
L'atleta di Mastromarco gioca di rimonta, a terra tra gli altri Contador, Ulissi, Evans e Uran. Il saluto allo start di Lucca tra Fernando Alonso e Paolo Bettini. Visconti 51esimo
Il portoghese Alberto Rui Costa ha vinto il il Mondiale Elite maschile, partito stamani alle 10 da Lucca con conclusione nel pomeriggio a Firenze, dopo 272,260 chilometri passando anche dal San Baronto (Lamporecchio) e a Casalguidi (Serravalle Pistoiese), paese del compianto Franco Ballerini. La pioggia, che dalle prime luci dell'alba imperversa sulla Toscana, ha accompagnato i 207 corridori fino alla fine, rendendo particolarmente problematica la gara. La temperatura è gradevole, poco sotto i 20 gradi. Quarto posto per Vincenzo Nibali di Mastromarco (Lamporecchio), unico italiano che si è giocato il titolo fino alla fine. Secondo Rodriguez e terzo Valverde, entrambi spagnoli.
Gli azzurri al via erano nove: il numero 17 Vincenzo Nibali, il 18 Rinaldo Nocentini, il 19 Luca Paolini, il 20 Filippo Pozzato, il 21 Ivan Santaromita, il 22 Michele Scarponi, il 23 Diego Ulissi, il 24 Flavio Vanotti, il 25 Giovanni Visconti.
"Ho fatto la selezione sulla salita di Fiesole, avrei preferito restare con Nibali, in modo che si avvantaggiasse di più. Ha trovato avversari con grandi gambe ed è stato sfortunato per la caduta. Sette ore sotto l'acqua sono difficili a piedi, figuriamoci sulla bici. E' caduto Vincenzo, è caduto Paolini e sono caduto io. E' andata così". Lo ha detto Michele Scarponi, dopo l'arrivo della gara.
Ordine d'arrivo 1. Alberto Rui Faria da Costa (Por) in 07h25'44" (media 36,648 Km/h) 2. Joaquin Rodriguez (Spa) s.t. 3. Alejandro Valverde (Spa) a 00'16" 4. Vincenzo Nibali (Ita) s.t. 5. Andriy Grivko (Ucr) a 00'31" 6. Peter Sagan (Svk) a 00'34" 7. Simon Clarke (Aus) s.t. 8. Maxim Iglinskiy (Kaz) s.t. 9. Philippe Gilbert (Bel) s.t. 10. Fabian Cancellara (Svi) s.t. 11. Bauke Mollema (Ola) s.t. 12. Lars Petter Nodhaug (Nor) s.t. 16. Michele Scarponi (Ita) s.t. 17. Filippo Pozzato (Ita) a 01'05" 51. Giovanni Visconti (Ita) a 09'15".
La sintesi della gara
La prima fuga di giornata, dopo la partenza sotto la pioggia dal centro di Lucca, vede protagonisti il ceco Barta, il tunisino Chtiouoi, l’austriaco Brandle, il polacco Huzarski e il venezuelano Godoy (il più giovane fra i 208 in gara). I cinque toccano un vantaggio massimo di 8’10” poco prima dell’ingresso nel circuito di Firenze, dopo 106 chilometri di gara: l’ultimo a cedere è Huzarski, dopo circa 220 di fuga.
Intanto, fin dai primi giri del circuito, il forcing della Nazionale italiana provoca selezione nel gruppo, che via via si assottiglia. Nelle prime tornate fioccano i ritiri eccellenti: a causa di alcune cadute, devono lasciare la corsa Horner, Evans, Daniel Martin, Wiggins, Van Garderen, Samuel Sanchez e Nicolas Roche, mentre nel quarto giro abbandonano anche Froome e Nairo Quintana, staccati dal gruppo principale. Alla settima tornata, quando finalmente cessa la pioggia, si muove Giovanni Visconti, che raggiunge Huzarski. Poco dopo, in discesa verso il traguardo, cadono Paolini, Scarponi e Nibali, con gli ultimi due che riescono tuttavia a rientrare nel gruppo principale
Al penultimo passaggio nel centro di Fiesole, Visconti e Huzarski vengono riassorbiti dal gruppo, che torna compatto (una quarantina di unità) e lo resta anche all’inizio dell’ultimo giro. Sull’ascesa verso Fiesole attacca Nibali, che resta al comando con il solo Joaquin Rodriguez, raggiunti in fondo alla discesa da Valverde e Rui Costa. Sono loro quattro a giocarsi la vittoria: Rodriguez attacca, Valverde marca Nibali, mentre Rui costa, in vista dell’ultimo chilometro, va ad agganciare Rodriguez quando mancano 500 metri, per poi batterlo in volata e regalare al Portogallo la prima maglia iridata nella storia dei Mondiali di Ciclismo. A premiare i primi tre, sul podio, sono stati il neo Presidente Uci Brian Cookson e il Ministro per gli Affari Regionali e Autonomie con delega allo Sport Graziano Delrio.
