
Una crisi che sembra non finire mai. L’auspicata ripresa per il settore dell’edilizia ancora non si intravede e si continua a registrare, per il settimo anno consecutivo, un calo preoccupante di lavoro, investimenti e occupazione.
In questi giorni l’ISTAT ha pubblicato i dati dell’edilizia in Eurozona: anche nel 2015 il settore chiude in negativo (-1,0%) dopo anni di crollo verticale. In Italia il calo della produzione è stato dell’1,9%, anche se la decelerazione è diminuita rispetto ai forti cali degli anni precedenti: -6,9% nel 2014, -10,7% nel 2013 e -13,4% nel 2012.
Tra i maggiori Paesi dell’Unione solo la Spagna segna nel 2015 un aumento della produzione delle Costruzioni dell’1,0%, peraltro fermando il recupero vorticoso (+17,5%) del 2014, mentre la produzione in Germania scende del 2,2%, e in Francia del 4,2%; in crescita l’attività edilizia nel Regno Unito (+3,3%).
Nel corso del 2015 i paesi maggiormente dinamici dal punto di vista delle attività di costruzione sono la Repubblica Slovacca con un aumento del 18,6%, Svezia con un +14,1%, Romania con un +10,6%, Olanda con un +8,2% e Repubblica Ceca con un +5,6%.
Purtroppo, il rapporto dell’ISTAT evidenzia che l’Italia ha molti primati negativi. Uno su tutti riguarda i tempi di pagamento della P.A.: Italia 144 giorni, media UE 52 giorni, Lituania 15, Germania 19, Regno Unito 24. Inoltre, gli investimenti pubblici in costruzioni rispetto al PIL sono ai minimi storici e la tassazione immobiliare ha provocato un terremoto nell’intero settore: -540 mld di perdita di valore della ricchezza immobiliare delle famiglie dopo l’introduzione dell’IMU, -15,6% i prezzi delle case dal 2011, +15,1 mld di aumento della tassazione immobiliare dal 2011.
Storicamente, in Italia, l’edilizia ha sempre fatto da motore all’intera economia permettendo lo sviluppo, diretto e indiretto di tanti altri settori. Ovviamente con questi dati e in questa situazione, la ripresa è pressoché impossibile. Viceversa le risorse ci sono, ma occorre investirle bene e con attenzione, puntando soprattutto sulle piccole opere locali, sugli incentivi per ristrutturazioni e interventi per il risparmio energetico, sulla messa in sicurezza del territorio, sulle facilitazioni per l’accesso al credito e sulla riduzione della tassazione. Solo così si può sperare in una ripresa del comparto che faccia da traino a tutto il Paese.
Purtroppo, in questo contesto già drammatico, l’edilizia toscana vive ogni giorno una situazione, se possibile, ancora più difficile a causa anche delle incongruenze tra la vigente L.R. 65/2014 e la Legge “Sblocca Italia” recepita nel T.U. sull’edilizia (DPR 6/6/2001 n. 380).
Queste due normative si sono rilevate praticamente contrastanti nei principi fondamentali e, di conseguenza, in una situazione di completa stasi del settore, rendono impossibile qualsiasi iniziativa di natura urbanistico-edilizia.
Questa difficoltà nella gestione della pianificazione del territorio la si riscontra anche e soprattutto negli uffici comunali preposti che, oggettivamente, sono nella impossibilità di una corretta interpretazione normativa.
Oggi in Toscana è impossibile operare nel settore edile a causa della “pesante” normativa regionale vigente, rappresentata dalla L.R. 10/11/2014 n. 65, composta da ben 256 articoli. Una vera follia!!! Viceversa servirebbe una legislazione più snella, più flessibile e necessariamente più coerente con l’attuale situazione economica e con la Legge “Sblocca Italia”.
Per tutto quanto sopra e per superare questa situazione di stallo e difficoltà di un settore fondamentale, trainante e decisivo per la ripresa economica della regione, Confartigianato propone e suggerisce alcuni e immediati interventi legislativi regionali di rapida attuazione:
1) Modifiche della destinazione d’uso di quei “contenitori” (edifici) già consolidati, senza alcun aggravio di oneri, trattandosi di edifici ricadenti in zone già urbanizzate.
2) Frazionamento ammesso all’interno di quei “contenitori” (edifici) già consolidati, senza alcun aggravio di oneri, trattandosi di edifici già ricadenti in zone già urbanizzate.
Questi due interventi legislativi allineerebbero la legge regionale a quella “Sblocca Italia”, dando nuovo impulso all’intero settore (E’ superfluo ricordare che i dettami della Legge “Sblocca Italia” sono pienamente rispettati e condivisi in altre regioni come Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Piemonte, …).
3) Attuazione, con interventi diretti e non mediante Piani Attuativi, a tutte quelle aree interne ai centri abitati, ricadenti in zone di espansione complete di ogni opera di urbanizzazione primaria e secondaria, già previste edificabili negli strumenti urbanistici.
