Consiglio regionale: si parla di Tav, Mps e fusioni di Comuni

Il consiglio regionale della Toscana

Gli interventi dei protagonisti di Palazzo Panciatichi


La seduta comincia con una comunicazione sulla Tav

E' iniziata con una comunicazione della Giunta toscana sull'Alta velocità fiorentina la seduta odierna del Consiglio regionale. Ai lavori ha presenziato per alcuni minuti anche il segretario nazionale della Lega nord Matteo Salvini, impegnato oggi a Firenze per presentare una iniziativa per il no al referendum in programma sabato. All'ordine del giorno anche una proposta legge statutaria in materia di referendum abrogativo, e una pdl per la fusione dei comuni di San Giovanni d'Asso e Montalcino.

Tra gli atti anche il programma di attività 2017 del Corecom, disposizioni urgenti in materia di concessioni del demanio idrico e una proposta legge, di iniziativa dell'ufficio di presidenza dell'Assemblea, per la valorizzazione della identità toscana e delle tradizioni locali con la conseguente variazione del bilancio di previsione finanziario del Consiglio regionale. In discussione poi il bilancio di esercizio 2015 dell'Ente parco regionale della Maremma.

Tra i temi delle interrogazioni, il nuovo piano industriale di Monte dei Paschi di Siena, l'interruzione volontaria di gravidanza in intramoenia presso le strutture ospedaliere toscane, la modifica dei confini del comprensorio su cui ricade il Consorzio di bonifica Val di Paglia superiore, la mancanza di insegnanti nelle scuole toscane, e i casi di malasanità. Numerose anche le mozione previste.

 

 

Alta Velocità: la comunicazione della Giunta in Consiglio regionale

Sulle “eventuali varianti” progettate da Rfi per il nodo fiorentino dell’Alta velocità, la Regione e gli Enti locali devono “verificare in modo approfondito e non superficiale l’iter procedurale per l’approvazione”, avere “certezza dei tempi di realizzazione dell’opera”, definire “un quadro dettagliato, anche attraverso richieste documentali e di studi preliminari con un grado di approfondimento adeguato, a Rete ferroviaria italiana”.

L’obiettivo, dice l’assessore regionale ai trasporti Vincenzo Ceccarelli, resta immutato: “Metterci nelle condizioni, insieme alla Città di Firenze e a tutti i Comuni interessati dell’area metropolitana e non solo” di arrivare “ad un orientamento fortemente motivato”, a tutela degli “interessi della collettività e di nessun altro”. Queste alcune considerazione contenute nella comunicazione della Giunta regionale sul nodo Alta velocità di Firenze.

L’assessore Ceccarelli ripercorre in Aula le fasi degli accordi, l’avvio della realizzazione della stazione Foster, con i relativi costi, gli aggiornamenti progettuali. E precisa: “Confermiamo in toto gli obiettivi che ci siamo sempre dati: centralità della stazione di Santa Maria Novella, forte connessione di Firenze con il servizio dell’Alta velocità, necessità di realizzare il miglior collegamento possibile tra servizi Av e trasporto regionale”.

Nella comunicazione in Consiglio regionale, l’assessore ricorda gli interventi realizzati negli ultimi dieci anni sul nodo ferroviario di Firenze e quelli già in progetto (un binario in più tra Santa Maria Novella e Rifredi, due binari in più tra Rifredi e Statuto entro il 2018), la previsione di ulteriori 70milioni di euro per la realizzazione dell’apparato centrale computerizzato-multistazione.

Il documento presentato da Rfi il 18 ottobre scorso, spiega, “riporta innanzitutto una indagine di gradimento effettuata nelle principali stazioni Alta velocità, rilevando una potenziale riduzione di viaggiatori con la nuova stazione Belfiore”, la preferenza dei viaggiatori “per il mantenimento dei servizi Av su Santa Maria Novella e Campo di Marte” e la previsione di un costo di gestione della nuova stazione Foster “di 6milioni di euro l’anno”. Di qui la preferenza di Rfi per il potenziamento dell’infrastruttura a Santa Maria Novella e le conseguenti prospettate da Ferrovie della Stato.

Ceccarelli ricorda che fase progettuale e avvio della realizzazione della stazione Foster e gli interventi collegati sono già in corso d’opera. “Ai circa 700milioni di euro di somme appaltate, vanno aggiunte le spese di progettazione, direzione e collaudo dei lavori, gli espropri, gli ulteriori interventi ferroviari connessi e in parte già realizzati”, gli interventi di messa in sicurezza delle aree interessate, quelli per il miglioramento della viabilità cittadina. Si arriva ad un “valore complessivo degli interventi”, pari a circa “un miliardo e 600milioni di euro”.

