
Don Pierfrancesco Amati, parroco di Certaldo, saluta il Natale ed interviene parlando ai volontari della Misericordia:
Nel periodo natalizio si moltiplicano le richieste di raccolte di fondi per qualsiasi iniziativa a sfondo benefico fino a giungere al momento ‘magico’ dei regali che riguardano i più piccoli ma tantissimo anche i grandi. La crisi sta riducendo la portata di questo fenomeno ma assolutamente non può e non vuole eliminarlo. Ma per quale motivo c’è questo concentrato di bontà in questo periodo dell’anno? Io credo che ancora una volta tutto parta proprio dalla parola ‘Natale’. Questa festa infatti, celebrata in tanti luoghi anche non cristiani e sempre più osteggiata nei paesi a lunga tradizione cristiana, ci ricorda e ci fa vivere nuovamente il fatto che è alla base della nostra fede: l’Incarnazione di Gesù Cristo. Questo evento che non è riducibile a quanto accaduto circa duemila anni fa, continua a sorprendere quanti si pongono con cuore aperto di fronte ad esso. Non si tratta di ricordare un evento successo nel passato ma per la specificità del cristianesimo si tratta di vivere qualcosa che riaccade nel presente, un fatto che si pone come un dono totale e gratuito per la nostra povera umanità sfinita dal male che ci circonda da ogni parte.
Allora sono due le questioni: un fatto che riaccade nel presente e che è totalmente gratuito oltre che estremamente gradito e necessario. Un fatto che riaccade nel presente: se Cristo Gesù fosse relegato unicamente nel passato non sarebbe per nulla interessante per noi chiamati a vivere nel ventunesimo secolo. La pretesa che Gesù ha è quella di essere il Figlio di Dio che è diventato uomo e quindi Colui che ci salva, ma se non fosse in qualche modo contemporaneo a noi come potremmo verificare se la sua pretesa è fondata oppure no? E’ solo perché continua ad essere presente che noi possiamo incontrarlo e quindi accorgerci se la sua pretesa ha fondamento oppure se è pura fantasia. La fede nasce dall’incontro con Gesù presente e coincide con la nostra risposta al suo irrompere nella nostra vita. Si tratta di un fatto gratuito: la cosa più evidente è che nessuno di noi ha meritato che accada questo incontro, si tratta di una pura grazia che ci ha coinvolto.
Le modalità con la quale Cristo è entrato nella nostra vita è ‘gratis’. Se da una parte questo ci riempie di stupore e ci fa esultare continuamente, dall’altra ci fa essere pieni di gratuità nei confronti degli altri. La generosità non nasce spontanea in noi ma come risposta alla generosità di cui ci scopriamo oggetto. Qualcuno, Dio, è stato e continua ad essere generoso con noi e questo si traduce nella nostra generosità con gli altri, bisognosi come noi. Il punto più alto della generosità di Dio, che passa attraverso l’Incarnazione di Gesù, è la sua capacità di perdono così noi peccatori siamo trasformati in testimoni delle grandi opere di Dio. Questo perdono ha un nome per noi particolarmente significativo: Misericordia. Buon Natale.
Fonte: Don Pierfrancesco Amati, parroco di Certaldo e Correttore della Misericordia
Notizie correlate
Tutte le notizie di Certaldo
<< Indietro





