
"“Il lupo perde il pelo ma non il vizio”, un detto popolare che nel nostro caso potrebbe diventare, rispetto alla proposta delle Olimpiadi in Toscana per il 2028 avanzata dal presidente del consiglio regionale toscano Eugenio Giani, “il consigliere perde l'abbronzatura ma continua a farsi la lampada in casa”.
A parte i miracoli -per chi ci crede- non capiamo a cosa si riferisca il nostro presidente toscano, forse confondendo le Olimpiadi, quelle con la “O” maiuscola, con i giochi regionali della gioventù. Dimentico della crisi di Firenze che, a fronte di un elevato numero di turisti nel centro storico, ha solo avanzato, col conforto del ministro dei Beni Culturali Franceschini di mettere il numero chiuso. Dimentico di una città imbottigliata e legata per dei lavori della tramvia che in qualunque altra parte del mondo avrebbero fatto in sei mesi e che qui si programmano tre anni e non si sa quando e se sarà rispettato il termine. Dimentico degli eterni dibattiti per spostare lo stadio da Campo di Marte o per l'ampliamento dell'aeroporto si' da fare Firenze una città a rango mondiale (magari anche solo con un collegamento superveloce con l'aeroporto di Pisa, dando allo stesso il nome di Pisa/Firenze).
Dimentico che l'altra sera, per la posa del ponte in metallo della tramvia tra viale Redi e via di Novoli, il Sindaco ha chiamato la popolazione a raccolta per seguire l'evento dopo averli deliziati con un maxi-schermo per seguire la partita di calcio in programma poco prima… salvo poi prendere atto sul momento che il maxi-schermo non funzionava. Dimentico di una città dove alle parole inutili e ridondanti per una mobilità alternativa, il cittadino/suddito ha solo davanti a se la morte fisica e civica delle buche, degli asfalti disastrati, degli imbottigliamenti continui e dell'avvelenamento da inquinamento di gas ad effetto serra.
Dimentico di mobilità pubblica che, come conseguenza, è immobilizzata per quanto riguarda gli autobus e sotto ricatto per i taxi da parte di una corporazione che impedisce qualunque aumento e miglioramento della disponibilità per l'utenza. Dimentico di una città che da anni non riesce a gestire il rapporto col suo essere comunque anche capitale del divertimento e dell'arte e della cultura, schiavizzando all'invivibilità i residenti e rendendo fastidiosa e pericolosa la presenza dei visitatori per il solo fatto di non programmare una organica e continua presenza delle forze dell'ordine nei punti più nevralgici della città.
Dimentico del fatto che a Firenze come in Regione, la classe politica ragiona per ideologie e non per praticità e vivibilità, con l'esempio della scuola che a quindi giorni dall'inizio non é ancora avviata per una serie di problemi che solo elencarli comporterebbe un intero tomo di proteste e denunce. Dimentico del fatto che il sistema di credito e risparmi (fondamentale per qualunque iniziativa) in questa regione è tra i più precari e delinquenziali di tutto lo Stivale (Mps e banca Etruria in primis).
Potemmo continuare, ma ci fermiamo, sperando di aver solleticato le parti sane e attente della politica perché si porti a termine ciò che è stato iniziato, quantomeno nei termini previsti (meglio se anticipati) e si affrontino le gravi carenze infrastrutturali e politiche che sono alla base del degrado diffuso e crescente".
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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