Una lunga serie di cadute
Brutta caduta intorno al chilometro 135, a Firenze. Coinvolti, fra gli altri, l'australiano Cadel Evans, campione del mondo a Mendrisio nel 2009 e vincitore del Tour de France 2011, il colombiano Darwin Hurtado Atapuma e il francese Warren Barguil, costretti a fermarsi. Caduta anche l'azzurro Diego Ulissi.
La brutta caduta che si è verificata al termine della discesa di via Trieste, e causata dall'asfalto reso viscido dalla pioggia, ha costretto al ritiro due australiani e altrettanti svizzeri, che avrebbero potuto aiutare il favorito Fabian Cancellara: il Mondiale è finito per Cadel Evans e David Tanner, Oliver Zaugg (vincitore del Giro di Lombardia 2011) e Martin Elmiger.
Anche lo spagnolo Samuel Sanchez, campione olimpico nella corsa in linea su strada ai Giochi di Pechino 2008, si è ritirato a un centinaio di chilometri dall'arrivo della gara Elite valida per il Mondiale di Firenze. Gara finita anche per il promettente irlandese Nicolas Roche, per lo spagnolo Josè Herrada, per l'ucraino Yaroslav Popovych e per il polacco Michal Kwiatkowski. Al comando della corsa sempre quattro corridori, Godoy, Huzarski, Barta e Brandle, gli italiani all'inseguemento.
Primo italiano ritirato nel Mondiale Elite a Firenze: si tratta del campione nazionale Ivan Santaromita, coinvolto nella prima caduta della giornata. Si ferma anche Chris Froome, che ha stravinto l'ultimo Tour de France e che gareggia per la Gran Bretagna. Stop anche per uno dei favoriti, il colombiano Nairo Quintana.
Mondiale Elite a eliminazione, sul circuito di Firenze, dal momento che la pioggia non concede tregua. Fra tuoni, fulmini e acqua, quando mancano una settantina di chilometri al traguardo, prosegue la fuga del ceco Jan Barta e del polacco Bartosz Huzarski, il gruppo insegue a circa 3'. In gara, dopo le innumerevoli cadute, sono rimasti in lizza un'ottantina di corridori degli oltre 200 al via stamattina a Lucca.
Ancora colpi di scena nel Mondiale Elite uomini, a Firenze. A 36 chilometri dall'arrivo, mentre Giovanni Visconti è in fuga assieme al polacco Bartosz Huzarski, con un vantaggio di 1'15" sul quel che rimane del gruppo, Vincenzo Nibali e Luca Paolini sono finiti a terra in una curva, sono ripartiti, ma adesso accusano un ritardo consistente dalla vetta della corsa.
L'ultimo successo azzurro nella gara Elite uomini (si chiama così dal 1995, prima era denominata gara in linea su strada dei professionisti) valida per i Mondiali di ciclismo risale al 2008: la conquistò a Varese il veneto Alessandro Ballan. La prima edizione si disputò nel lontano 1927.
