Biodiversi, Mancuso in Comune: "L'agricoltura di oggi è insostenibile"

Il sistema di produzione industriale affermatosi con il capitalismo non regge più. Serve ripensare il nostro stile di vita e adeguarlo al mondo che ci circonda, fatto di risorse finite. Ricercare una nuova armonia con la natura e nella natura. Parte da questi presupposti l'interessante dialogo tra il neurobiologo Stefano Mancuso e il gastronomo (così lui stesso si definisce) Carlo Petrini messo nero su bianco nel libro “Biodiversi” (Giunti editore), che nei giorni scorsi è stato presentato presso il municipio di Montespertoli di fronte a una foltissima platea.

Con un fertile scambio di idee tra scienze gastronomiche e scienze botaniche, i due autori hanno tracciato scenari da cui ripensare la vita sul Pianeta: il principio che le piante sono organismi viventi complessi e sofisticati si interfaccia con la visione che mette il cibo e l'agricoltura al centro di un progetto di salvaguardia della vita umana, del cibo buono, pulito e giusto.

Un dialogo che ci esorta a far interagire l'intelligenza umana e quella vegetale. Per sancire un nuovo patto tra l'uomo e la nostra Madre Terra. “La nostra posizione nei confronti della natura finalmente comincia a essere messa in discussione - ha detto Mancuso - Stiamo diminuendo a poco a poco il nostro impatto nell'ambiente”. Mancuso, nel corso della presentazione ha lanciato diverse provocazioni, mettendo a confronto l'uomo e le piante, che hanno acceso il dibattito con il numeroso pubblico presente in sala.

"A differenza del mondo vegetale - ha proseguito il neurobiologo - noi possediamo gli organi che sono sicuramente molto efficienti ma sono anche il nostro punto debole. Un'efficienza che paghiamo in termini di vulnerabilità. Perché basta che venga meno uno degli organi per arrivare alla morte. Le piante hanno le nostre stesse funzioni, pur non avendo organi. Respirano, mangiano, digeriscono ma non hanno polmoni o stomaco. E allora bisogna guardare al mondo delle piante come una possibilità di esempio per la costruzione del nostro futuro”. Altro punto debole dell'umanità secondo l'autore è l'organizzazione verticistica della società in cui viviamo.

E tanto più è accentuata tale forma di organizzazione, tanto più debole sarà la società, perché se cade la testa del sistema, inevitabilmente collassa tutto. “La nostra è una struttura statica che non è in grado di evolvere - ha sostenuto Mancuso - Invece le piante sono un modello completamente diverso, evoluto per decentralizzare ciò che gli animali hanno centralizzato. Sono un'organizzazione diffusa in cui ogni piccolo gruppo ha un'autonomia completa. Meno efficiente ma più in grado di evolversi”.

Andando più nello specifico di temi come la salvaguardia della biodiversità, la promozione dei prodotti a km zero, della filiera corta, il ritorno alla terra e all'agricoltura di un tempo, Mancuso è chiaro: “L'agricoltura di oggi è insostenibile perché per il profitto di pochi si stanno terminando le risorse di tutti. Ma ora la pacchia è finita. E le prossime sfide dell'uomo saranno tutte scientifiche, per cercare di porre rimedio ai danni che stiamo provocando”.

Per Mancuso, però, il problema è anche l'approccio alle innovazioni. “Purtroppo queste questioni vengono affrontate in maniera scorretta e un caso emblematico è rappresentato dagli ogm e dalle storie che sono state costruite su di essi. Che facciano male alla salute è una stupidaggine. Non ci sono lavori che dimostrano come l'ingestione di un ogm possa far male. È solo uno strumento scientifico, che può essere usato bene o male. Se prendiamo un martello, ad esempio, sappiamo che è utile per piantare chiodi ma sappiamo anche che può essere pericoloso se usato per colpire qualcuno.

Ciò non significa che dobbiamo bandire il suo utilizzo. Ecco allora possiamo dire che l'opposizione agli ogm può essere consentita solo quando vengono utilizzati come strumento di produzione industriale”. Il volume pone una serie di questioni sul ruolo dell'uomo all'interno del contesto naturale di cui fa parte, mettendo sempre più in dubbio il nostro ruolo di sovrani di questo mondo, mettendo in discussione la nostra possibilità di disporre di tutto ciò che la natura ci offre. Il passaggio suggerito da “Biodiversi” è dunque quello di pensarsi non più come una specie altra rispetto alla natura, ma di essere parte di un tutto in cui noi siamo attori al pari di altri attori.

“Una nuova rivoluzione copernicana - ha commentato il sindaco di Montespertoli, Giulio Mangani, che ha introdotto la presentazione - Un cambio di paradigma necessario. Siamo ancora al di qua del cambiamento e dobbiamo pensare al modo in cui operare questo passaggio. Abbiamo costruito il mondo considerandoci separati dall'ambiente ed è questo che sta comportando il peggioramento delle condizioni climatiche del pianeta. In un mondo che riserva all'agricoltura un ruolo di mezzo di produzione deresponsabilizzato, è chiaro che questo nuovo approccio è importantissimo.

Per riscoprire un legame con la natura che è esso stesso il valore aggiunto. Qui a Montespertoli, per esempio, con la riscoperta dei grani antichi, il territorio si è riappropriato di una sua specificità, di una sua responsabilità e consapevolezza. Ciò ha creato un percorso di riscoperta che può solo giovare a tutto il nostro territorio”. La serata è proseguita con la cena organizzata dall’associazione Grani Antichi di Montespertoli, in collaborazione con l’associazione Bibliamus.

Fonte: Comune di Montespertoli - Ufficio Stampa

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