Un’opera, dice ancora l’assessore, che ha “pesato sullo sviluppo della città e della Regione negli ultimi 20-25 anni”. La stazione Belfiore, aggiunge, è “in corso di realizzazione e costituisce il più grande cantiere cittadino”. Le ottimizzazioni progettuali sono un ragionamento “plausibile, ma non a tutti i costi”. La priorità assoluta, per la Regione, “è superare i problemi del trasporto ferroviario regionale nel nodo fiorentino”.

La Regione, chiude Ceccarelli, ha già "convocato per i prossimi giorni un nuovo incontro tra i sindaci dell’area metropolitana e non solo".

 

 

Il M5S sulla Tav:"1,6 miliardi di interventi? Soldi sprecati. Sono dei cittadini"

"Nero su bianco Rossi racconta il fallimento di anni di governo, targato soprattutto PD: 1,6 miliardi di interventi collegati al nodo TAV Firenze, di cui 700 milioni già appaltati, sono soldi dei cittadini sprecati da una politica incapace che si deve fare solo da parte per il bene pubblico. Auspichiamo questa ulteriore conferma porti i cittadini a dire No il 4 dicembre e avviare l’unica rottamazione necessaria: quella di questi politici", dichiarano i Cinque Stelle.

"Giorni di attesa e Rossi porta in Consiglio solo un elenco delle ipotesi aperte da RFI, senza un solo paragrafo dove chiarisca nel merito gli indirizzi regionali. Questo è gravissimo", proseguono i consiglieri regionali M5S.

"Passi la timidezza strategica nel prendere posizioni di merito, perché il 4 Dicembre è vicino e sul buco TAV Firenze come sulle altre grandi opere serve un profilo basso: nessuno vuole e sono lo specchio del fallimento del Pd.

Ma il ridicolo lo toccano lo stesso: dopo quasi vent’anni di complesse procedure approvative, spesso passate in barba alle regole di buona e corretta amministrazione, un’infinità di protocolli, accordi, più di un miliardo di stanziamenti e quant'altro, si annuncia il ripensamento della stazione Foster per… un’indagine di gradimento, effettuata tra luglio e settembre 2016, dove alcuni viaggiatori avrebbero dichiarato un fastidio nell’arrivare a Belfiore rispetto che a Santa Maria Novella.

Il Pd vorrebbe quindi dire ai cittadini che una delle opere più importanti tra quelle definite strategiche per il nostro paese, perde la sua affermata strategicità - attribuita da almeno 4 governi e non si sa quanti ministri, sottosegretari e parlamentari – per un’indagine di mercato? Ma la smettano di prenderci in giro", chiariscono i Cinque Stelle.

"Se così fosse pretendiamo che si applichi questo metodo, cioè lo stop tramite indagini di gradimento, anche a tutte le altre opere che interessano il nostro territorio dal Nuovo Peretola all’Inceneritore di Case Passerini. Fermino ogni protocollo, accordo di programma e procedano con le indagini su utenti e cittadini. Li scoprirebbero tutti Cinque Stelle: perché a nessun cittadino verrebbe in mente di spendere 1,6 miliardi intorno al progetto di bucare Firenze, per farci passare dei treni ad alta velocità che già arrivano in superficie da anni", segnalano i consiglieri regionali M5S.

"Servono aggiunte al nuovo binario a Campo di Marte e ai sistemi di gestione del traffico già definiti da RFI e Regione? Si scelga l’intervento in superficie con costi molto contenuti, proposta dall’Università di Firenze. Ma né Rossi né RFI lo citano mai nei documenti.

Idem per la proposta di stazione AV in zona Statuto, non si è mai voluta discutere. Noi M5S abbiamo chiesto un’audizione del gruppo tecnico del comitato No Tunnel Tav e dell’Università per far conoscere le proposte di superficie altrimenti negli atti del Consiglio manca questa alternativa chiara da buon padre di famiglia.

Infine il comitato No Tunnel Tav comitato ha chiesto, insieme al FAI, Italia Nostra, Legambiente, Rete dei Comitati di incontrare Rossi, ma Rossi non ha nemmeno risposto. Il problema non è tecnico ma politico: l’ottusità di una maggioranza unità da arroganza e incapacità di governo che è capace di generare danni millenari” concludono i Cinque Stelle.

