
“È un piacere presentare in Consiglio regionale una manifestazione che ormai da più di quarant’anni rappresenta uno dei punti di riferimento nel panorama delle rievocazioni in Toscana ed esprime un rigoroso richiamo alla storia, essendo uno degli eventi maggiormente organizzati nel rispetto della tradizione e del passato. Montopoli rappresenta, in questo senso, un esempio a livello non solo toscano, ma anche nazionale”.
Così si è espresso il presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani, presentando questa mattina a Palazzo Panciatichi la Disfida con l’arco tra Perinsù e Peringiù che tra domani e dopodomani, sabato 10 e domenica 11 settembre, vedrà in gara “i migliori dei due popoli di Santo Stefano e di San Giovanni in cui venne divisa la comunità di Montopoli sotto il podestà Iacopo degli Albizzi”. Ai vincitori andrà l’ambito Drappo. Tra le manifestazioni inserite all’interno del programma, la cena medievale organizzata secondo le usanze gastronomiche del Medioevo.
Il sindaco di Montopoli Val d’Arno, Giovanni Capecchi, ha sottolineato che “la cultura è patrimonio di tutti” e che “è sempre da valorizzare”. Capecchi, nel ricordare che “ormai da 43 anni a Montopoli si organizza la Disfida con l’arco nel pieno rispetto della tradizione storica”, ha sottolineato che “la manifestazione ha anche un valore turistico ed economico perché vuole trattenere nel borgo medievale i molti turisti che spesso sono solo di passaggio” aggiungendo che “il nostro territorio deve avere lo sviluppo turistico che si merita”.
Il consigliere regionale del territorio, Andrea Pieroni, ha messo in evidenza che “la manifestazione ci riporta in spazi ed atmosfere medievali” e “in un mondo lontano”, perché Montopoli, con questo evento, “crea uno spazio che non è solo organizzativo ma anche culturale”.
Alla conferenza stampa è intervenuto anche il presidente della Pro Loco di Montopoli, Fausto Bianchi, il quale ha ricordato che “quanto va in scena a Montopoli non è una sagra ma una puntuale rievocazione storica” e che “all’interno del borgo prenderanno vita dame e cavalieri, danzatrici, notabili, musici, sbandieratori, giullari, mangiafuoco e tutte quelle figure che allietavano le feste medievali, compreso il come e il cosa si mangiava all’epoca”. (mc)
Fonte: Consiglio regionale della Toscana
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