Alla Città del teatro va in scena "Spicchio d'Aglio"

foto di archivio
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Sabato 26 Novembre, alle 21, al Teatro di Cascina va in scena "Spicchio D'Aglio", un primo studio della Centrale dell’arte, in collaborazione con la Città del teatro di Cascina. Un progetto di Laura Forti, con Laura Forti, Silvia Baccianti, Lavinia Rosso.

Drammaturgia: Laura Forti.

Regia, musiche e video: Teo Paoli
2 ottobre 1935: Mussolini proclama guerra all’Etiopia.

L’Italia, già impegnata, in passato, nella conquista coloniale, adesso sogna il suo impero. Il conflitto dovrà essere breve, rapido, e soprattutto vittorioso; in realtà sarà tutt’altro che indolore e costerà molte spese, moltissime morti e, da parte africana, si risolverà in un vero e proprio genocidio della popolazione locale; deportata, sottoposta a fucilazioni sommarie e privata dei diritti basilari, annientata con i gas e le armi chimiche.

Ma l’oltremare non è solo il sogno di conquista dei soldati; anche i civili cadono nel miraggio di accumulare ricchezze in colonia, spinti dall’avidità o costretti all’espatrio per fuggire un destino di fame e miseria.

Uno spettacolo per raccontare quel periodo complesso, intrecciando voci e storie. Da una parte una famiglia fascista, i Tamietti, nella quale i componenti maschi sperimentano tutti, seppur in modo diverso, la guerra – intesa come banco di prova della virilità e autoaffermazione di un potere personale vacillante. Dall’altra il bracciante Tano, strappato alla sua Maria e alla sua Sicilia, che per un attimo sembra entrare in una storia più grande, quella dell’Impero fascista, per poi venire schiacciato dai meccanismi dello sfruttamento e dei pregiudizi sociali.

E poi il fantasma di una donna libica, Spicchio d’Aglio, la schiava-bambina che il capofamiglia Alfio ha sedotto durante la sua permanenza in Africa durante le prime guerre dell’Italia liberale, che attraversa epoche e trame e  finisce per ricongiungere i destini di tutti in un amaro finale. Tre voci di donna per raccontare una Storia da cui le donne erano escluse, quando non erano addirittura sfruttate.

Tre voci alla ricerca della quarta, involontaria, protagonista delle vicende, silente perché donna, invisibile perché africana: Spicchio d’Aglio. lo sguardo femminile come critica, ora sofferta ora spietata, di un mondo e di una cultura che hanno segnato la storia dell’Italia e dell’Europa, e che stentano ancora oggi ad essere superati.

Per la prima volta, nel 1996, il Ministro alla Difesa Domenico Corcione ammise, in un breve comunicato, le responsabilità italiane e l’uso di armi chimiche vietate.

 

Uno spettacolo per riflettere insieme su una memoria che per anni è stata rimossa e solo recentemente,
grazie soprattutto agli studi di Angelo Del Boca, ha cominciato a essere ricordata e analizzata.

 

Biglietti acquistabili su Boxol.it oppure a teatro, nella sera dell'evento.

 

Per informazioni: 050 744400

Fonte: Ufficio stampa

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