
"L'annunciata, e oramai formalizzata, uscita di 4 comuni dall'Unione Valdera (Chianni, Lajatico, Peccioli e Terricciola), insieme alla necessaria ridefinizione delle funzioni e dei servizi anche dei comuni che restano, stante l'obbligo di legge di associare quasi tutte le funzioni degli enti sotto i 5mila abitanti, preoccupa gravemente sotto vari aspetti.
Vanno ammessi alcuni punti deboli sul versante organizzativo: non sempre l'Unione ha migliorato la qualità dei servizi (per esempio nei servizi educativi e in quelli di polizia i cittadini non hanno visto né una vera unificazione né una effettiva razionalizzazione); spesso non ha chiarito il confine tra le proprie competenze e quelle dei singoli comuni; si è dotata di un apparato dirigenziale eccessivo.
Negli otto anni dalla sua fondazione l'Unione ha effettivamente adottato un modello organizzativo che ha reso marginale il ricorso alle esternalizzazioni. Di contro ha fatto eccessivo uso di personale precario assunto direttamente, che non va dimenticato in questo difficile passaggio.
L'Unione Valdera ha attualmente alle proprie dipendenze 165 unità a tempo indeterminato di cui 139 derivanti dal passaggio diretto dai comuni associati e 26 derivanti da nuove assunzioni (incluse mobilità).
Gli Enti recedenti, come previsto da Statuto, saranno tenuti a ricollocare all'interno della loro dotazione organica i dipendenti che a suo tempo furono trasferiti all'Unione Valdera insieme alle funzioni; ma resta il problema dei nuovi assunti, la cui sorte è definita dalle norme locali solo in linea di principio.
Come organizzazione sindacale poniamo l'accento sulla tenuta occupazionale dell'Unione, anche riguardo ai dipendenti “stabili”.
Riteniamo quindi fondamentali:
riorganizzazione del sistema dei servizi dell'attuale Unione Valdera in termini di efficienza, efficacia ed economicità a seguito del riassetto delle funzioni che inevitabilmente dovrà essere effettuato, unico modo per garantire a tutti i dipendenti il mantenimento del posto di lavoro in un contesto economico e politico di continue riforme restrittive.
Mantenimento dei livelli occupazionali.
Soluzione definitiva riguardo al personale comandato da ormai troppi anni.
Contrarietà a qualunque forma di esternalizzazione di servizi".
Fonte: FP Cgil Pisa
Notizie correlate
Tutte le notizie di Pontedera
<< Indietro





