Unione dei Comuni, PSI e Rifondazione al PD: "Troppa fretta con lo statuto"

I consiglieri comunali del Gruppo Misto ( Partito socialista italiano e Partito Rifondazione Comunista ) di Montopoli Valdarno intervengono sullo statuto dell'Unione dei Comuni della Zona del Cuoio.

 

E’ SPIEGABILE LA FRETTA DEL PD DI APPROVARE LO STATUTO DELL’UNIONE DEI COMUNI.

Si vuole, da parte del Partito Democratico, dare seguito (in maniera molto approssimativa) al nuovo corso, all’inversione di tendenza che la segreteria nazionale di Matteo Renzi vorrebbe dettare a proposito di una razionalizzazione della spesa pubblica.

RAZIONALIZZAZIONE non semplicemente auspicabile, ma obbligatoria per chi ha responsabilità nella gestione della cosa pubblica. È comunque apprezzabile che anche il PD abbia maturato l’idea che problematiche come ambiente, salute e scuola hanno possibilità di soluzione solo se dibattute in ambito comprensoriale.

Viene facile ricordare le accese discussioni fra PD e PSI nelle riunioni di maggioranza quando i Socialisti ne facevano parte.

 

MERCOLEDI 8 GENNAIO 2014, anche a Montopoli, si svolgerà il Consiglio Comunale con ODG l’istituzione e approvazione dell’atto costitutivo e statuto dell’Unione de Comuni del Valdarno Inferiore; per la delicatezza e l’importanza dell’argomento della discussione, il Gruppo Misto (PdRC - PSI) parteciperà con entusiasmo alla discussione e chiederà il RINVIO dell’approvazione, a data da concordare collegialmente, richiedendo di approfondire l’argomento direttamente con il legislatore, ossia la Regione Toscana.

Contemporaneamente richiederanno di avviare una consultazione tra i cittadini o un referendum secondo quanto previsto dallo Statuto Comunale e dal regolamento comunale “Partecipazione dei cittadini e delle associazioni”.

I MOTIVI PER CUI SOCIALISTI E COMUNISTI HANNO MATURATO LA PROPOSTA DI RINVIO SONO N° 3:

1) l’etica politica impone che le ‘regole’ di quattro comunità si possono cambiare solo dopo un lungo processo partecipativo delle comunità stesse e da tutte le forze politiche che le rappresentano; non solo dall’attuale maggioranza;

2) siamo a pochi mesi dalle elezioni dei nuovi C.C. ma non sappiamo se oltre alla forze politiche tradizionali, a rappresentare in Consiglio i cittadini montopolesi ci saranno nuovi partiti o movimenti politici. Pensiamo per esempio al Movimento 5 Stelle, il quale avrà il diritto-dovere di partecipare al cambiamento delle regole,

3) l’obiettivo che vogliamo raggiungere tutti insieme e la reale razionalizzazione della spesa pubblica e la riqualificazione dei servizi.

Il tema delle aggregazioni di comuni è un tema che non può essere affrontato al di fuori di un progetto di riassetto istituzionale generale.

Il tema principale è unire o fondere i comuni perché siano realmente capaci di governare il territorio e promuovere sviluppo sia economico che sociale e non solo perché spendono meno.

A che servono dei comuni che riducono tutte le spese, consulenze, progetti, personale, servizi ma poi sono residuali e inefficaci nel creare occasioni di sviluppo e di crescita soprattutto per i giovani, le famiglie e le imprese. Si può spendere poco ma spendere molto male semplicemente perché non si raggiungono risultati importanti per il territorio che si vorrebbe governare.

Certo che è fondamentale non sprecare, ma ancora più importante è avere idee, progetti, metterli in campo, attivare su di essi tutte le risorse disponibili su un territorio e in questo modo dare un supporto decisivo alla capacità di cavarsela in questo mondo sempre più complesso e competitivo in cui persone e aziende devono comunque cimentarsi. Allora è importante capire se l’unione o la fusione di comuni consente di contare di più, raggiungere risultati migliori, sviluppare progetti più innovativi, essere più autonomi e capaci di determinare il futuro della propria comunità.

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