
Dopo il disastroso incendio della discarica del Cassero stupisce non poco anche il silenzio del Comitato di Controllo, organo istituito nel 1996 con la Convenzione stipulata tra il Comune di Serravalle e la società Pistoiambiente. Formato da 5 membri (due di espressione dell'Amministrazione Comunale, tre di rappresentanza della cittadinanza locale), secondo apposito regolamento comunale avrebbe il compito di controllare la gestione dell' impianto, di tenere informata degli esiti la popolazione e di riunirsi una volta il mese. In realtà dall'inizio della attuale legislatura il Comitato si è riunito sei volte nel 2013, tre volte nel 2014, tre volte nel 2015 e una sola volta ( il 15 giugno scorso) nell'anno corrente. Inoltre dai verbali risulta già quello che abbiamo sempre saputo, e cioè che tale organo esiste soltanto per informare Comune e cittadinanza sull'operato del gestore della discarica, che nelle varie riunioni fa il resoconto delle attività e dei controlli che sono svolti rigorosamente in proprio senza essere sottoposti a verifica di esterni.
Abbiamo sempre criticato e continuiamo fortemente a criticare un Comitato di Controllo così concepito: come indica anche il nome stesso, o si attiene alle funzioni che gli attribuisce il regolamento comunale (vigilanza sulla gestione di Pistoiambiente) o non ha nessuna ragione di esistere. Controllare significa poter ricorrere alle competenti autorità di igiene e sicurezza in caso di irregolarità presunte o segnalate e poter sottoporre a verifica in qualsiasi momento campionamenti di materiali conferiti commissionando le analisi anche a laboratori esterni.
Probabilmente in tutti questi anni alle amministrazioni che si sono succedute a Serravalle ha fatto comodo tenere su un comitato che non controlli troppo, o comunque che lo faccia solo sulla carta, per non incrinare gli ottimi rapporti tenuti sempre con i gestori dell'impianto e soprattutto per i proventi incamerati, equivalenti al 7,50 % dell'intero fatturato annuale della discarica. La somma di 700.000-800.000 euro, che dovrebbe essere ogni anno applicata agli investimenti ossia alla realizzazione di opere pubbliche, in realtà per il 60% viene impiegata nel bilanci corrente, ma non per contenere tasse e tariffe -come ha esordito recentemente il sindaco- che permangono invece tra le più alte della zona, e nemmeno per attivare nuovi servizi ai cittadini, bensì per far quadrare i conti del bilancio secondo la linea di gestione, da noi non condivisa, della Giunta. È l'ora di dire apertamente che se Serravalle risulta un comune virtuoso non lo è per le capacità di previsione e programmazione dell'Amministrazione, ma unicamente per gli introiti della discarica, che quindi risulta opportuno tenere a lungo in vita. Non ci stupisce pertanto che il sindaco non si opponga, pur a condizione di alcune misure cautelative, ad una eventuale ripresa dei conferimenti, - come attesta la lettera inviata ieri in Regione - nonostante che siano ancora in corso le indagini della magistratura, il monitoraggio dell'ARPAT e la verifica dei danni ambientali ed economici. Come non ci meraviglia che lo stesso non tuteli l'interesse dei cittadini costituendosi parte civile per danni al Comune - territorio, popolazione, imprese - contro Pistoiambiente.
Elena Bardelli, Consigliera Comunale Serravalle Pistoiese, Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale
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