Libri, Chianti Classico: l'emozione di un territorio nei suoi simboli

Eugenio Giani

Il presidente del Consiglio regionale Giani: "Trecento anni fa Cosimo III legò il territorio al suo vino"


Il Chianti è uno dei paesaggi più suggestivi del mondo. Le sue componenti naturalistiche (le colline, la vite, l’ulivo, il cipresso, il bosco) e le componenti architettoniche (i borghi, i castelli, le pievi,le abbazie, le case coloniche, le ville) si intrecciano inestricabilmente fra loro in un processo di oltre un millennio, per divenire veri e propri simboli di un territorio. Per capire, da diverse angolazioni, come questo processo si sviluppa Luca Anichini ha analizzato ciascuno di questi simboli sotto il profilo storico, geografico e delle coltivazioni.

E' nato così ‘Il paesaggio del Chianti Classico, i suoi simboli fra intelletto ed emozione’ (Nicomp L.E.). Il volume è stato presentato questo pomeriggio in Palazzo Panciatichi da Leonardo Rombai, docente del dipartimento di storia, archeologia, geografia, arte e spettacolo dell'Università di Firenze, che ne ha firmato la prefazione e da Gerardo Giorgi del Consorzio Chianti Classico.

Il volume è un invito a visitare e vivere il Chianti Classico con occhi diversi, in grado di ‘leggere’ nei suoi simboli quello stesso territorio che il Bando del 24 settembre 1716 del Granduca di Toscana Cosimo III lega indissolubilmente al vino.

"I vini a denominazione d’origine controllata non sono un’invenzione dei tempi moderni – commenta il presidente del Consiglio Eugenio Giani – Trecento anni fa se ne occupò Cosimo III con due ‘motu proprio’ nel luglio e settembre del 1716. Con il primo bando si definivano le potenzialità di commercio dei vini, con il secondo si delimitavano le quattro aree con i vini da tutelare, tra cui il Chianti Classico".

Fonte: Consiglio Regionale

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