Prima volta di un portoghese. Rui Costa: "E ora non mi chiederanno più del calciatore"
Da Rui Costa a... Rui Costa. Da un fantasista portoghese, con il vizio del gol e di nome Manuel, a un passista lusitano di nome Alberto che conferma una magica assonanza della città di Firenze con un cognome ben preciso. Che, da queste parti pesa una tonnellata, perchè ha fatto la storia di due discipline molto diverse, calcio e ciclismo. Il primo Rui Costa che ha trovato rifugio sotto il campanile di Giotto, a suon di assist per il bomber Batistuta, ha cercato di riscrivere la storia della Fiorentina; il secondo, al culmine di un pomeriggio da tregenda, condito da tuoni, fulmini, lampi e saette, vissuto sotto un incessante diluvio, ha portato per la prima volta il Portogallo sul tetto del mondo del ciclismo. E, in barba a ogni pronostico. "Finalmente non mi chiederanno più se sono il Rui Costa calciatore", ha detto a margine della conferenza stampa questo ragazzone di 27 anni, nato in un paesino del distretto di Oporto.
Di questa prova conclusiva dei Mondiali di Bartali, Brunelleschi, Renzi, Ballerini e Martini, rimane appunto il faccione sorridente di Rui Costa, che sembra uscito da un documentario della Marvel, condito dalle imprese dei supereroi, e fanno notizia le lacrime di 'Purito' Rodriguez che, come egli stesso ha ammesso nei pressi del traguardo, ormai si vede affibbiare addosso l'etichetta di 'eterno secondo'. Il che non equivale a un riconoscimento di cui andare fieri. "La medaglie non mi sta bene - dice - a me interessava solo il titolo. E, cosa ancora più grave, rischio di passare alla storia per i miei piazzamenti, non per le mie vittorie". Secondo al Giro d'Italia 2012 per soli 16" (dopo oltre 3.500 km), secondo alla Vuelta, beffato sul traguardo del Mondiale. Altro che jella! E, mentre sul gradino più alto del podio il sorriso di Rui Costa il ciclista si mescolava con le lacrime di gioia, il pianto di Rodriguez esprime disperazione.
Come il pugno battuto sul manubrio da Vincenzo Nibali, quarto, mentre taglia il traguardo, preceduto da Alejandro Valverde. Lo 'Squalo dello Stretto' non è stato particolarmente fortunato, anzi. Prima un problema meccanico lo ha obbligato a sostituire la bici di partenza, poi una caduta a 36 km dall'arrivo, assieme al compagno Luca Paolini, che non è riuscito a risalire in sella e ha chiuso claudicante la sua ultima gara da prof. Nibali ha sconfitto ogni avversità, cambiando bici, cancellando il dolore per avere brutalmente toccato l'asfalto zuppo d'acqua, ha inseguito, rimontato, agganciato il gruppo guidato dai belgi, ma alla fine è stato costretto ad arrendersi alla fuga di Rodriguez che, nel finale, è stato risucchiato da Rui Costa, che poi lo avrebbe battuto come al culmine di un duello rusticano fatto di sguardi e di provocazioni, di attese e tensione a mille, dalle quali il portoghese non si è fatto irretire. Il ct azzurro Bettini aveva chiesto una gara dura, d'attacco e l'ha avuta: perchè, a turno, hanno provato l'allungo Visconti, per raggiungere e staccare il polacco Huzarski, quindi Scarponi, per far rifiatare capitan Nibali ed evitare fughe solitarie.
"Sono stati dei leoni", ha detto il ct. Ma all'appello è mancato Filippo Pozzato. Peggio hanno fatto i big pronosticati alla vigilia: da Gilbert a Cancellara a Sagan, tutti sono rimasti nelle posizioni di vertice, salvo poi rietrare nei ranghi proprio nel momento-clou della gara, quando c'era da attaccare. Il pepe, come sempre avviene in appuntamenti così importanti, era nella coda, nel finale di una corsa che è rimasta avvolta dall'incertezza fino agli ultimi metri e che Rui Costa ha vinto contro ogni previsione. E dalla quale esce sconfitta la Spagna, malgrado la conquista di due medaglie. Così come non si può dire che sia uscita a testa alta l'Italia dal Mondiale disputato in casa: bottino magro a casa azzurri, con il solo bronzo vinto ieri da Rossella Ratto. Troppo poco.
Pozzato, anche pubblico meritava medaglia
"L'idea era quella di rendere dura la corsa, si faceva più fatica a stare indietro. Mi hanno detto che Nibali è arrivato quarto: abbiamo parlato nell'ultimo giro, mi ha detto che avrebbe attaccato in cima, io mi sono staccato. Su via Salviati sono arrivato a pochi secondi da Sagan e Cancellara". Lo ha detto Filippo Pozzato, commentando l'esito del Mondiale Elite, vinto a Firenze dal portoghese Rui Costa. "Ringrazio il pubblico, che è stato fantastico. L'Italia avrebbe meritato il Mondiale solo per l'apporto dei tifosi, che sono rimasti per parecchie ore sotto l'acqua", ha aggiunto il veneto.
