
Mps non riesce a fare prezzo in Piazza Affari. Il titolo è congelato fin dall'apertura e perde il 10% teorico a 0,3 euro. In calo le altre banche, da Bpm (-1,8%) a Intesa (-1,53%), da Banco Popolare (-1,73%) a Ubi (-1,36%), mentre appare cauta Unicredit (-0,11%).
La giornata d'inferno di ieri per il Monte dei Paschi
Mps riammessa a scambi Borsa, ma subito sospesa
Mps è stata riammessa agli scambi in Piazza Affari dopo un congelamento fin dai primi minuti di contrattazioni, per essere di nuovo sospesa. Il titolo è riuscito a fare prezzo con un calo effettivo del 6,93% a 0,3 euro.
I sindacati: "Stop agli attacchi speculativi
Ancora una volta il sistema bancario italiano, ed in particolare modo il Gruppo Monte dei Paschi, sono oggetto di un imponente attacco speculativo e si collocano al centro di notizie di stampa spesso contraddittorie, che disegnano un quadro di forte preoccupazione - aggravata dall'assenza di concrete iniziative da parte del Governo Italiano - e da una applicazione delle normative europee da parte della BCE, miope ed eccessivamente rigida". Lo scrive il coordinamento delle segreterie di Mps commentando quanto sta avvenendo intorno al titolo dell'istituto. Invitando a fare chiarezza, le segreterie di Fabi, First, Fisac, Sinfub, Ugl, Uilca e Unità sindacale chiedono che il Governo "utilizzando tutti gli strumenti a sua disposizione, riconquisti un ruolo a tutela dell'intero settore", e del Monte, un'azienda che ha fondato e continua a fondare il proprio rilancio ed il proprio risanamento esclusivamente su pesanti sacrifici sostenuti dai Lavoratori su base pluriennale".
Secondo i sindacati di Banca Mps "al senso di responsabilità dei dipendenti" ora "non è possibile contrapporre atteggiamenti reticenti e furbizie politiche e manageriali di corto respiro". "I lavoratori sapranno rispondere con la massima fermezza, a tutela dei livelli occupazionali e della propria professionalità, e non consentiranno a nessuno di imporre politiche industriali che vadano contro i loro interessi e contro quelli del Paese, favorendo al contrario posizioni particolaristiche", conclude il coordinamento delle segreterie.
Cessione del 9%
Mps è stata riammessa agli scambi in Piazza Affari dopo due stop consecutivi. Il titolo cede il 9,03% a 0,29 euro. Contrastate le altre banche, con Bpm (+2,68%) maglia rosa, seguita da Unicredit (+2,05%) e banco Popolare (+1,92%), mentre cedono Intesa (-0,18%) e Carige, congelata al ribasso.
Sileoni (Fabi): "Renzi si faccia rispettare in Europa"
"Verso il settore bancario italiano c'è un atteggiamento di netta chiusura da parte della Bce e della Commissione europea. Se lasciamo fare a dei burocrati che applicano solo formule matematiche, rischiamo che crolli l'industria bancaria italiana". Lo dichiara Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi, che poi chiede al presidente del Consiglio Matteo Renzi di farsi "rispettare e che intervenga in sede europea affinché per Mps si possa applicare la soluzione della good bank e bad bank". "È indispensabile che siano mantenuti gli attuali livelli occupazionali e l'italianità del Gruppo - conclude Sileoni parlando dell'istituto senese -. È necessario, inoltre, costruire le condizioni per un'aggregazione che crei valore per dipendenti, clienti e azionisti".
Il Movimento 5 Stelle: "I vertici si dimettano immediatamente"
"Davanti alle pressioni sempre più insistenti dei mercati, Mps non può aspettare i tempi del Governo e dell'Unione Europea, altrimenti è destinata al fallimento. Urge un segnale immediato agli investitori, e il più significativo sarebbe rappresentato dalle dimissioni del board dell'istituto". Lo affermano i deputati e senatori M5S delle commissioni Finanze di Camera e Senato. "E' evidente che anche sull'istituto senese le favole di Renzi stanno cominciando a scontrarsi con la realtà. Era il 21 gennaio 2016 quando il premier dichiarava a Porta a Porta che Mps era una banca risanata, con un bel brand e pronta ad accogliere nuovi partner. Nel giro di sei mesi da quelle dichiarazioni MPS ha perso più del 70% del suo valore azionario, con un tracollo del 13,99% nella sola giornata di ieri. Il titolo si è attestato a 0,32 euro e la capitalizzazione dell'istituto è scesa sotto il miliardo di euro, a quota 981 milioni", aggiungono i parlamentari M5S. "Il board si dimetta, e il Governo la finisca di vantare vittorie che tali non sono".
Vendite su bond subordinati, tonfo obbligazioni Mps
Non sono solo le azioni delle banche italiane a crollare in queste giornate di tensioni per il comparto bancario. Sotto pressione sono finiti anche i bond subordinati, sui timori che gli obbligazionisti, in ossequio alle regole del bail-in, siano chiamati a contribuire alla ricapitalizzazione delle banche in caso di intervento statale.
La banca più colpita è ovviamente Mps, con il titolo in scadenza a settembre del 2020, il cui circolante ammonta a 379 milioni di euro, che oggi cede - secondo i dati Bloomberg - il 10,4% a 77,5. Registrano un tonfo dell'11,3% a 76,7 anche il subordinato in scadenza ad aprile 2020 (quasi 370 milioni di euro in circolazione). Tonfo del 10,4% anche per le obbligazioni in scadenza a gennaio 2018 (104 milioni di circolante) mentre scivola del 6% a 82,5 il titolo in scadenza (369 milioni in circolazione).
Il fuggi fuggi non risparmia nessuno: il bond subordinato in scadenza a dicembre 2020 di Carige, uno degli istituti guardati con maggiore diffidenza dal mercato, è in calo del 5% a 92,2. Ma anche i titoli più rischiosi delle due principali banche italiane soffrono: l'additional tier bond (At1) da 1 miliardo di euro di Unicredit, il primo titolo ad essere impattato in caso di perdite che intaccano i requisiti di vigilanza, cede il 4,3% a 78,1 mentre quello perpetuo da 1,25 miliardi di Intesa, una delle banche più solide in Europa, scivola del 3,3% a 90,9.
"Se l'Italia vuole avviare una ricapitalizzazione sponsorizzata dallo Stato, allora dal punto di vista dei creditori la prima domanda è se useranno le regole del bail-in" ha commentato a Bloomberg Alexander Plenk, capo della ricerca sugli investimenti alla Bayerische Landesbank di Monaco di Baviera. "Un bailout tecnicamente richiede un bail-in, ma faranno di tutto per evitarlo".
Mps brucia al tri 200 milioni di capitalizzazione
Monte dei Paschi di Siena manda in fumo oltre 200 milioni di capitalizzazione in una seduta. Il titolo vale 777 milioni mentre ieri ne valeva 981 milioni.
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