Chiusura dello spaccio agricolo, Romano (FI): "Amministrazione co-protagonista in negativo"

Giuseppe Romano

"E’ da farsi risalire ai primi giorni di marzo la notizia della chiusura del punto di spaccio agricolo filiera corta, annunciata da un comunicato dell’amministrazione comunale. La chiusura in questione è avvenuta dopo appena un anno e quattro mesi dall’inaugurazione, risalente all’ottobre del 2014.

Il progetto, pensato per sostenere i prodotti di «filiera corta», aveva beneficiato di un contributo della Regione Toscana le cui modalità di corresponsione e il cui ammontare l’interrogazione da me proposta mira ad accertare.

La presenza di un finanziamento regionale, la concessione di uno spazio centralissimo come i locali dell’ex farmacia comunale siti in Via II Giugno angolo Corso Matteotti, la circostanza della sbandierata concessione di un canone di locazione a prezzo calmierato, (la cui effettiva consistenza l’interrogazione mira comunque ad accertare), pongono dei consequenziali interrogativi in ordine alle effettive ragioni che hanno determinato il fallimento dell’iniziativa.

Viceversa, l’esito positivo del progetto, oltre che tradursi in una importante occasione commerciale per le aziende partecipanti, avrebbe nel contempo rappresentato una più che encomiabile occasione di usufruizione di prodotti locali da parte della generalità dei cittadini e non solo di essi. D’altro canto, l’esito negativo della vicenda non può che involontariamente tradursi in un beneficio per la grande distribuzione che continua per questa stregua a non subire la concorrenza di alcun tipo di attività similare, il tutto a discapito delle tasche dei consumatori.

Le aspettative legate a questa iniziativa, unitamente alle condizioni apparentemente di favore che avevano accompagnato la sua gestazione, non possono che alimentare dubbi e perplessità in ordine alle modalità e ragioni ultime che ne hanno determinato il fallimento.

Quanto detto anche in considerazione del fatto che l’amministrazione all’esito dello sconfortante epilogo della vicenda in questione, ha incredibilmente deciso di procedere alla alienazione dei centralissimi locali in cui tale attività era iniziata, “in maniera tale da reimpiegare quei proventi per finanziare le opere pubbliche necessarie».

Tale ultima decisione, che lo scrivente ha osteggiato in Consiglio Comunale, si traduce quantomeno in una aperta sconfessione dei propositi originariamente manifestati dall’Amministrazione stessa. La possibilità da me prospettata di utilizzare i locali in funzione turistica aveva infatti trovato riscontro nel comportamento fattivo dell’amministrazione medesima, poiché all’interno dei locali, oltre a prodotti sia freschi che confezionati, c’era anche un punto informazioni con materiale turistico.

Si assiste quindi alla presa d’atto del fallimento dell’ennesima iniziativa “pubblica” della quale l’amministrazione non può certamente dirsi del tutto estranea, alla quale fa seguito la dismissione dell’immobile su cui la stessa era stata infruttuosamente intrapresa.

L’interrogazione tra le altre cose mira quindi ad accertare le ragioni di tale triste epilogo, unicamente al conseguimento delle notizie utili pertinenti la destinazione e l’impiego delle somme costituenti il finanziamento conseguito.

La grave crisi economica in atto, le difficoltà degli esercenti attività commerciali, le stesse tasche dei cittadini oberati da una tassazione e da una crisi insostenibile della quale, contrariamente ai giochi di prestigio renziani, non se ne intravede un realistico sbocco, impongono quella chiarezza e quella trasparenza troppo spesso solo sbandierate come facciata.

Solo all’esito dei chiarimenti, e nei limiti in cui gli stessi verranno da chi di dovere adeguatamente forniti in Consiglio Comunale, sarà possibile trarre le definitive conclusioni sull’ennesima vicenda che vede l’amministrazione in carica quantomeno co-protagonista in negativo".

 

                                                                                        


Giuseppe Romano, Consigliere Comunale Forza Italia Certaldo

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