Tav, le parole di Bonafede (M5S)

 "Siamo ancora nel novero delle attese, dei vedremo, dei consulteremo? È scandaloso il comportamento del Pd che in teoria dovrebbe amministrare la città ma in realtà perde tempo in balìa delle lobby. Firenze e i cittadini meritano rispetto. Cosa intende fare il Pd con il disastroso progetto del tunnel? Quando avremo tutti delle notizie certe? Mentre il sindaco nicchia, i cittadini subiscono le conseguenze di questo pericoloso e dispendioso stallo". Lo dichiara il deputato fiorentino M5S Alfonso Bonafede in merito alla comunicazione sulla Tav svoltasi in Consiglio regionale Toscana.

Alta Velocità: proseguire confronto con Rfi per ottimizzare il progetto. Passa la risoluzione Pd

L’assemblea del Consiglio regionale “condivide contenuti e propositi” della comunicazione della Giunta sull’Alta velocità e impegna l’esecutivo di Enrico Rossi a proseguire con Comune di Firenze, Città metropolitana e “gli eventuali altri Comuni interessati” nel confronto con Ferrovie dello Stato. L’obiettivo è quello di “approfondire tutti gli elementi di merito necessari a valutare possibili ottimizzazioni progettuali del sottoattraversamento di Firenze e al collegamento della città con l’Alta velocità”. È quanto recita la proposta di risoluzione presentata dal gruppo Pd, illustrata da Stefano Baccelli e firmata anche da Leonardo Marras e Monia Monni.

L’atto, che richiama in narrativa i passaggi della comunicazione della Giunta, definisce “opportuno proseguire negli approfondimenti tecnici”, richiedendo a Ferrovie studi preliminari tecnici adeguati e prevedendo il coinvolgimento degli enti locali proprio “per acquisire e condividere” gli “elementi necessari per poter arrivare ad un eventuale orientamento, laddove fortemente motivato, rispetto ad una variante del progetto iniziale”. Inoltre, ogni decisione intrapresa deve comunque considerare gli obiettivi che hanno “da sempre orientato il progetto”, ovvero la centralità della stazione di Firenze Santa Maria Novella “per quanto riguarda il trasporto ferroviario metropolitano e regionale; la connessione di Firenze con l’Alta velocità; la necessità di un collegamento efficiente tra i  servizi Av e il trasporto regionale; certezza dei tempi di realizzazione”.

Il sottoattraversamento di Firenze e la stazione di Belfiore, si rileva nella risoluzione, “rappresentano elementi fondamentali della pianificazione del territorio fiorentino degli ultimi decenni” e uno “snodo strategico per lo sviluppo del trasporto ferroviario e regionale”.

A fine dibattito sono state sottoposte a votazione anche le tre proposte di risoluzione presentate dal gruppo Sì Toscana a Sinistra ed illustrate dal capogruppo Tommaso Fattori.

Una di queste è stata approvata all’unanimità: invita la Giunta regionale ad adoperarsi presso Ferrovie e Grandi Stazioni affinché venga realizzata all’interno della stazione fiorentina di Santa Maria Novella "una sala di attesa per i pendolari e i clienti del servizio ferroviario regionale, individuando i locali idonei e le risorse adeguate".

Respinte invece le altre due proposte di risoluzione di Sì: una impegnava la Giunta a "ritenere prioritaria la definizione del servizio ferroviario metropolitano e regionale" e a "valutare prioritariamente soluzioni alternative chiedendo formalmente a Rfi che vengano valutati i progetti che prevedono solo il passaggio in superficie dell’alta velocità".

Nell’altra si chiedeva l’avvio di un percorso partecipato sull’area ex Macelli "definendone pubblicamente le modalità e coinvolgendo sia i residenti della zona sia i cittadini interessati".

Alta velocità, risoluzione Pd: "Confronto con RFI e approfondimenti tecnici, centralità di Firenze SMN nel trasporto ferroviario regionale, necessità di connessione con servizi AV, certezza dei tempi"

