
La Toscana è una delle regioni italiane più virtuose in termini di investimenti a livello ferroviario ma rimangono ancora ombre specie per quanto riguarda il trasporto pendolare e il nodo fiorentino dell'Alta velocità. Sono alcuni degli aspetti, in sintesi, che emergono dal rapporto 'Pendolaria' di Legambiente, dedicato al trasporto ferroviario in Italia.
Il rapporto ricorda che il parco rotabile toscano conta 395 treni (252 ad alta frequentazione e 143 a media percorrenza), dei quali 270 elettrici e 125 diesel. Dal 2005 al 2015, si legge ancora, la Toscana ha investito oltre 482 milioni di euro, di cui 408 per i servizi aggiuntivi. Grazie alla proroga del contratto di servizio tra Regione Trenitalia fino al 2020, gli investimenti per l'acquisto di nuovo materiale rotabile da parte del gestore saranno più che raddoppiati, portandoli da 81 a 169 milioni, per raggiungere l'85% della flotta rinnovata in tempi brevissimi. Positivo, sottolinea il rapporto, è l'impegno della Regione per "avviare il raddoppio della tratta Lucca-Pistoia, con un finanziamento di 455 milioni di euro, di cui 220 sono a carico del Governo e 235 della Regione. Di questi ultimi 36 milioni sono già stati attivati per il superamento dei passaggi a livello sulla tratta".
In più sempre la Regione investirà 42 milioni per realizzare il raccordo ferroviario del Porto di Livorno. Il rapporto segnala criticità per il trasporto pendolare. "Il nodo di Firenze è oggi in una situazione complicata, perché sono in ritardo le opere relative alla linea dell'Alta Velocità con la nuova stazione. Questi ritardi hanno conseguenze e ripercussioni anche sul servizio pendolare perché con la realizzazione della linea interrata dedicata ai treni a lunga percorrenza si potrebbe liberare binari in superficie ed arrivare ad avere un sistema ferroviario dedicato al trasporto regionale e metropolitano".
IL RAPPORTO
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