Incidente sul lavoro a Piana di Noce, Cobas: "Non c'è niente di accidentale"

La Corte di Cassazione Penale, con sentenza n. 34289 del 6 agosto 2015, ha ritenuto responsabili le figure preposte all'osservanza delle norme antinfortunistiche di un'impresa, che si stava occupando di erigere n muro in un capannone per un'altezza pari a 3,5 metri e dal quale era derivato l'infortunio di un lavoratore. La responsabilità è stata ravvisata nella mancata previsione di protezioni tali da prevenire il rischio di caduta dall'alto dei lavoratori.

Probabilmente un caso analogo è accaduto nella zona industriale di Piana di Noce sabato scorso con un operaio caduto e ora ricoverato in gravi condizione all'ospedale di Pisa.

Eppure la normativa antisicurezza non ammette errori, basta solo applicarla e predisporre  un cantiere con le protezioni adeguate che ovviamente ha un costo economico che numerose aziende vanno aggirando trovando operai disposti per pochi euro a mettere a rischio la loro vita.

Una condizione sempre più diffusa con i lavoratori di edilizia sottoposti ad un ribasso senza precedenti, una guerra tra poveri che ha abbassato non solo il costo della manodopera ma ridotta la soglia di attenzione verso la sicurezza e reso più debole il potere di acquisto e di contrattazione degli operai edili il D.Lgs. n. 81/2008, prevede all'art. 122 che per i lavori in quota bisogna avvalersi di adeguate impalcature, ponteggi, opere previsionali o precauzioni che eliminino i pericoli di caduta delle persone o cose.

Inoltre, con la riforma del Testo Unico di Sicurezza ad opera del D.Lgs. n. 106/2009, il legislatore ha previsto una maggiore cautela per i lavori da eseguire ad un'altezza superiore ai 2 metri, con la finalità di prevenire il rischio di cadute.

Per quanto ne possano dire, la caduta dell'operaio, a cui auguriamo una pronta guarigione, di accidentale non ha nulla.

ConfCobas Pisa

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