Proseguire il confronto tecnico con Ferrovie dello Stato, richiedendo studi preliminari approfonditi e coinvolgendo Comune di Firenze, Città metropolitana e gli eventuali altri comuni interessati. È la conditio sine qua non per poter arrivare ad un eventuale variante del progetto iniziale secondo la risoluzione Pd “In merito all’Alta velocità” approvata dal Consiglio regionale di oggi; variante che in ogni caso, si legge nella risoluzione, non potrà prescindere dagli obiettivi fondanti del progetto ovvero la centralità della stazione di Firenze SMN per quanto riguarda il trasporto ferroviario metropolitano e regionale, la connessione di Firenze con l’Alta Velocità, la  necessità di un collegamento efficiente tra i servizi AV ed il trasporto regionale, nonché la certezza dei tempi di realizzazione del tutto. A illustrarla in aula Stefano Baccelli, consigliere regionale Pd e presidente commissione Territorio e infrastrutture. “Vogliamo introdurre pragmatismo e realismo in questa discussione, come giustamente fatto dall’assessore Ceccarelli nel suo intervento; è per questo che non possiamo basare le scelte su un’opera così determinante su un sondaggio né tantomeno in un dibattito in aula tracciare un progetto nuovo e sufficiente. – ha spiegato Baccelli – Con questa risoluzione esprimiamo l'esigenza di approfondire la proposta di Rfi su un eventuale aggiornamento del progetto mettendo però dei punti fermi: il coinvolgimento e la necessaria sintonia con il Comune e la Città metropolitana, la garanzia della futura efficienza del trasporto sia metropolitano che regionale, nonché del rispetto delle tempistiche. In corso ci sono lavori importanti su diverse tratte regionali, penso al raddoppio della Lucca Pistoia, che dovrà avere un coerente scambio con l’alta velocità. Risulta infatti indispensabile ragionare in un’ottica di ottimizzazione del trasporto regionale, in sinergia con la realizzazione dell’alta velocità. Il gioco di squadra tra tutti gli enti coinvolti quindi va preservato e portato avanti così come diventa essenziale sciogliere questo nodo con tempi rapidi e certi, dal momento che parliamo dello sviluppo infrastrutturale della nostra regione”.

 “Approfondire tutti gli elementi di merito necessari a valutare ogni ottimizzazione progettuale grazie a un tavolo di confronto da portare avanti in tutti i modi con Ferrovie dello Stato, un interlocuzione costante da mantenere tra Regione, Rfi, Città metropolitana e gli eventuali altri comuni interessati: è l’obiettivo prioritario che chiediamo con questa risoluzione, in modo da acquisire e condividere tutti ciò che è utile a prendere una decisione così importante. – fa presente Leonardo Marras, capogruppo Pd Regione Toscana– Siamo consapevoli che si tratta di un intervento strategico non solo per Firenze ma per tutto il trasporto ferroviario regionale e in ottica regionale dobbiamo muoverci e ragionare per consentire uno sviluppo infrastrutturale omogeneo”.

“Un'opera così importante non può prescindere da tutti gli approfondimenti necessari a trovare la soluzione migliore che garantisca la centralità di Firenze e della Toscana nella tratta ad Alta Velocità e le migliori condizioni per lo sviluppo del trasporto ferroviario regionale.  – dichiara Antonio Mazzeo, vicesegretario Pd Toscana - Su questo concentreremo il nostro lavoro e vogliamo davvero che tutti i soggetti coinvolti siano protagonisti nella scelta che sarà presa”.

Disabilità, Scaramelli (Pd): "2 milioni di euro per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Bene la decisione della Regione Toscana"

"Bene lo stanziamento di 2 milioni di euro per l’abbattimento delle barriere architettoniche nelle abitazioni, una scelta di progresso e civiltà". A dirlo Stefano Scaramelli, presidente della commissione Sanità e politiche sociali commentando lo stanziamento relativo all’anno 2015, deciso su iniziativa dell’assessore regionale alle politiche sociali Stefania Saccardi, in base alle domande presentate dalle famiglie con disabili ai comuni di residenza entro la fine del 2015.

"La Regione Toscana anche quest’anno - continua Scaramelli -, assegna risorse importanti per abbattere barriere architettoniche nelle case in cui risiedono persone disabili che hanno presentato domanda. I cittadini che si trovano in condizione di limitazioni di carattere fisico, sensoriale o cognitivo e che devono provvedere all’eliminazione di barriere architettoniche negli edifici in cui sono residenti, ogni anno possono presentare domanda per accedere al contributo regionale entro la fine dell'anno.

Tra gli strumenti messi in campo per l’abbattimento delle barriere architettoniche, anche il bando per partecipare al progetto di Adattamento domestico per l’autonomia (ADA) che prevede consulenze a favore delle persone con gravi disabilità per il potenziamento e la personalizzazione degli interventi finalizzati a migliorare le opportunità di vita indipendente, la permanenza nel proprio ambiente di vita e la maggiore autonomia possibile. Gli interventi attivabili sono 400 e la disponibilità di risorse assegnate per il progetto dalla Regione Toscana è pari a 800mila euro".

Nei prossimi giorni le Società della Salute e le zone distretto pubblicheranno il bando, esteso alle 34 zone della Toscana, per rendere maggiormente fruibili gli ambienti di vita, per lo svolgimento delle attività quotidiane, di studio e di lavoro all’interno della propria abitazione.

