
Nei giorni scorsi è giunta la presa di posizione del deputato PD di zona Dario Parrini riguardo al referendum di domenica prossima sulle trivelle. Dobbiamo riconoscere che su di un punto siamo d'accordo con lui, quando suggerisce di "parlare del merito".
Peccato che proprio il merito sia il grande assente nelle argomentazioni usate sia dall'onorevole stesso che dal resto del suo partito in questa campagna referendaria, merito sostituito da slogan banali e spesso fuorvianti.
È banale infatti minacciare di dover fare a meno, dal giorno dopo, del petrolio e del gas estratto dalle trivelle in mare quando, come dovrebbe sapere il deputato PD, con il SI andiamo ad impedire il rinnovo a vita delle licenze, non ad interrompere quelle in corso.
Inoltre Parrini dovrebbe dire anche che il petrolio estratto con le trivelle copre comunque solo l'1% del consumo nazionale e il gas il 3%. Per capirsi si stimano riserve sotto i fondali italiani che, nel caso dovessimo contare solo su quelle, darebbero gas per soli 6 mesi e petrolio addirittura per sole 7 settimane!
Per non parlare poi dei posti di lavoro che sarebbero messi a rischio nel settore trivellazioni che sono una minima parte rispetto a quelli che ha messo a rischio il suo governo con la riduzione degli incentivi alle energie rinnovabili, distruggendo un settore da 100.000 addetti.
Per quanto riguarda l'astensione dal voto, quella presa dal PD e del suo parlamentare, riteniamo sia una posizione ipocrita e pericolosa. È inutile argomentare in punta di diritto sulla legittimità o meno del non voto, in una situazione di distacco degli elettori come quella che viviamo in Italia in questi anni, combattere un referendum con l'astensione vuol dire ipocritamente tentare di accaparrarsi come favorevoli alla propria causa pareri che assolutamente non lo sono.
Fa male Parrini a solleticare la pancia di chi non crede più alla politica suggerendo, indirettamente tra le righe, di non andare al voto, badando solo al proprio interesse di parte e del momento; chi non va a votare non ha più stima delle istituzioni e dei politici, Parrini incluso.
Vedremo infine con che "coerenza", l'onorevole, a ottobre inviterà al voto per il referendum costituzionale, quando lì il quorum per nascondersi non ci sarà.
Fonte: Movimento 5 Stelle Empolese-Valdelsa
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