
Cambiare! È questa la parola d'ordine del nuovo soggetto politico che si affaccia sulla scena politica nazionale e locale per «portare di moda le parole merito, coerenza ed onestà». 'Io Cambio' si presenta a tutti gli effetti come movimento aggregante di tutte le liste civiche e i movimenti territoriali ed identitari che lavorano per il territorio e la propria gente.
Ha spiegato così Claudio Morganti, europarlamentare nonché vicesegretario e coordinatore per il Centro Italia di Io Cambio, presentato oggi alla conferenza stampa al museo Pecci. Morganti ha anche annunciato che Io Cambio si presenterà alle Amministrative di Prato e alle elezioni Europee.
«'Io Cambio' – spiega Morganti – sarà il giusto veicolo per portare avanti una politica vera, fatta di cose concrete e non di proposte irrealizzabili. Le proposte per Prato sono chiare:
richiedere una task force immediata al Ministero dell'Interno e se necessario richiedere l'intervento dell'esercito; circondare la zona industriale del Macrolotto con un rigoroso controllo nelle aziende presenti e delle merci che entrano ed escono dall'area. In più – prosegue –, è importante chiedere di far approvare una norma, sulla falsariga della cosiddetta "norma Prato", che responsabilizzi i proprietari per evitare eventuali abusi all'interno dei capannoni. Quest'ultima proposta l'ho già fatta in questi anni, ma è stata spesso snobbata a tutti i livelli istituzionali, per poi essere ipocritamente ripresa negli ultimi tempi. Un altro punto fondamentale è istituire una “zona franca” circoscritta nell'area del Macrolotto con detassazioni o agevolazioni a coloro che investono nella suddetta area per attirare investimenti aziendali e per agevolare nuove aziende e start up, visto il presumibile abbandono delle aziende cinesi che non potrebbero più vivere nell'illegalità e nella clandestinità».
L'europarlamentare ha anche detto che valuterà, insieme all'entourage di Io Cambio, un esposto alla Procura di Prato per la tragedia di Via Toscana. «Perché – ha spiegato – le responsabilità non sono solo di chi ha messo a disposizione i locali, ma anche di altri molti enti che non hanno fatto i dovuti controlli. In questi giorni – sottolinea Morganti – ho letto proposte scellerate come quella di costruire appartamenti nei capannoni e ancora più perplesso sono rimasto nel leggere che l'amministrazione comunale sia su questo possibilista. Per quanto ci riguarda, la comunità cinese devono prendere in affitto i tanti appartamenti sfitti che ci sono a Prato. Questa è integrazione e non la svendita della nostra città».
Morganti si sofferma anche su quanto fatto negli ultimi quattro anni dall'Amministrazione. «I soli blitz sono serviti a poco. Dove quattro anni fa c'erano i cinesi con la loro illegalità e il loro degrado, adesso nulla è cambiato. Come fa un'amministrazione a non sapere di cosa stia succedendo in casa propria e a non sapere delle false residenze dei cinesi? A Prato tutti sapevano, ma chi aveva la possibilità di fare qualcosa ha fatto ben poco. Che dire, poi, della tassazione sulle rimesse dirette, in primo momento inserita nella misura del 2% dal Governo Berlusconi, per poi essere tolta dal Governo Monti nel totale silenzio delle istituzioni pratesi e regionali: da destra, sinistra, centro all'assessore alla sicurezza fino al sindaco. Tutte le promesse sono state disattese. È l'ora di cambiare con 'Io Cambio'».
Alla conferenza stampa sono intervenuti anche Agostino D'Antuoni, segretario di''Io Cambio'', e William Carmagnola, coordinatore per il Nord Italia di ''Io Cambio'', ed entrambi hanno sottolineato la diversità di Io Cambio con gli altri Movimenti. «A noi – hanno detto – non interessa fare promesse che poi in una eventuale elezione non possono essere mantenute. Ci piace parlare di cose concrete ed una di queste è stata fatta giovedì alla presentazione del Movimento a Roma dove, dopo mesi di protesta dei fratelli Biviano in piazza Montecitorio per ottenere le cure con Stamina, siamo riusciti ad ottenere un appuntamento con Laura Boldrini, Presidente della Camera. Dal suo ufficio non ci muoveremo finché non otterremo il diritto di cura dei malati».
Fonte: Ufficio Stampa
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