Provvedimento anti-alcol, Confesercenti e Confcommercio: "Finalmente, adesso applicarla"

Ordinanza “anti-alcol” attesa da tempo, siamo finalmente sulla strada giusta. Ora va applicata. Commenta così il direttore di ConfcommercioPisa Federico Pieragnoli il provvedimento contingibile e urgente emanato dal sindaco Marco Filippeschi per contrastare l'abuso di alcol: “Ringraziamo l'amministrazione comunale per questa decisione, purtroppo tardiva anche rispetto alla stagione estiva che si è appena conclusa, ma attesa da tempo dagli imprenditori pisani del settore. Sono anni che ci battiamo su questo fronte, opponendoci seriamente ad un fenomeno come quello della somministrazione abusiva di alcolici che in centro storico ha toccato livelli insostenibili di illegalità e degrado. L'ordinanza ha il merito di tutelare e valorizzare il lavoro corretto dei locali in regola per la vendita e la somministrazione, punendo altresì tutti quei soggetti che, non avendo le licenze e autorizzazioni necessarie, somministrano alcolici e bevande di fuori dalle normative”.

Secondo il direttore Pieragnoli “la doverosa guerra senza quartiere rivolta ad abusivi, mimimarket e supermercati che vendono alcolici senza averne la licenza, adesso dispone di uno strumento efficace per essere condotta fino in fondo. Per vedere se la musica è davvero cambiata, sarà determinante rendere concreta l'applicazione dell'ordinanza da parte di polizia municipale e forze dell'ordine, chiamate a sanzionare i “professionisti dell'illegalità” e tutti coloro che non rispettano le norme in vigore. La volontà politica c'è, attendiamo i primi risultati”.

“Condividiamo lo spirito e le finalità dell’ordinanza del sindaco Marco Filippeschi in merito alla limitazione della vendita di alcolici da asporto. Ordinanza per altro sollecitata in ogni modo e in ogni sede dalla nostra associazione. Peccato, l’unica cosa, di averla appresa dai giornali e non direttamente da Palazzo Gambacorti”. E’ Antonio Veronese, presidente Confesercenti area pisana, a commentare per la sua associazione l’ordinanza del sindaco che vieta la vendita di asporto dopo le 22 (sia nei negozi di vicinato che nei locali di somministrazione) ma soprattutto che vieta la conservazione in frigo delle bevande da parte di minimarket e laboratori artigianali. “Ormai da quasi due anni – insiste il presidente Confesercenti area pisana - avevamo chiesto a gran voce il ripristino dell’ordinanza, l’ultima a firma del prefetto Francesco Tagliente, per il divieto di vendita di asporto di alcolici e di qualsiasi altra bevanda in vetro dopo le 22. La riteniamo infatti un passo importante per mettere un limite alle degenerazioni della movida. Una ordinanza che valorizza anche la professionalità degli imprenditori che diventano quindi il primo deterrente agli atti di inciviltà e all’abbandono delle bottiglie in tutto il centro storico. Nel documento firmato dal sindaco Filippeschi non è comunque chiaro l’aspetto legato alle aree pertinenziali dei locali, quelle cioè esterne, dove secondo noi l’esercente può ancora somministrare anche dopo l’orario del divieto”.

Anche sulla questione invece del divieto di conservare in frigorifero le bevande alcoliche da parte dei negozi di vicinato, Veronese chiede ulteriori delucidazioni dall’amministrazione comunale. “Il provvedimento è stato già applicato nelle riviera romagnola in questa stagione estiva. Crediamo che nel merito si possa condividere anche se va capito bene, ad esempio, come si dovranno comportare le pizzerie da asporto in cui comunque è possibile anche consumare o le rosticcerie, o ancora cosa si intenda per “somministrazione impropria”.

Resta comunque il fatto che tutti questi provvedimenti hanno un senso se accompagnati da severi e capillari controlli. Controlli estesi anche all’abusivismo commerciale che, nonostante i sequestri settimanali, continua a proliferare. A tale proposito ci sorprende il progetto di consegnare bicchieri di plastica in piazza Cavalieri, piazza in cui dobbiamo impedire il consumo di alcolici non sostituire la plastica al vetro”. Poi la conclusione del presidente di Confesercenti sul metodo che ha portato a questa ordinanza.

“Ci dispiace ancora una volta trovarsi di fronte al fatto compiuto. A maggior ragione su una questione in cui siamo dalla stessa parte dell’amministrazione comunale tanta da essere stati noi più volte a sollecitarla. Forse un incontro preventivo avrebbe potuto anche chiarire, a nostro avviso, alcuni aspetti che rischiano solo di creare confusione e, magari, indebolire il documento stesso. A cominciare dal fatto che l’ampliamento dell’orario in cui vige il divieto di vendita per asporto sia stata firmato dal sindaco e non dal questore come previsto dal Codice della Strada”.

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