Marchetti (FI): “Preoccupante la vicenda della nomina di Rinaldi della So&Co da parte del presidente Menesini”

Palazzo Boccella

Anch'io, come Menesini, ritenevo che la vicenda sollevata durante la scorsa campagna elettorale di Capannori sui legami fra Menesini e la So e Co fosse conclusa, anche se era per tutti visibile su internet il curriculum del sindaco di Capannori e ora presidente della Provincia nel quale dichiarava di avere lavorato per D33, società che una accurata visura camerale dimostra essere di proprietà di So e Co, che aveva intensi rapporti con il comune capannorese, attraverso diversi incarichi. Sinceramente mi ero fatto la mia idea, ma sono rimasto in silenzio.

Dopo quanto letto in queste ore, non posso tacere e esprimere tutto il mio sconcerto per quanto accaduto durante la cena di fine mandato della Fondazione Banca del Monte di Lucca. Scoprire che il presidente della Provincia ha nominato nell'organo di indirizzo della Fondazione di nuovo il suo (ex?) datore di lavoro, come testimoniano i documenti e le verifiche, è certamente una vicenda poco trasparente e degna di essere valutata a tutti i livelli.

Niente contro Rinaldi e la So e Co, ci mancherebbe, ma siamo di fronte almeno a un conflitto di interessi di notevoli proporzioni. Per molto meno sono state intraprese azioni giudiziarie molto pesanti, quindi credo sia opportuno che la questione sia trattata con la massima trasparenza e sia definitivamente chiarita.

Quello che sconcerta di più, come riportano le cronache, è che il suddetto Rinaldi abbia cambiato nel giro di pochi minuti versione, non dicendo quindi la verità, almeno nella fase iniziale delle domande incalzanti dei giornalisti presenti.

Se tutto è alla luce del sole, che bisogno c'era di dire delle bugie, correggendole subito dopo, come riportano le cronache che ho letto? Menesini deve comprendere che i cittadini, conoscendo le cose, possono avere dubbi sulla gestione complessiva dei migranti, visto che il loro arrivo e permanenza generano profitti a società e associazioni che non fanno nulla per nascondere i loro legami con partiti di governo e i loro esponenti.

È evidente che il problema esiste e chi come me ad Altopascio non li prende, non per cattiveria ma per seri motivi, interrompe una catena che genera milioni di euro e per questo viene attaccato. Fino a che ad Altopascio ci sarà questa amministrazione, non li accoglieremo. Se dovesse malauguratamente cambiare, immagino che verrà fatta a Altopascio quella tendopoli di cui si parlava a Camaiore e che i cittadini hanno impedito.

Insomma una questione spinosa che tradisce un modo di fare politica poco trasparente da parte di chi si ammanta di tali qualità e virtù, senza esercitarle veramente.

Su questo tema, naturalmente, seguiremo le vie istituzionali facendo una conseguente interrogazione.

Maurizio Marchetti, capogruppo di Forza Italia in consiglio provinciale

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