Il progetto ADA è innovativo nel panorama dei servizi in materia di disabilità, è stato sperimentato con successo per la prima volta un anno fa in due Società della Salute. L’Avviso pubblico rimarrà aperto nei mesi di novembre e dicembre, poi ogni zona approverà la graduatoria e formerà l’equipe che il 6 marzo 2017 inizierà i primi sopralluoghi.

Alta velocità, Sarti e Fattori (Sì Toscana a Sinistra): "Da Ferrovie proposte umilianti per Firenze, dalla Giunta la difesa di un progetto vecchio e sbagliato"

"Oggi l’Assessore Ceccarelli - dichiarano i Consiglieri Tommaso Fattori e Paolo Sarti di Sì Toscana Sinistra – ha riferito in aula i nuovi dati forniti da FS, dati che letti con attenzione confermano quanto diciamo da anni: applicando le migliori tecnologie e aumentando i binari di superficie si otterrebbero vantaggi trasportistici superiori a ciò che si sperava di ottenere attraverso la realizzazione del tunnel e della Stazione Foster".

"Non solo il Gruppo FS insiste anche su un dato di fatto inoppugnabile: stazioni periferiche come per esempio Roma Tiburtina sono state un investimento sbagliato, gigantesche cattedrali inutili, scomode e poco utilizzate dai viaggiatori, con enormi costi di mantenimento”. “Peccato che questa ‘illuminazione’ giunga con troppi anni di ritardo, in una situazione che vede 4/5 del budget previsto per il completamento dell’opera già spesi, ma senza un centimetro di tunnel scavato e con una gigantesca voragine nel sottosuolo per una stazione che non sarà mai fatta".

"Il Partito Democratico deve rendere conto di un progetto nato nel 1995 fermo al palo, sotto i riflettori della Magistratura e dell’Autorità anticorruzione e costato una valanga di denaro".

"Venendo alle nuove scelte da compiere siamo quindi davanti all’attestazione numeri alla mano che Foster e tunnel sono opere inutilmente sproporzionate al fine di migliorare e decongestionare il traffico ferroviario dell’area fiorentino ma Ferrovie se ne esce con la proposta ‘geniale’ di scavare sotto terra per i treni AV che passano da Firenze senza fermarsi, potenziando un poco Campo di Marte”. “Se il progetto originario era sbagliato per i costi esorbitanti, per i rischi per gli edifici, l’ambiente e la falda acquifera, senza vantaggi rispetto a soluzioni di superficie, ora le nuove proposte sono proprio senza senso e umilianti".

"Davanti a questo scenario il Presidente Rossi, la Giunta e il PD mostrano una razionale e comprensibile perplessità, ma perché continuano ad arroccarsi nel difendere il vecchio e sbagliato progetto, che comunque FS non vuole realizzare, senza considerare una terza via?”. “Perché oggi non sono state accolte le nostre proposte di risoluzione che richiedevano uno studio approfondito delle soluzioni di superficie, integrate con tutte le stazioni e il trasporto locale, come da anni tecnici, docenti dell’Università di Firenze e comitati propongono?".

"Anche questa volta si rifugge un confronto pubblico e trasparente, ma non c’è pragmatismo né responsabilità nel non volere valutare una soluzione più economica, più utile per i pendolari e senza rischi per la città".

“Terminiamo dichiarando almeno soddisfazione per la nostra risoluzione approvata all’unanimità dall’aula che impegna la Giunta ad adoperarsi presso Ferrovie e Grandi Stazioni perché sia realizzata all'interno della stazione di S.M.Novella una sala di attesa per i pendolari e i clienti del servizio ferroviario regionale, individuando i locali idonei e le risorse finanziarie adeguate a tale scopo”. “Un piccolo risultato ma molto sentito dai pendolari e dai clienti del servizio ferroviario relegati fino ad oggi nel salone della biglietteria e negli spazi aperti di fronte ai monitor degli arrivi e partenze dei treni”.

Matteo Salvini fa una visita al Consiglio regionale

Tappa in Consiglio regionale della Toscana del segretario della Lega Nord Matteo Salvini, dove è in corso la seduta dell'Assemblea. Salvini, oggi a Firenze per presentare la manifestazione per il no al referendum in programma sabato nel capoluogo toscano, ha avuto un veloce incontro con i vertici locali del partito e alcuni consiglieri.

Poi l'ingresso in Aula dove il leader del Carroccio è stato salutato dal presidente dell'Assemblea Eugenio Giani che ha ricordato come la Lega nord sia il secondo gruppo più numeroso all'interno del Consiglio. Salvini, oggi in giacca e camicia al posto della felpa, ha augurato buon lavoro all'Assemblea e prima di uscire dal palazzo si è soffermato a salutare alcuni capigruppo, in particolare quelli di centrodestra.

