
"La Banca d'Italia non propose l'amministrazione straordinaria di Mps in quanto non sussistevano i presupposti per l'adozione di tale provvedimento". Lo scrive la Banca d'Italia in una lunga e dettagliata risposta a vari quesiti presentati dalla commissione di inchiesta del Consiglio regionale della Toscana su Mps, presieduta da Giacomo Giannarelli. La commissione aveva chiamato in audizione il governatore di Bankitalia Ignazio Visco che non potendosi presentare ha comunque acconsentito a rispondere alle domande formulate in forma scritta. "Si fa innanzitutto presente che la Banca d'Italia aveva promosso - si legge ancora -, man mano che le evidenze cartolari e ispettive avevano posto in luce la debolezza di taluni profili tecnici, significative carenze organizzative e un assetto manageriale inadeguato, interventi di crescente intensità".
In particolare, "in data 15 novembre 2011 il Direttorio della Banca d'Italia aveva convocato i massimi vertici di Mps e della Fondazione al fine di metterli di fronte alle proprie responsabilità e richiedere a Mps una rapida e netta discontinuità nella gestione aziendale. Successivamente Mps risolse il rapporto con il Direttore generale, Vigni. Il 12 gennaio 2012 Viola fu nominato direttore generale. In occasione dell'assemblea del 27 aprile 2012 la maggior parte dei membri del Consiglio di amministrazione e del Collegio sindacale furono sostituiti.
L'avvocato Mussari non ripresentò la candidatura per il ruolo di presidente". Secondo Banca d'Italia "quanto a un eventuale provvedimento di amministrazione straordinaria, per quel che concerne la situazione patrimoniale di Mps, i coefficienti patrimoniali della banca erano ben al di sopra dei minimi regolamentari tempo per tempo vigenti". Quanto alla domanda della commissione in merito all'acquisizione di Antoveneta, su "come mai non è stata rilevata l'incongruenza del prezzo pagato per mezzo di bonifici miliardari anche con il prezzo pubblicamente annunciato? Chi ha approvato l'acquisto?", Banca d'Italia risponde che "l'operazione fu autorizzata perché conforme ai criteri previsti dalla normativa, avendo riguardo tra l'altro all'adeguatezza patrimoniale di Mps e alla sostenibilità dell'acquisizione". Inoltre "la decisione in merito all'acquisizione di Antonveneta fu assunta collegialmente dal Direttorio, come previsto dal quadro normativo vigente all'epoca dei fatti".
Il presidente della commissione di inchiesta del Consiglio toscano su Mps Giacono Giannarelli (M5s) ringrazia, in una nota, "Ignazio Visco per aver risposto alle nostre domande: un contributo utile alla ricostruzione storica di quanto accaduto nello scandalo Monte dei Paschi, con particolare riguardo alle azioni delle autorità di vigilanza". "Certo - aggiunge - inquieta leggere in questa auto-assoluzione di Banca d'Italia che, fino alla ricezione dalla Procura di Milano del mandate agreement relativo ad Alexandria, per l'istituto la situazione della banca accertata dai suoi ispettori non era sufficiente a determinare scelte conseguenti da parte dei vertici". Secondo Giannarelli "il mandate agreement fu ufficialmente trovato da Viola il 10 ottobre 2012, mentre, come ricordato da Visco nella sua risposta, Consob contesta i bilanci Mps solo l'11 dicembre 2015. Perché solo la Procura chiese questo documento alla Banca e perché si agì con un tale ritardo? Lo avremmo chiesto a Visco, se fosse venuto in audizione". Per l'esponente M5s "forse queste domande troveranno risposta nella Commissione d'Inchiesta parlamentare che come M5S chiediamo da sempre e auspichiamo sia attivata quanto prima. Un atto dovuto a tutela di chi ha pagato un prezzo altissimo per queste azioni, penso ai risparmiatori truffati e ai lavoratori di Fruendo, e della verità".
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