
"Di ieri è la notizia che sarebbe in arrivo l'ok dal Viminale alla prefettura di Firenze, per cominciare con l'accoglienza in famiglie private dei cosiddetti profughi. Questo progetto pilota, fa parte del protocollo in otto punti per l'accoglienza, diramato dalla regione Toscana a Maggio. Oltre all'accoglienza familiare, è bene ricordare, che il progetto prevede:
- Continuare con l'accoglienza diffusa o “micro accoglienza”
- Incentivi ai comuni che accolgono i richiedenti asilo
- Apertura di nuovi SPRAR
- Utilizzare immobili statali, attualmente liberi
- Ripopolare i borghi disabitati
- Autogestione e formazione dei richiedenti asilo tramite volontari
- Incentivare i rimpatri volontari.
Ma come funzionerà l'accoglienza familiare? La Regione attiverà un numero verde/call center, dove le famiglie disponibili ad ospitare immigrati a casa propria, potranno proporre la loro candidatura. Se ritenute idonee, le famiglie, firmeranno con delle cooperative, un accordo, detto “Patto di solidarietà. In pratica, la famiglia sarà responsabile di vitto ed alloggio per i richiedenti asilo (massimo due per famiglia, per un minimo di tre mesi fino ad un massimo di un anno), ricevendo 16 Euro al giorno per ogni “ospite”. Le cooperative, saranno responsabili delle pratiche burocratiche e dei corsi di lingua per i profughi. In Toscana sono presenti circa 9.200 richiedenti asilo. Sempre degli scorsi giorni, la proposta del ministro Alfano, per la ridistribuzione territoriale dei richiedenti asilo, in ragione di due o tre persone ogni mille abitanti e incentivazioni per i comuni disposti ad accogliere (50 centesimi a migrante al giorno e deroga all'assunzione di nuovo personale, a patto che sia impiegato per progetti di integrazione, in deroga alla Legge di Stabilità). Anche se riteniamo l'incentivazione di 50 centesimi per l'accoglienza, totalmente ininfluente, ai fini del bilancio dei comuni che saranno disposti ad aderire, lo sblocco del piano di stabilità rappresenta l'ennesimo caso di “canale preferenziale” verso i non italiani. Tale apertura, non era mai stata concessa ai Comuni, sia per provare a rilanciare l'economia dei territori, sia per poter dar sollievo alle famiglie italiane in forte difficoltà a causa della prolungata crisi economica.
Nel silenzio assordante dei media, è di ieri la notizia che a Giugno, secondo l'ultimo report dell'agenzia Frontex, gli arrivi in Italia di immigrati provenienti dal nord Africa, sono aumentati del 24% rispetto al mese precedente. In pratica, il mese scorso, sono sbarcate in Italia circa 22.500 persone, provenienti perlopiù da Nigeria, Eritrea e Sudan. Sempre secondo Frontex, la chiusura della rotta balcanica (il numero degli arrivi in Grecia dalla Turchia e' diminuito del 95%, rispetto allo stesso periodo del 2015), ha fatto si che l'Italia sia diventata una meta “privilegiata” dell'immigrazione incontrollata. La situazione alle frontiere con Francia ed Austria, rimane tesa e la tanto sbandierata “ricollocazione” dei migranti all'interno dei paesi membri dell'unione europea non è mai, di fatto, decollata. Ad aggravare la situazione, come riportato recentemente, si aggiunge la totale mancanza di mezzi e risorse per rimpatriare i non aventi diritto ad asilo e protezione, che sono oltre il 60% del totale degli arrivi. In Toscana, per via della crisi economica, si trovano attualmente oltre 17.000 extracomunitari (dati 2015), che non hanno rinnovato il permesso di soggiorno, e si trovano illegalmente nel territorio".
Irina Socolova, Responsabile Nazionale Dipartimento Sicurezza ed Immigrazione Lega Nord Toscana
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