Case Passerini, il M5S: "L'Unione Europea ha chiesto la valutazione ambientale sul progetto"

Il progetto dell'inceneritore di Case Passerini

E' sparito il conto alla rovescia dal sito www.qthermo.it nel quale si prevedeva che l'inceneritore di Firenze dovesse essere già attivo. Speriamo che non torni più" - dice Marco Affronte, Europarlamentare del Movimento 5 Stelle, che presenta la risposta ad un'interrogazione rivolta alla Commissione Europea - "Il Commissario Karmenu Vella ci ha risposto chiaramente dicendo che la Valutazione Ambientale debba essere fatta sul progetto definitivo dell'opera, cosa che in questo caso non è stata fatta. Ci sembra un fatto sul quale insistere per chiedere una nuova valutazione. Consideriamo anche che la Commissione ha risposto ribadendo che "le autorità nazionali competenti devono valutare il potenziale impatto negativo sull'ambiente di una nuova installazione prevista, tenendo conto delle emissioni e degli effetti cumulativi con altri progetti esistenti o futuri nel settore, e le possibili soluzioni alternative". Bene: il Commissario dice di non avere dati sufficienti per ravvisare violazioni di questo principio, ma secondo i Comitati e i nostri esponenti sul territorio studiando le carte accuratamente gli effetti cumulativi non sono stati presi in considerazione..."

"E' così, gli effetti cumulativi non sono stati presi in considerazione" - dice Giacomo Giannarelli, M5S, Vicepresidente della Commissione Ambiente nel Consiglio Regionale della Toscana - "e in più vediamo che nella risposta la Commissione ha liquidato con una frase di rito le nostre rimostranze sull'impatto ambientale delle emissioni delle automobili. Tutti sappiamo dello scandalo Volkswagen, e di come siano coinvolte anche altre Case Automobilistiche. Dunque, le Valutazioni Ambientali sono fatte usando i numeri teorici delle emissioni dichiarate dalle ditte produttrici di auto, calcolando quindi sulla carta un impatto ambientale che - nella realtà - è totalmente differente. Ci sembra superficiale liquidare così la questione. La Piana di Firenze" - prosegue Giannarelli - "è una zona nella quale si concentrano e si concentreranno molte criticità ambientali che vanno valutate nel loro insieme a tutela della salute dei cittadini."

"Grazie a Marco Affronte abbiamo potuto verificare anche un altro fatto molto importante" - dice Alberto Zolezzi, Deputato M5S - "che il Governo non ha ancora provveduto a modificare la normativa sul Fattore di correzione Climatico relativo all'efficienza dell'incenerimento. Abbiamo conferme dalla Commissione Europea che l'indagine aperta ormai due anni fa a carico dell'Italia è ancora in corso. Il Ministro Galletti  promise in Commissione, ormai oltre un anno fa, che avrebbe provveduto al più presto. Ma non lo ha fatto. Multa in arrivo?"

ECCO LA RISPOSTA DELLA COMMISSIONE EUROPEA

IT

E-014952/2015

Risposta di Karmenu Vella

a nome della Commissione 

Nell'ambito della procedura VIA, le autorità nazionali competenti devono valutare il potenziale impatto negativo sull'ambiente di una nuova installazione prevista, tenendo conto delle emissioni e

degli effetti cumulativi con altri progetti esistenti o futuri nel settore, e le possibili soluzioni alternative.

Tuttavia, dalle informazioni fornite dall'onorevole parlamentare non emergono prove di errori o mancanze da parte del promotore di progetto/delle autorità nazionali competenti nel tener conto e valutare tali potenziali effetti negativi. Tale conclusione vale anche per la presunta violazione della Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti.

La direttiva VIA non specifica in quale fase della procedura di autorizzazione il progetto deve essere valutato. Tuttavia, a prescindere dalla fase prescelta, deve essere garantita l'esatta corrispondenza tra il progetto valutato e il progetto per il quale l'autorizzazione è concessa.

Per le installazioni che rientrano nell'ambito di applicazione della direttiva sulle emissioni industriali e che svolgono un'attività che comporta l'utilizzo, la produzione o lo scarico di sostanze pericolose, l'articolo 22, paragrafo 2, obbliga i gestori a presentare una relazione di riferimento prima della messa in servizio o prima dell'aggiornamento dell'autorizzazione rilasciata per l'installazione, per la prima volta dopo il 7 gennaio 2013. La direttiva VIA non stabilisce che la relazione di riferimento debba essere inserita nella documentazione relativa alla valutazione di impatto ambientale.

La Commissione è pienamente consapevole del fatto che i veicoli diesel Euro 6 determinano il superamento dei limiti delle emissioni di NOx in condizioni di guida reali. La Commissione ha invitato gli Stati membri a svolgere indagini e a prendere tutte le misure necessarie per assicurare che i dispositivi di manipolazione, vietati ai sensi del diritto dell'UE, non vengano installati (o vengano eliminati qualora fossero stati installati) e i responsabili adeguatamente sanzionati. 

* Come previsto dalla direttiva 2011/92/UE concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati, ("direttiva VIA"), GU L 26 del 28.1.2012, pag. 1.

* Direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, relativa alle emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate.

Fonte: Ufficio Stampa Marco Affronte

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