Un cordiale saluto a Tutti!
Siamo di fronte all'ennesimo week-end variabile, con una domenica destinata a dimostrarsi instabile, specialmente nella sua seconda parte, guastando la festività del 1° maggio. Paradossalmente si tratterà dell'ultimo scotto da pagare prima che la primavera nella sua fase più stabile, torni a manifestarsi alle nostre latitudini, apportando gradualmente anche un significativo rialzo delle temperature.
Scendiamo nel dettaglio previsionale con la giornata di domenica, quando quel che resta del residuale nucleo artico, in quota sull'Europa Centrale, scivolerà verso il Mediterraneo, andando a formare entro metà giornata, quel minimo barico segnalato sulla mappa. Decisivo come sempre in questi casi l'esatta collocazione, per trasformare una giornata instabile in qualcosa di meno variabile, magari accompagnata "soltanto" dalle raffiche cicloniche in seno alla depressione.
Al momento, i modelli concordano per una mattinata variabile ma senza fenomeni degni di nota, delineando poi nel pomeriggio, la comparsa delle precipitazioni, prediligendo le zone interne a quelle costiere, a causa di una formazione ipotizzata del minimo non ottimale per coprire l'intera regione. Aggiungiamo che si tratterà comunque di fenomeni a carattere di rovescio, difficilmente di lunga durata, e dagli accumuli se non in alcuni localizzati casi decisamente minimi.
Conferma della velocità connessa al successivo spostamento del minimo barico verso sud-est, il fatto che già dalla mattinata di lunedì' entreranno le fresche correnti da nord-est, favorite dalla rotazione antioraria del centro depressionario, spazzando via dal pomeriggio, anche le ultime residuali nubi, addossate sui rilievi.
Con martedì, ecco giungere il definitivo sigillo alla stabilità, con l'espansione da ovest di una propaggine anticiclonica che possiamo definire "ibrida", ovvero in parte di tipo azzorriano ed in parte afro-mediterranea, destinata con le giornate successive a rafforzarsi e spingersi verso l'Europa centro-orientale.
Chiusura dello step previsionale, con una netta affermazione anticiclonica estesa fino alla Russia Occidentale, fondendo l'anticiclone Europeo con quello mediterraneo ed obbligando il flusso depressionario a sprofondare davanti alla penisola Iberica, preludio ad un successivo peggioramento che i modelli a lungo termine indicano all'inizio della seconda decade di maggio.
Le temperature dopo il brusco calo di domenica, saliranno nuovamente al di sopra dei 20 C°, con punte successivamente ampliate oltre i 25-26 C° in un contesto godibile, al momento senza troppi eccessi.
Togliendo dal tavolo l'effimero peggioramento di domenica, la primavera si riappropria di quella dinamicità che nella sua seconda parte stagionale, vira sempre più, verso una maggiore stabilità, facendo contenti per una volta caldofili e freddofili, visto che le temperature "stranamente" si manterranno salvo qualche localizzato caso entro le medie del periodo.
Baldacci Gordon