4) Sospensione, a carattere temporaneo, di tutti gli oneri concessori gravanti su ogni attività edilizia considerato che, attualmente, questi oneri sono peraltro irrisori nei bilanci comunali a causa della stasi di ogni attività edilizia.
Questa agevolazione concorrerebbe ad abbassare i costi di produzione attualmente incongruenti con i prezzi di mercato.
5) Sospensione, a carattere temporaneo, della cosiddetta Legge Bersani per quanto concerne il rispetto delle superfici “a parcheggio” nell’ambito di ogni attività commerciale all’interno dei centri urbani, dove le aree “a parcheggio” sono già state realizzate in adempimento di attività pregresse o dei lineamenti dei veri strumenti urbanistici.
Fra l’altro, il rispetto della Legge Bersani ha provocato una alterazione della armonia del territorio, che qualificava i nostri centri urbani, con grandi spazi vuoti che dequalificano il territorio stesso.
Alla luce e conferma dei molti errori avvenuti in sede di programmazione urbanistica della Regione Toscana, si evidenzia quanto segue: oggi il settore è completamente paralizzato, mentre in altre regioni, pur con le difficoltà derivanti dalla crisi complessiva, denota segni positivi.
Oggi gli uffici “edilizia” delle Associazioni di categoria e gli Studi Professionali sono impegnati quasi esclusivamente nel gestire i ricorsi contro l’IMU sui terreni edificabili, in quanto, di fatto, si tratta di una imposta gravante su aree dichiarate erroneamente edificabili in un processo si sviluppo impossibile e gli Uffici Tributi Comunali sono impegnati quasi esclusivamente nella disamina di tali molteplici ricorsi che evidenziano come l’imposta abbia, di fatto, assunto la veste di una vera e propria “Patrimoniale”.
A tutto quanto sopra, a Pisa, si aggiunge il fatto che le imprese locali non riescono quasi mai ad aggiudicarsi appalti pubblici - e non perché non vi sono aziende valide e di qualità! - a causa di una normativa locale erroneamente troppo democratica ma di fatto restrittiva. Il tutto quando in Comuni limitrofi come, ad esempio, Livorno e Lucca, sempre nel rispetto della legge e delle norme, si mettono le imprese locali nelle condizioni di aggiudicarsi gli appalti, aiutando così a ricreare ricchezza sul territorio stesso.
Insomma, oltre alla follia della legge regionale, abbiamo anche quella delle norme locali che invece di agevolare le imprese del territorio, le penalizzano!!!
A questo punto sorge spontanea una domanda: gli amministratori pubblici hanno chiaro il concetto che in Italia, e ovviamente in Toscana, il settore delle Costruzioni e dell’edilizia in genere è tra i più importanti per la nostra economia? Si rendono conto che un settore edile florido fa viaggiare il Paese, mentre viceversa con l’edilizia che stagna il Paese si ferma e muore?
Per questo Confartigianato lancia un allarme forte nei confronti della Regione Toscana ma ovviamente anche verso tutti i sindaci e amministratori locali affinché si facciano parte diligente e diano un segnale forte in favore dell’edilizia e quindi dell’economia della regione e dei loro singoli territori.
Confartigianato non si limita ovviamente ad alzare i toni della protesta ma avanza proposte e lancia nuovi servizi per aiutare le imprese. Pochi giorni fa ha presentato il progetto “Toolssharing.com”, che ha avuto un riscontro e un successo nazionale e interessa in modo particolare il mondo delle Costruzioni, oggi presentiamo il Servizio Appalti “VIA ALLA GARA”.
Nel momento in cui il settore delle Costruzioni continua a versare in una crisi profonda, l’acquisizione di nuove opportunità di lavoro costituisce un obiettivo fondamentale per le imprese. E poiché il settore privato – come detto sinora – è pressoché fermo, quello dei lavori pubblici può rappresentare una prospettiva interessante per molti piccoli imprenditori.
Spesso il problema per accedere agli appalti pubblici è determinato dalla mancanza di informazioni puntuali e selezionate sulle gare d’appalto. Per questo Confartigianato ha ritenuto promuovere il Servizio Appalti denominato “VIA ALLA GARA”, dedicato alle imprese aderenti all’Associazione e COMPLETAMENTE GRATUITO.
L’accesso al servizio è consentito attraverso una password e consente di ottenere tutte le informazioni sulle gare, personalizzando la ricerca per territori, importo di gara, categoria SOA di interesse, nonché di acquisire i bandi integrali e gli esiti di gara.
Confartigianato fa la propria parte e si mette a disposizione delle imprese e delle amministrazioni pubbliche affinché tutti insieme si possa lavorare per il rilancio del settore che altrimenti è destinato ad una morte sicura.
Fonte: Confartigianato Imprese Pisa - Ufficio Stampa
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