
100 banchini in tutta la Toscana per dire 'No' alla riforma costituzionale. E' l'iniziativa promossa per i prossimi 2 e 11 giugno da Sinistra Italiana che rilancia il proprio impegno per il referendum costituzionale con due giornate di raccolta firme e informazione che coinvolgeranno numerose città della nostra regione.
La mobilitazione è stata lanciata questo pomeriggio nel corso della riunione regionale del Comitato Promotore toscano di Sinistra Italiana, alla quale ha preso parte anche il deputato Stefano Quaranta, membro della Commissione Affari costituzionali della Camera.
"La Costituzione non è una legge qualsiasi, è la Carta messa a fondamento della Repubblica nata dalla Resistenza - osserva Daniela Lastri, membro del coordinamento regionale di Sinistra Italiana - Cambiarla si può, ovviamente, anzi si deve, ma in senso opposto a quello della riforma Renzi-Boschi, e con il concorso della grande maggioranza del popolo italiano e dei suoi rappresentanti. Cattive leggi si cambiano in un giorno, le Costituzioni no, ed è per questo che una pessima riforma costituzionale, perfino confusa e scritta malissimo, non può che essere respinta. E una buona riforma è possibile solo se viene tolta di mezzo quella che viene proposta".
"Al contrario di ciò che vuol far credere Renzi - prosegue Lastri - nessuna conseguenza negativa verrà dalla vittoria del NO, anzi tutta la politica italiana sarà spinta a cambiare finalmente direzione, dopo anni di chiacchiere e di misure che non hanno portato alcun miglioramento nella vita quotidiana delle persone, riducendo diritti, non creando buona occupazione, peggiorando l’intervento pubblico nella scuola e nella sanità. La vittoria del NO restituirà invece valore ai bisogni e alle legittime aspirazioni dei cittadini e darà una possibilità concreta di uscire finalmente dalla crisi con più democrazia, rappresentanza e partecipazione".
"Le ragioni che ci portano a opporci sono molteplici e tutte di merito - osserva l'on. Stefano Quaranta - Siamo di fronte ad una riforma che non semplifica, con il Senato che diventa un imbarazzante dopolavoro di consiglieri regionali e sindaci, segnando un passaggio dal bicameralismo perfetto a un bicameralismo confuso. Non interviene sui costi della democrazia: restano invariati gli stipendi, si taglia solo il numero degli eletti. E lo si fa in modo scriteriato, dal momento che 100 dopolavoristi non potranno mai controllare le leggi di 630 deputati. La nostra proposta prevedeva 400 deputati e 200 senatori a tempo pieno e tutti eletti dai cittadini".
"In Italia - dice ancora Quaranta - esiste un problema di scarsa velocità nell'approvazione delle leggi che interessano ai cittadini, non il fatto che si facciano poche leggi. E, del resto, come può Renzi dire che mai si sono approvate tante riforme come da quando c'è lui alla guida del Governo e poI lamentarsi per le presunte lungaggini del bicameralismo? Le ragioni di chi sostiene la riforma sono inconsistenti e demagogiche e deve essere chiaro ai cittadini di avere di fronte una modifica della legge elettorale e della Costituzione che mutano la forma di governo, istituendo nei fatti una sorta di furbesco e non dichiarato presidenzialismo senza contropoteri: elezione diretta del premier al ballottaggio, premier che si nomina gran parte degli eletti alla Camera, Senato fatto da ceto politico locale deciso dai partiti, accentramento dei poteri sul governo sia nei confronti del parlamento che delle regioni. Una riforma tragicomica, comica per alcuni aspetti paradossali e contraddittori, tragica perchè istituisce l'uomo solo al comando, una riforma alla quale i cittadini diranno NO".
Fonte: SEL-Sinistra Italiana
Notizie correlate
Tutte le notizie di Toscana
<< Indietro





