Toscana Stato scrive al sindaco: "Sia chiusa l'attività del fratello del latitante"

"Abbiamo chiesto al Sindaco di Grosseto, con una lettera che alleghiamo a seguire, di agire immediatamente per salvaguardare la sicurezza e la legalità nel territorio del Comune di Grosseto, a seguito dell’arresto a Grosseto di un pericoloso latitante egiziano che a nostro avviso ha coperto in modo del tutto consapevole la latitanza del congiunto. Chiediamo al Sindaco di Grosseto di far chiudere immediatamente il negozio di questo signore e di espellerlo con i familiari dalla città, e chiediamo che il Sindaco, pubblico ufficiale, si attivi con la massima decisione presso gli altri poteri e le forze dell’ordine presenti in città, affinchè che si aprano estese e capillari indagini di ordine giudiziario e finanziario sulle attività di questi signori nella città di Grosseto, delle quali la nostra città farebbe davvero volentieri a meno: non ci serve la concorrenza di queste bande straniere: la Toscana è la terra dei toscani. Chiediamo inoltre al Sindaco di riprendere immediatamente in mano la questione aperta dal suo predecessore, che nel febbraio 2015 dichiarò tramite un allucinante comunicato stampa, insieme coraggioso e irricevibile in un paese civile, che “il Sindaco non aveva le leggi per far chiuderei negozi di frutta e verdura gestiti dagli egiziani nonostante che non pagassero tasse, multe e vendessero merce scadente così come certificato dalla ASL” perché la legislazione vigente non glielo permetteva: a nostro avviso una falsità, chiudono i negozi di italici e toscani per molto meno. Le chiedo di convocare la ASL per far accertare dal Febbraio 2015 in poi che cosa è stato fatto da quella autorità, come dalle altre, prefetto e questore in testa, affinchè, così come a nostro avviso risulta, la salute della popolazione non fossa messa a rischio.

Egregio Sig. Sindaco di Grosseto.

Nei giorni scorsi a Grosseto è stato arrestato un pericoloso criminale egiziano sul quale pendeva un ordine di cattura per diversi reati. Questo signore era venuto tranquillamente a Grosseto in visita al fratello, che gestisce un negozio di frutta e verdura. La stampa, sempre pronta a sbattere foto in prima pagina di toscani e italici, non cita chi è il fratello di questo criminale, non mostra foto, non dice dove questo signore ha la sua attività commerciale.

Le chiedo di informare, a nome della legalità e della sicurezza della popolazione, la comunità di Grosseto sull’identità del fratello di questo signore, e su dove sia la sua attività commerciale. Le chiedo inoltre, vista la chiara, inequivocabile, innegabile complicità di questo familiare nel coprire la latitanza del criminale del suo congiunto, di far chiudere immediatamente questa attività commerciale. Le chiedo inoltre di attivarsi come pubblico ufficiale presso Prefetto, Questore e Procura della Repubblica, per far inquisire tutte le persone che abbiano avuto a che fare con questo latitante e che ne hanno coperto la fuga. Esse persone, che fanno parte della rete etnico religioso familiare egiziana, che davvero pessima prova di se hanno dato e stanno dando nella questione dei negozi di frutta e verdura da loro gestiti, come quella del fratello del latitante, devono essere espulse dal nostro territorio, immediatamente. Le ricordo che la rete di negozi di frutta e verdura degli egiziani è gestita, come del resto ho saputo da una lettera a me indirizzata alla mia volta dal suo predicessero, da un egiziano residente a Civitavecchia".

Carlo Vivarelli, Toscana Stato Grosseto

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