 

 

Fusione dei Comuni, via libera dell’aula all’istituzione del nuovo Comune di Montalcino. Bezzini e Scaramelli (PD): “Una proposta condivisa che può essere esempio positivo per Siena e per la Toscana”

Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la proposta di legge che prevede l’istituzione del comune di Montalcino per fusione dei comuni di San Giovanni d’Asso e Montalcino.

“Dobbiamo essere davvero soddisfatti per lo svolgimento e il risultato di questo percorso – commenta Stefano Scaramelli, consigliere regionale – che sin dall’inizio, in Consiglio regionale, abbiamo portato avanti in modo unanime e che, sono convinto, potrà fare da modello per prossimi processi di aggregazione. Il nuovo Comune rafforzerà due comunità con peculiarità molto simili, il mio plauso va, innanzitutto ai due sindaci e ai consigli comunali per aver avuto il coraggio di portare nel futuro una parte della loro storia, ma anche al Consiglio regionale per aver scritto, insieme ai cittadini, una parte importante della storia delle terre di Siena e della Toscana”.

“Si tratta senza dubbio di un passaggio storico per le due comunità – aggiunge Simone Bezzini, consigliere regionale –, di cui voglio sottolineare con attenzione tre elementi caratterizzanti: il coraggio degli amministratori e dei cittadini di misurarsi con l’innovazione istituzionale elaborando una proposta in coerenza con le esigenze delle popolazioni; la capacità di associare la discussione sull’innovazione istituzionale alla costruzione di un progetto di aggregazione delle due comunità; e, soprattutto, la partecipazione del processo istruttorio rendendo la proposta realmente condivisa e dal basso, come dimostra anche l’enorme e omogeneo consenso ottenuto dal referendum. Voglio ricordare anche l’ottimo lavoro svolto dalla giunta e dalla commissione consiliare che hanno accolto e elaborato la proposta in tempi tali da rispettare le necessità dettate dalle scadenze elettorali e permettendo così di accompagnare il percorso avviato sui territori”.

Durante l’illustrazione della Proposta di legge il presidente della prima commissione Giacomo Bugliani ha sottolineato come: “Questo è la tappa finale di un percorso politico oltreché giuridico segnato da un consenso diffuso sia in commissione che  nel territorio come dimostra il risultato del referendum. La nuova realtà istituzionale sarà composta da circa 6mila persone, avrà 12 consiglieri comunali più il sindaco e al massimo 4 assessori”.

 

Corecom, Consiglio approva risoluzione su attività 2017

“Quela dell’approvazione del programma delle attività del Corecom è tappa consueta ma di grande importanza per il mondo della comunicazione e dell’informazione dei nostri territori. Con questa risoluzione diamo continuità e rafforziamo percorsi virtuosi e innovativi avviati in questi anni dall’ente. Mettiamo al centro attività e iniziative volte a tutelare una navigazione internet consapevole e sicura per i minori, il monitoraggio delle aree wi-fi free, la diffusione del segnale digitale e una ricerca speciale sulle emittenti locali a sostegno della sicurezza stradale. Il Corecom è stato capofila a livello nazionale del progetto Internet Minori e Adulti, di cui ricordo il vademecum diffuso in oltre 20 scuole e più di 2.000 famiglie e gli incontri organizzati dal Corecom stesso e rivolti ad insegnanti e genitori con la partecipazione di tecnici della polizia postale ed esperti della sicurezza su internet. Nel 2017 proseguirà anche la mappatura delle aree wi-fi free nel territorio toscano e quella sulla copertura del segnale digitale terrestre: l’obiettivo è di garantire omogeneità nella diffusione dell’informazione e dei mezzi di comunicazione. Il Corecom continuerà anche a stilare la graduatoria delle emittenti locali che possono accedere ai contributi ministeriali. Ormai da anni questo istituto si prefigge di monitorare e garantire servizi fondamentali per le nostre comunità, compiti che irrobustiamo ulteriormente attraverso la sicurezza verso i contenuti dei nuovi media, soprattutto per i minori”.

È quanto ha dichiarato Giacomo Bugliani, consigliere regionale Pd e presidente della Commissione affari istituzionali, illustrando oggi in Aula la proposta di risoluzione sull’attività del Corecom 2017 .

 

Statuto regionale: referendum abrogativo, bocciata proposta legge per abolire quorum

 È stata respinta la proposta di legge statutaria per modificare l’articolo 75 dello statuto della Toscana, abolendo il quorum strutturale nel referendum abrogativo regionale. La proposta, presentata dal Movimento 5 Stelle, ha incassato la dichiarazione di voto positivo di Sì-Toscana a Sinistra e della Lega Nord. Si è invece espresso contro il Pd.

