
Pascucci: "Finalmente buone notizie per il settore rurale ora attendiamo misure efficaci per la ripresa del settore e competitività delle imprese"
Le richieste del mondo agricolo alla politica stanno trovando le prime risposte positive. Ma resta ancora molto da fare per la ripresa e la competitività delle imprese. Lo sottolinea la Cia Toscana in riferimento all’approvazione della Legge di stabilità appena approvata dalla Camera. «Siamo sulla strada giusta – afferma il presidente Cia Toscana Giordano Pascucci - dopo molte parole e impegni assunti, grazie ad un’attenta e costante azione sindacale, è stata stabilizzata la fiscalità sui beni produttivi in agricoltura. Si è compreso, come la Cia Toscana aveva messo in evidenza fin da subito, l’ingiustizia dell’applicazione IMU sui fabbricati strumentali e, seppur tardiva, è arrivata una concreta risposta alle nostre sollecitazioni.
Ora non si deve tornare più indietro: i fabbricati strumentali sono già ricompresi nel valore dei terreni agricoli e quindi conferma il principio anche nella misura che limita all’1 per mille l’aliquota Tasi. Significativo anche l’abbassamento del moltiplicatore (da 110 a 75) per i terreni agricoli, anche se non condividiamo i criteri utilizzati, che limitano la riduzione soltanto ad una categoria di agricoltori. Agevolazioni agli agricoltori parziale, perché dobbiamo evidenziare che la copertura del mancato introito da parte dello Stato viene effettuata, in parte, con la diminuzione del contingente di gasolio agricolo e questo avrà riflessi sui costi produttivi, già molto elevati, a carico degli agricoltori».
Per quanto riguarda le riduzioni delle aliquote – commenta la Cia Toscana - non andrebbero limitate ad una sola categoria di agricoltori «per questo rilanciamo la proposta di intervento – dice Pascucci - sul piano legislativo del Codice Agricolo e Rurale per ridefinire il concetto di attività agricola e fare chiarezza, una volta per tutte, sulle figure professionali superando l’attuale confusione e sovrapposizioni».
E’ positivo – sottolinea la Cia Toscana - la conferma delle agevolazioni per la piccola proprietà contadina, che si confermano uno strumento indispensabile per l’incremento della dimensione e della produttività aziendale. Preoccupazione, invece, sul mantenimento dell’obbligo (cancellato al Senato ma reintrodotto alla Camera) per i piccoli produttori agricoli, quelli, cioè, che non superano i 7 mila euro di vendite all’anno, a produrre l’elenco dei clienti e dei fornitori (il cosiddetto “Spesometro”).
«Gli adempimenti per i piccoli produttori agricoli sono un’idea “geniale” per complicare le imprese agricole, non per semplificare – sottolinea Pascucci -, provocando scarsi ed effimeri benefici per la collettività ma sicuramente nuovi adempimenti burocratici». Per quanto riguarda i giovani, dalla legge di stabilità si attendeva molto di più. L’accesso al credito, come quello per i terreni demaniali in affitto, rimane insoddisfacente e complesso.
È però importante che sull’agricoltura si siano cominciati ad accendere i riflettori della politica. «Non è moltissimo – aggiunge Pascucci - ma è comunque un positivo passo in avanti. L’auspicio è che, collegati alla manovra, si possano raggiungere altri risultati orientati a reti, innovazione, internazionalizzazione su cui, comunque, c’è il segnale positivo dei consorzi. Ora attendiamo altre misure, interventi efficaci per il rilancio del settore e per la competitività delle imprese. È fondamentale e strategico delineare una nuova e vera politica agraria nazionale e l’adozione tempestiva di nuovi provvedimenti a partire da una buona ed equilibrata applicazione della Riforma Pac».
Fonte: Cia Toscana - ufficio stampa
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