"Penso che abbiamo gareggiato bene - aggiunge Giovanni Visconti -: abbiamo fatto la gara dura come volevamo, ho fatto questa azione per favorire i compagni dietro, in modo che non tirassero. Nibali meritava almeno una medaglia. Quest'anno penso si possa parlare di una bella Italia".
Rui Costa iridato a Firenze, e' una gioia enorme
''E' una gioia enorme per me e per il mio Paese vincere questo Mondiale. Era arrivato il momento di portare in alto il nome del Portogallo: è un grande orgoglio per me. Nell'ultimo chilometro c'era una situazione molto complicata, non mi aspettavo di vincere, ma sono riuscito a recuperare su Rodriguez''. E' il primo commento di Alberto Rui Costa, neocampione del mondo Elite uomini, dopo avere indossato la maglia iridata a Firenze.
Rodriguez, ormai mio nome associato solo a sconfitte
''Pensavo di poter vincere, stavo per andare da solo, ho detto a Valverde di andare a ruota dell'avversario che mi avrebbe seguito. Quando ho visto che ai 600 metri arrivava Rui Costa da solo non ho capito la situazione. Lui è giovane e intelligene, ha capito subito che era campione del mondo''. Così Joaquin 'Purito' Rodriguez commenta il secondo posto ottenuto nella prova Elite uomini ai Mondiali di ciclismo, a Firenze. ''Alla fine il mio nome viene associato a queste cose: perdo il Giro, perdo la Vuelta, perdo il Mondiale'', conclude amaro lo spagnolo ricordando il secondo posto per soli 16'' ottenuto l'anno scorso al Giro d'Italia vinto dal canadese Ryder Hesjedal.
Bettini, bravi Nibali ma i miei tutti leoni
"Sapevamo che sarebbe stato rischioso: ieri lo avevo detto, sapevamo benissimo che si poteva scivolare su quell'asfalto. Peccato che sono andati giù quando è finito il caos e stavamo cercando di riordinare le idee: c'è mancato Paolini, ma un bravo devo rivolgerlo a Nibali e a tutti gli altri". Così Paolo Bettini, ct azzurro, ha commentato l'esito della prova Elite maschile dei Mondiali di Firenze, che si è conclusa con la vittoria (la prima nella storia conquistata da un portoghese) di Rui Costa. "E' stata una giornata da leoni e i 'miei' corridori sono stati degli autentici leoni - aggiunge Bettini -. Non pensavo che Nibali risalisse in bici. Senza quella caduta se la sarebbe giocata. Ha fatto un gran numero per rientrare, non me l'aspettavo: io andavo avanti con l'ammiraglia e non riuscivo a trovarlo". "Immaginate lo sforzo che ha sostenuto Nibali - conclude -. Preferisco la medaglia di legno a una sconfitta come quella subita dalla Spagna".
Alonso su twitter, qui è un altro mondo
Sulla linea di partenza della gara Elite dei Mondiali di ciclismo su strada, a Lucca, si è materializzato Fernando Alonso che, poco prima, aveva twittato: "All'inizio del Campionato del mondo! Grande atmosfera amichevole qui...! E' tutto un altro mondo... 273 chilometri, pioggia... Alonso, prima di raggiungere Firenze, ha parlato fitto con Eusebio Unzue, team manager della Movistar, la squadra di Alejandro Valverde.
Alonso ha provato a salvare, con un investimento personale, la Euskaltel-Euskadi, ma senza riuscirvi. La squadra basca dovrebbe tornare alle gare nel 2015. Intanto, il britannico Tiernan Locke è sotto indagine dell'Uci per anomalie nel passaporto biologico. Doveva partecipare al Mondiale fiorentino, ma non è partito. Locke è stato sostituito dal giovane Luke Rowe, 23 anni, altro atleta del Team Sky, che è la squadra du Chris Froome e Bradley Wiggins.
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