Ad illustrare il testo il presidente della prima commissione, Giacomo Bugliani(Pd): “Dopo la raccolta di 40mila sottoscrizioni per la richiesta di referendum abrogativo, attualmente si prevede che la votazione abbia effetto se si raggiunge il quorum del 50 per cento più uno di coloro che hanno votato alle ultime elezioni regionali. Questa proposta di legge prevede l’abolizione del quorum. La commissione – ha spiegato Bugliani, motivando il parere contrario – ha svolto una attenta disamina, si sono evidenziati profili di illegittimità costituzionale”.

Gabriele Bianchi, ha illustrato la posizione del Movimento 5 stelle: “Riteniamo che serva un deciso rafforzamento del potere decisionale dei cittadini e che questi debbano essere coinvolti sempre di più nelle scelte. L’unico modo per ottenerlo sono le iniziative di legge popolare e il referendum senza quorum. Il no-quorum è un pilastro fondamentale del nostro programma”.

Il capogruppo Tommaso Fattori ha annunciato il voto favorevole di Sì-Toscana a sinistra: “Oggi di fatto il quorum contribuisce a diminuire la partecipazione e introduce distorsioni. Bisogna ripensarlo anche per i referendum nazionali, tanto più si deve fare per quelli regionali. In tanti Paesi è già così”. Marco Casucci (Lega) ha dichiarato: “Non da oggi siamo a favore della democrazia diretta e di tutto ciò che può favorirla”.

A nome del Pd il consigliere Andrea Pieroni ha argomentato, tra l’altro, che “agli strumenti di democrazia elettiva si affiancano quelli di democrazia diretta; tra questi due ambiti, occorre trovare un equilibrio ragionevole, che si esplicita ad esempio proprio nella fissazione di un quorum strutturale per sancire la validità del referendum abrogativo”.

Secondo gli uffici giuridici del Consiglio regionale, la proposta presenta profili di illegittimità costituzionale. Il corpo elettorale, infatti, nei referendum abrogativi agisce come legislatore a tutti gli effetti, anche se in funzione solo abolitiva. Se abolissimo il quorum, anche una sparuta minoranza acquisirebbe questo ruolo di legislatore”.

 

Demanio idrico, varata armonizzazione canoni Bugliani e Marras: “Iniziativa doverosa e utile per gli utenti”

Prolungati fino al 30 novembre i tempi per regolarizzare le concessioni demaniali senza titolo concessorio o con titolo concessorio scaduto o non concesso per inerzia della PA. Lo prevede la proposta di legge “Disposizioni urgenti in materia di concessioni del demanio idrico", approvata nella seduta odierna del Consiglio regionale. A illustrarla Giacomo Bugliani, presidente commissione Affari istituzionali. “Una normativa che si è resa necessaria e urgente a seguito del passaggio di competenze tra province e regioni relativamente al demanio idrico; passaggio che ha richiesto uno studio approfondito e una rapida ma intensa disamina del provvedimento in Prima commissione. – ha spiegato Bugliani – Andiamo in questo modo a disciplinare la situazione di soggetti che rischiavano di essere qualificati come abusivi e passibili di sanzione, normando le occupazioni senza titolo e rivedendo il canone minimo applicabile. Assieme al canone è dovuta anche un'imposta regionale: era pari al 300 per cento fino al 2015, quest'anno la giunta ha deciso di ridurla al 50 per cento del canone tenuto. La regolarizzazione, per gli anni dal 2011 al 2015, si svolgerà versando il 20 per cento di quanto a suo tempo dovuto”.

“Questa iniziativa doverosa da parte della Giunta mette in ordine una situazione difficile ereditata dal passaggio di ruoli e funzioni tra province e regioni. – ha commentato Leonardo Marras, capogruppo Pd, in sede di dichiarazione di voto – Diamo così risposte specifiche per applicare in maniera certa e precisa la normativa. Risolviamo insomma una situazione controversa, andando a sanare una problematica decisamente sentita dagli enti locali. Per il 2016 quindi non cambia nulla rispetto al 2015 mentre per il 2017 ci sarà una nuova disciplina che andrà incontro alle esigenze degli utenti. Il PD aveva per questo proposto una mozione che chiedeva di riconsiderare le concessioni a scopo sociale come i piccoli orti o gli ormeggi stagionali per la piccola nautica, così come verrà disciplinato in un’ulteriore iniziativa successivamente”.

