In Consiglio regionale si presentano 'Saluti da Castiglioncello' e 'Catene spezzate a Finisterre'

Palazzo Panciatichi

Il presidente Giani plaude alle iniziative


La storia, le tradizioni artistiche e culturali dell’area di Castiglioncello, “la Perla del Tirreno”, le sue potenzialità. Per i vent’anni del Casale del Mare, un relais ricavato da una antica fattoria di campagna restaurata sull’altipiano delle Spianate, è stato dato alle stampe il volume “Saluti da Castiglioncello”, presentato questo pomeriggio in Consiglio regionale. “Storia antica e storia recente”, dice il presidente Giani, che apre la presentazione nella sala del Gonfalone, “Castiglioncello ci parla da duemilacinquecento anni con le sue testimonianze etrusche, ma poi vive una forte espansione nei tempi nostri.

Cresce e si sviluppa parallelamente con Firenze capitale”, diventa il luogo “degli attori e della moda negli anni del boom economico”, poi "è il ritiro del presidente Spadolini, che i pochi giorni di riposo nella sua intensa attività politica e istituzionale li passava proprio a Castiglioncello".

“Ambiente, cultura, richiamo turistico generato dalla bellezza del paesaggio, questo è Castiglioncello – chiude Giani –. Il libro che presentiamo oggi, con le testimonianze culturali che evoca e le illustrazioni che propone, è un testo che avrà un posto di rilievo nella biblioteca dell’identità toscana”.

Alla presentazione nel palazzo del Pegaso sono intervenuti anche il sindaco di Rosignano Marittimo e presidente della Provincia di Livorno, Alessandro Franchi, lo storico Cosimo Ceccuti, la giornalista Titti Giuliani Foti e il proprietario del relais Fulvio Martini.

"Come ogni volta avviene quando presentiamo un libro o inauguriamo una mostra in Consiglio, ci troviamo di fronte, davvero ogni volta, a un mondo. Questa volta il mondo è quello del rapporto tra l’uomo e l’ignoto, il diverso da noi, che apre imprevedibili risvolti. In questo libro il protagonista è il faro, il fanale di Capo Finisterre, cioè la punta più estrema, dove finisce la Terra.

Quel faro, nelle pagine di Toninelli, non è solo un luogo, una costruzione, ma una possibilità. Perché è il luogo oltre il quale non si può andare e che diventa una finestra sul mondo, una delle finestre che si aprono sul confine dell’universo, da cui è possibile scorgere tutte le albe. È la linea che va oltre l’orizzonte e diventa un simbolo, il simbolo del confronto col migrante e della sfida umana che cambia le cose ed i rapporti".

Con queste parole il presidente del Consiglio, Eugenio Giani, ha introdotto la presentazione del romanzo “Il faro di Finisterre” di Marco Toninelli, laureato in Fisica con la passione della narrativa, ex dirigente della Pubblica amministrazione, che era presente all’iniziativa svoltasi oggi, venerdì 11 novembre, nella sala Gigli del Palazzo del Pegaso.

Il romanzo parla di una famiglia di migranti che, in un caldo giorno d’estate, sbarca a Capo Finisterre, un’alta scogliera della Galizia dominata da un grande faro bianco, non distante da Santiago di Compostela, dove sono accolti dal custode del faro e dai suoi familiari che li aiutano ad inserirsi nella comunità.

I migranti si trovano pertanto a vivere una realtà serena, ben lontana dalle condizioni miserevoli e disperate in cui versa la grande maggioranza di chi arriva e non trova altro posto se non l’umido e scuro sistema di caverne posto a poca distanza dal Capo, che gli abitanti della zona chiamano Inferno.

Così, in un contesto in cui solo la malavita si interessa agli emigranti allo scopo di procurarsi mano d’opera a basso prezzo, i migranti e la famiglia del custode introducono una discontinuità che ha il potere di rompere gli ingranaggi del sistema di sfruttamento e di innescare una lotta per la riconquista della dignità. Non sarà facile, ma accadrà, lungo l’arco di una generazione, con eroi e criminali, uomini liberi e servi sulla scena del romanzo.

Alla presentazione del libro, con il presidente Giani, sono intervenuti la docente di Lingua e letteratura italiana Maria Todesco e Fabio Laurenzi del Centro per lo sviluppo dei Paesi emergenti.

Fonte: Consiglio Regionale

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