a destinazione nella sala espositiva del museo dove gli scatti di Alessandra Repossi rivelano in silenzio e in assenza di parole luoghi, oggetti, sensazioni, stabiliscono un contatto diretto e privo di mediazioni con la drammatica realtà della Shoa. L’allestimento scenico, curato da Francesco Burchielli e Ambra Tuci della Fondazione Museo Marino Marini, fa da preludio alla mostra preparando i visitatori alla visione delle fotografie digitali, realizzate dall’autrice milanese nell’estate 2014. Sarà lei ad accompagnare il pubblico in occasione del giorno della Memoria, venerdì 27 gennaio alle ore 17, nella visita della mostra “Un solo grande silenzio. La Shoah, emblema di ogni affronto alla vita”. L’evento, promosso dalla Fondazione Museo Marino Marini, in collaborazione con il Comune di Pistoia e grazie al sostegno della Fondazione Banca di Vignole e Montagna Pistoiese, ha aperto la programmazione culturale ed espositiva della fondazione per il 2017 con l’obiettivo di potenziare qualità e contenuti e rendere omaggio a Pistoia capitale della Cultura italiana.
Giornalista, traduttrice letteraria, autrice di libri di viaggio, Alessandra Repossi ha scelto diciotto foto a colori per proporre un punto di vista diverso ai visitatori che fa leva sul contrasto tra la vita, la bellezza paesaggistica che caratterizza i luoghi dove si trovano i campi di concentramento e la crudeltà incommensurabile del genocidio che si consumò in quelle fortezze del sacrificio. I lager nazisti messi a fuoco dalla fotografa sono la Risiera di San Sabba a Trieste, unico campo di sterminio in Italia, e Mathausen, in Austria. “La mostra parla solo con il silenzio delle immagini – spiega l’autrice – non ci sono didascalie che descrivono gli oggetti e il contesto. Gli elementi, vestiti di essenzialità, luce e pudore, mirano non a scioccare ma a proporre una nuova chiave di riflessione. Di fronte all’orrore l’occhio tende a schizzare via, le mie immagini, seppure crude, vogliono al contrario stimolare la formazione di un pensiero, di un’idea, di una sensibilità che nasce dall’osservazione e dalla concentrazione”.
La mostra si arricchisce di una rosa eventi sul tema della memoria, in programma il 27 e il 28 gennaio, l’11 e il 18 febbraio, organizzati in collaborazione con la Comunità ebraica di Firenze, CoopCulture Legambiente Circolo di Pistoia. “Abbiamo organizzato – commentano Ambra Tuci e Francesco Burchielli della Fondazione Museo Marino Marini – un ciclo di eventi che si apre il 27, nel Giorno della Memoria, con la visita guidata della mostra a cura della fotografa e proseguirà negli appuntamenti successivi con altri tre eventi che accostano letture e musiche, incentrati sui temi della discriminazione, della paura, della violenza e della prigionia”. La mostra è stata realizzata con il contributo di Athena Consulting e resterà aperta fino al 12 marzo.
Fonte: Fondazione Museo Marino Marini - Ufficio Stampa
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