 

Identità toscana: contributi a chi valorizza le tradizioni locali, approvata la legge

IUtilizzando somme messe da parte dal Consiglio regionale con risparmi accantonati sull’attività ordinaria, l’Ufficio di Presidenza ha destinato la cifra di 300 mila euro a favore di quelle realtà che sono impegnate nella valorizzazione dell’identità toscana. In questo consiste la proposta di legge sugli interventi per la valorizzazione dell’identità e delle tradizioni locali che è stata approvata oggi, martedì 8 novembre, dall’Assemblea di Palazzo del Pegaso. A favore si sono espressi in 24, gli astenuti sono stati invece 7 (M5s e Sì Toscana a Sinistra).

La proposta, d’iniziativa dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio, individua quattro categorie di soggetti destinatari dei contributi: le associazioni di rievocazione storica iscritte nell’albo regionale; le bande musicali ed i cori aderenti alle rispettive società; gli enti locali e le associazioni non lucrative che organizzano carnevali da almeno cinque anni; i centri commerciali naturali ed i comuni che valorizzano la produzione locale. A ciascuna categoria andrà, complessivamente, il supporto economico di 75 mila euro per un totale, appunto, di 300 mila euro.

La norma intende valorizzare le peculiarità locali ed è “una forma di attenzione per le attività di quei cittadini che danno vita ad aggregazioni sociali che operano nell’interesse delle varie comunità toscane”.

Ad illustrare in Aula consiliare la proposta è stato il presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani, Pd, che ha spiegato che “questi 300 mila euro sono il tratto d’unione e valorizzazione dell’identità locale” e che “così come fatto, ad esempio, per le Città murate, intendiamo adesso valorizzare le associazioni e gli enti che valorizzano l’identità regionale”. Ha aggiunto Giani: “Abbiamo individuato quattro elementi, quattro filoni, per i quali abbiamo cercato di individuare criteri il più oggettivi possibile. Vi sono tutte le condizioni affinché questa legge lasci il segno e diventi un’azione stabile della Regione”.

Critico è stato invece l’intervento di Irene Galletti, M5s, che ha sottolineato che “tra le criticità, in primis c’è la velocità” perché “la fretta, oltre ad essere una cattiva consigliera, a volte è anche poco democratica”. La Galletti ha presentato un emendamento, respinto dall’Aula, con cui si chiedeva di estendere la possibilità di accedere ai contributi a tutte le associazioni aventi un minimo di iscritti e radicate sul territorio ed attive da almeno dieci anni.

A favore della legge, invece, si è espresso Jacopo Alberti, Lega Nord, che ha precisato che “la valorizzazione delle identità locali è uno dei temi che maggiormente stanno a cuore alla Lega”. E la vicepresidente del Consiglio, Lucia De Robertis, Pd, si è augurata che “il contributo, negli anni, sia reso strutturato”. Mentre Fiammetta Capirossi, Pd, anche lei dicendosi a favore della proposta di legge, ha sottolineato l’importanza di “valorizzare il lavoro delle associazioni di rievocazione storica”.

In modo critico, invece, si è espresso Tommaso Fattori, capogruppo Sì Toscana a Sinistra, che ha parlato di “microlegge che distribuisce contributi a pioggia” e che “è avulsa se non contrastante con le politiche di settore messe in campo dalla Giunta regionale”.

 

Respinta proposta di PdL e M5S sul quorum

Il Consiglio toscano, a maggioranza, ha respinto una proposta di legge statutaria M5s per modificare l'articolo 75 dello statuto della Toscana, che mirava ad abolire il quorum strutturale nel referendum abrogativo regionale. Ad illustrare il testo in aula è stato il presidente della commissione affari istituzionali Giacomo Bugliani (Pd): "Dopo la raccolta di 40 mila sottoscrizioni per la richiesta di referendum abrogativo - ha spiegato -, attualmente si prevede che la votazione abbia effetto se si raggiunge il quorum del 50% più uno di coloro che hanno votato alle ultime elezioni regionali. Questa proposta di legge prevede l'abolizione del quorum. La commissione - ha spiegato ancora Bugliani, motivando il parere contrario - ha svolto una attenta disamina, si sono evidenziati profili di illegittimità costituzionale". Gabriele Bianchi, ha illustrato la posizione del Movimento 5 stelle: "Riteniamo che serva un deciso rafforzamento del potere decisionale dei cittadini e che questi debbano essere coinvolti sempre di più nelle scelte. L'unico modo per ottenerlo sono le iniziative di legge popolare e il referendum senza quorum. Il no-quorum è un pilastro fondamentale del nostro programma".

Fonte: Consiglio Regionale

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