Dal Museo Soffici agli Uffizi: in esposizione 'Scoperte e massacri'

Autoritratto di Ardengo Soffici

Quattro opere ed alcune pubblicazioni del Museo comunale “Ardengo Soffici” di Poggio a Caiano fanno parte della mostra “Scoperte e massacri. Ardengo Soffici e le avanguardie a Firenze”, che verrà inaugurata martedì 27 settembre nell’eccezionale cornice della galleria degli Uffizi di Firenze. La mostra, curata da Vincenzo Farinella e Nadia Marchioni, resterà aperta fino all’8 gennaio, e ripercorre l’esperienza artistica di Soffici, come pittore, scrittore, critico d’arte e polemista. Fra le opere esposte, oltre a quelle di Soffici, anche quelle di Segantini, Cezanne, Renoir, Picasso, Degas, Medardo Rosso, De Chirico e Carrà.

Inoltre, dalla fine di ottobre il Museo Soffici di Poggio a Caiano ospiterà una mostra satellite di quella attualmente presente agli Uffizi, curata da Luigi Cavallo, che prende spunto dal titolo del libro di critica letteraria pubblicato dal Soffici nel 1919, ossia “Statue e Fantocci”.

“Siamo particolarmente orgogliosi di poter contribuire ad una mostra ospitata alla Galleria degli Uffizi che riguarda il nostro concittadino Ardengo Soffici – spiegano il sindaco Marco Martini e l’assessore alla cultura Giacomo Mari – E’ questa un’ulteriore occasione per valorizzare Poggio a Caiano ed il nostro museo a livello internazionale”.

Il Comune di Poggio a Caiano ha contribuito alla realizzazione della mostra degli Uffizi attraverso il prestito di quattro dipinti del Museo Soffici e del ‘900 italiano (Ardengo Soffici, Autoritratto 1907, Mamma Egle 1904, Scomposizione di piani di una zuccheriera e bottiglia, 1913, Piani e linee di una donna che si pettina 1912) e di quaranta fra riviste e libri, proprie del Museo o raccolte nel collezionismo locale poggese.

DALL'ANSA

Pittore, scrittore, polemista e critico d'arte. Tutto questo fu Ardengo Soffici (1879-1964), a cui gli Uffizi dedicano ora una mostra, puntando l'attenzione in particolare sugli anni che videro l'artista e intellettuale toscano assumere un ruolo di assoluto protagonista nell'aggiornamento della cultura figurativa italiana: i suoi scritti, pubblicati tra il primo e il secondo decennio del Novecento e le iniziative culturali da lui sostenute e organizzate, come la Prima Mostra italiana dell'Impressionismo a Firenze nel 1910, sono considerati un momento decisivo per lo svecchiamento e il rinnovamento dell'arte in Italia.

"Scoperte e massacri - Ardengo Soffici e le avanguardie a Firenze', il titolo dell'esposizione - dal 27 settembre all'8 gennaio, curata da Vincenzo Farinella e Nadia Marchioni - preso a prestito dal libro di Soffici, anche guida della mostra: 'Scoperte e massacri. Scritti sull'arte', edito a Firenze nel 1919 da Vallecchi. Il volume raccoglie una scelta dei testi storico artistici pubblicati, per lo più su 'La Voce', a partire dal 1908 ed è ritenuto "un vero e proprio spartiacque tra due epoche: quella delle avanguardie europee e quella del 'ritorno all'ordine'.

In mostra, per Soffici ci saranno tra l'altro i pannelli decorativi per la 'stanza dei manichini' per la casa di Papini a Bulciano, la cui ricostruzione è uno dei punti focali dell'esposizione, e poi opere di Segantini, Picasso Braque, Medardo Rosso, Cezanne, Carrà per ripercorrere la carriera di artista e critico di Soffici,partendo dalla rievocazione della Festa dell'Arte e dei Fiori (18 dicembre 1896 - 31 marzo 1897), evento decisivo non solo per l'allora giovane pittore, ma per l'intera cultura fiorentina, passando alla Parigi del 1900 e alla scoperta degli impressionisti e dei postimpressionisti, il ritorno in Italia e la temporanea adesione al Futurismo. Poi la Prima guerra mondiale: per l'interventista Soffici, partito volontario, sarà non solo una lunga parentesi nell'attività artistica, ma anche una drammatica cesura psicologica e culturale.

Dopo la guerra si presenterà come &ldquoun altro uomo&rdquo, un intellettuale completamente trasformato: messe da parte le provocazioni delle avanguardie nei loro aspetti più sovversivi, si cerca ora un nuovo punto di partenza, per giungere ad una ricostruzione dei valori e del linguaggio figurativo. La rassegna, spiega il direttore degli Uffizi Eike Schmidt, non è "una semplice ricostruzione monografica" di Soffici, "si è andati oltre ricostruendone il discorso polemico e l'impegno intellettuale attraverso opere su cui egli aveva appuntato la sua attenzione, tra le più significative, sia in senso positivo che negativo, di una requisitoria che non conosceva mezzi termini".

Notizie correlate



Tutte le notizie di Firenze

<< Indietro

torna a inizio pagina