
Sono ormai diversi giorni che il toto-compratore tiene banco sulla stampa e sul web, talvolta anche con articoli accompagnati da dichiarazioni, più o meno allarmistiche, di qualche sindacalista. Così Elisa Artusio della First Cisl interviene sulla ipotesi di cessione della Banca ed aggiunge che, dopo il rifiuto dell'offerta dei Fondi nella prima settimana di agosto, è tornato a crearsi un certo interesse intorno alla vendita di Banca Etruria e delle altre 3 banche risolte, e ciò non ha sorpreso più di tanto. Si tratta di banche risanate, prosegue, che insistono su territori a cui sono legate a doppia mandata, quindi appare chiaro che chiunque voglia approcciarsi al mercato del credito nel Centro Italia (Fondi esteri o Banche italiane che siano) deve necessariamente prendere in considerazione l'ipotesi di partecipare ai tavoli negoziali della vendita.
E alla cessione, prosegue ancora la sindacalista della CISL, ci si potrebbe arrivare forse anche in tempi brevi mentre il termine del 30 settembre, che avrebbe imposto Bruxelles, dovrebbe essere un falso problema: a questo punto i tavoli di trattativa sono avviati e, anche se si dovesse aver bisogno di più tempo rispetto alla famosa scadenza imposta dall'Europa, sono sicura che non ci sarebbero problemi per una cosiddetta proroga tecnica di qualche giorno o di qualche settimana.
La cosa veramente importante non è fare presto ma è fare bene; ci sono interessi troppo importanti in gioco per potersi permettere di non usare tutto il tempo che serve per trovare la migliore soluzione possibile. L’attesa, quindi, puntualizza l’Artusio è un problema sicuramente per i lavoratori così come per i clienti, che attendono con ansia la soluzione di questa vicenda, ma credo anche che tutti siano abbastanza intelligenti e lungimiranti per capire che in questioni del genere non ci si può far prendere dall'ansia. Non ritengo sia possibile sapere niente prima della conclusione ufficiale della trattativa e anche le indiscrezioni penso appartengano più alla categoria del gossip che a quella delle notizie.
Il Sindacato, prosegue ancora Elisa Artusio, in questa vicenda ha un ruolo determinante per la tutela dei lavoratori in primis ma anche per la salvaguardia della territorialità dell’Istituto. Tutto questo però sarà possibile farlo concretamente solo confrontandosi con il reale compratore su degli argomenti che deriveranno direttamente dal Piano industriale che questi vorrà realizzare. Fare grandi proclami oggi invece non serve assolutamente a niente ed a nessuno; le problematiche che, eventualmente, dovremo affrontare non sono indipendenti dal nuovo proprietario e dai conseguenti nuovi assetti societari, così come dalla nuova proprietà dipenderanno le eventuali sovrapposizioni di filiali o di servizi di sede centrale. Dunque parlarne ora non ha alcun senso perché si rischia di parlare a vanvera e questo è un esercizio che alla First Cisl non appassiona e non interessa.
Mentre la questione degli esuberi, a nostro avviso, merita particolare attenzione poiché è uno degli argomenti principali sul tavolo e se ne è parlato tanto soprattutto in queste ultime settimane, ma non se ne può assolutamente discutere con reale cognizione di causa ora. Un famoso allenatore diceva “rigore è quando arbitro fischia” bene parafrasando diciamo che gli esuberi ci saranno quando un CdA che ne abbia i poteri li dichiarerà ufficialmente, motivandoli con una ristrutturazione societaria e/o organizzativa derivante da un Piano industriale. Prima sono solo chiacchiere minatorie.
Non vogliamo apparire inopportunamente ottimisti o ingenui, sappiamo bene che delle razionalizzazioni ci saranno, ma quali e con quali conseguenze dipende direttamente da chi compra e dall’assetto societario che intenderà realizzare. Del resto noi in Banca Etruria, come è noto, abbiamo già realizzato delle razionalizzazioni importanti attivando nel febbraio 2015 un fondo esuberi e altri sacrifici che hanno già pesato tantissimo sui tutti i lavoratori.
Fonte: CISL Arezzo - Ufficio Stampa
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